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A scuola di sport e tifo

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27 febbraio 2019 il progetto educativo e formativo A scuola di sport e tifo all’Istituto Comprensivo Pietro Carrera di Militello Val di Catania

Militello Val di Catania – Oggi alle 10,30 si è tenuta la conferenza A scuola di sport e tifo all’Istituto Comprensivo Pietro Carrera di Militello Val di Catania. Relatori la dott.ssa Grazia Zitelli psicologa “La psicologia nell’età evolutiva e le influenze nello sport”, la dott.ssa Maria Teresa Chiara “Lo stato di salute del calcio giovanile iniziative promozionali e terapia” delegato F.G.C.I. di Catania, ing. Santino Lo Presti presidente F.G.C.I. comitato Sicilia “Calcio e marketing del territorio sociale e integrazione”. Ha moderato il giornalista dott. Lucio Gambera presidente A.S.D. Militello.

 

La psicologa Graziella Zitelli ha parlato del tifo organizzato e del tifo non-organizzato che tende alla violenza e delle influenze del comportamento degli individui in episodi di violenza sportiva quali la Deindividuazione: quando un individuo si trova in una folla o agisce come membro di un vasto gruppo sociale, tende a non considerarsi come un individuo singolo, quanto piuttosto come un membro del gruppo relativamente anonimo. Questo processo di deindividuazione porta a considerarsi meno identificabili e meno responsabili del proprio comportamento. Di conseguenza, le norme sociali che solitamente impediscono di comportarsi in modo aggressivo non risultano più applicabili; Affollamento: un’elevata densità di persone può indurre aggressività. Trovarsi in mezzo ad una folla di persone induce un’attivazione fisiologica associata a sensazioni di stress, irritazione e frustrazione; Diffusione della responsabilità: si riferisce alla sensazione provata da un individuo che, facendo parte di un gruppo, ad esempio una tifoseria, si sente personalmente meno responsabile rispetto alla messa in atto di comportamenti violenti; Categorizzazione ingroup/outgroup: si riferisce alla tendenza di difendere e giudicare positivamente il proprio gruppo e di attaccare e criticare gli altri gruppi. Questo processo può spiegare la tendenza dei tifosi di identificarsi con il proprio gruppo e a comportarsi in maniera aggressiva con i gruppi con cui sono in competizione.

Sono necessarie questo genere di manifestazioni fatte con i ragazzi per sensibilizzare e fargli riscoprire i valori dello sport dell’amicizia.