La Sagra del Maiale e del Cinghiale di Antillo

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Nell’immaginario comune, anche dei miei conterranei, la Sicilia è mare, enogastronomia con arance, mandorle vino olio e formaggi, e poi sole e città d’arte. E invece il territorio siciliano è per il 24% montano e abbiamo delle montagne bellissime, con tradizioni ancora sconosciute ai più. La catena dei Peloritani, ad esempio, è ancora fuori dal turismo massificato pur estendendosi da Capo Peloro ai Monti Nebrodi per circa 65 km, digradando fino alla valle del fiume Alcantara, che sfocia a sud di Giardini Naxos. A nord e a est fanno da belvedere naturale su Mar Tirreno. Proprio sul versante orientale giace la Valle d’Agrò, con una storia che parte dalla dominazione Fenicia per finire, si fa per dire, con l’unità d’Italia nel 1861. In questa zona l’attività agricola e pastorizia si stava perdendo finché i comuni non si sono consociati nel Consorzio Val d’Agrò ed nell’Unione dei comuni delle Valli joniche dei Peloritani. Sono luoghi di turismo di nicchia, di appassionati di passeggiare naturalistiche alla riscoperta di reperti storici ed antropologici sconosciuti ai più, ma l’essersi uniti ha fatto sì che i prodotti d’eccellenza della gastronomia trovassero la loro naturale collocazione in sagre e fiere.

Una delle più rinomate è la Sagra del Maiale e del Cinghiale di Antillo che si rinnova ogni primo fine settimana di dicembre, quest’anno quindi l’1 e il 2. È nata nel 2004 proprio con l’intento di rivalutare e promuovere un’attività da sempre punto di riferimento della zootecnia locale. L’essere giunta alla XV edizione è la conferma della qualità dei piatti, cucinati con queste carni come ingrediente principale, che si potranno degustare nei vari stand allestiti in Piazza Maria Santissima della Provvidenza. Le prelibatezze gastronomiche includono salumi, porchetta, salsicce, frittole, per non parlare di funghi, formaggi e olio.

Di particolare interesse la mostra mercato di prodotti enogastronomici antillesi (salsiccia, salame, porchetta, maccheroni, funghi, olio, vino, miele, frutta secca, pane; casareccio, formaggi, etc) che ha incuriosito negli anni quanti sanno apprezzare i sapori antichi, oltre ai prodotti dell’artigianato locale.

Il tutto è organizzato dalla Pro Loco insieme al Comune, senza dimenticare la partecipazione dei maggiori produttori del luogo: questa sinergia ha l’obiettivo di diffondere il più possibile questi prodotti, oltre a rivalutare l’allevamento dei maiali, in declino ma ancora ben diffuso ad Antillo, tanto da essere un volano fondamentale per l’economia.

Assolutamente da non perdere il Museo agro-pastorale che raccoglie il prezioso patrimonio artistico e culturale della tradizione agricola, pastorale e montana antillese. Il centro storico si snoda lungo la stradina che dalla fontana “Acquavena” porta lungo la via Roma fino a dietro la Chiesa della Madonna della Provvidenza con il suo splendido campanile, offrendo angoli e scorci di viuzze irte ma affascinanti. Di particolare interesse architettonico sono il Monumento ai Caduti e il Monumento al Mondo Contadino.