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La “prima volta” secondo Roberta Rossi psicoterapeuta e sessuologa clinica

Roberta Rossi è psicoterapeuta e sessuologa clinica docente alla Isc l'Istituto Sessuologia Clinica di Roma già presidente della Fiss Federazione Italiana Sessuologia Scientifica, ha un blog su Repubblica e una rubrica su Mind. È autrice del libro “Vengo prima io. Guida al piacere e all'orgasmo femminile” per Fabbri editori

La “prima volta” argomento su cui si sono spesi fiumi di parole spaziando dalla natura poetica, religiosa, culturale tralasciando a volte una consistente perplessità in ambito fisiologico esperienziale: perché è così importante la prima volta?
La “prima volta” è un’esperienza di vita che porta con sé gioie e dolori. Gioie, perché è un momento emozionante in cui per la prima volta ci si concede diciamo così alla possibilità di avere un primo rapporto… un primo rapporto penetrativo magari a fronte di tutta una serie di contatti che ci sono stati anche precedentemente ma che non sono mai arrivati al momento della penetrazione. Dolori, perché spesso e volentieri e non perché la prima volta sia necessariamente dolorosa,  “l’immaginario” delle ragazze è circondato da quest’aura, di sofferenza, di dolore, di sangue.
Quanto c’è di vero nei miti della sofferenza della prima volta?
Sono proprio spesso questi miti accompagnati da pregiudizi culturali, soprattutto se parliamo di sesso fuori dal matrimonio che rendono questo momento meno fluido e fruibile.
Perché l’idea della “sofferenza” è maggiore nelle ragazze?
Per le ragazze tutto questo discorso del dolore, del fastidio, del sangue, si associa spesso alla cosiddetta rottura dell’imene. Quando invece oggi noi sappiamo dell’imene che è una struttura elastica, che non si rompe, si slabbra leggermente, per lasciar spazio, appunto al pene che entra e che tutte quelle situazioni di tensione di fastidio/dolore che le ragazze possono provare nel loro primo rapporto sessuale in realtà sono riconducibili più alla tensione, all’idea di dover provare, un qualcosa di doloroso, per cui i muscoli che sono intorno al canale vaginale si irrigidiscono e la stessa vagina è più difficile da essere penetrata.
E qual è il disagio per i ragazzi?
Dall’altra parte invece abbiamo i ragazzi e tutto il timore legato all’emozione che ugualmente rischia di far perdere un po’ l’erezione stessa: perché “se io sono preoccupato” di dover tenere questa erezione, o di avere un’erezione di un certo tipo appunto per poter avere una penetrazione, ovviamente anche questo potrà incidere sull’erezione stessa e sulla possibilità del ragazzo di avere una sua prima volta in una maniera tranquilla.
Come poter ovviare a questo genere di paure e timori?
La prima volta è un’esperienza che sicuramente non dimenticheremo mai nella nostra vita, sia che vada bene, sia che vada male. Per renderla più fluida, più tranquilla e più serena avrebbe bisogno di essere accompagnata da una consapevolezza, quantomeno da una conoscenza, diciamo così maggiore da parte dei ragazzi, di che cosa li aspetta in questo momento così intimo e delicato. Purtroppo non sempre è possibile e i ragazzi si scambiano tra loro certamente delle esperienze, si dicono delle cose che alcune volte possono andare anche ad aggiungere informazioni poco corrette. Questo sarebbe un discorso da fare all’interno di un percorso di Educazione Sessuale dove i ragazzi potrebbero confrontarsi con degli esperti che possono dare le informazioni più adeguate e le giuste conoscenze. E successivamente poterli mettere anche nella condizione di elaborare, le loro aspettative e le loro attese, le loro emozioni pensando a questa loro prima volta e un altro aspetto importante che riguarda il discorso della consapevolezza e in qualche modo anche della responsabilità.
Cosa intende per consapevolezza e responsabilità?
Spiegare l’utilizzo della contraccezione ma nello stesso tempo anche un utilizzo di misure cautelative nei confronti delle infezioni sessualmente trasmissibili: quindi sappiamo bene che il rapporto sessuale è foriero di piacere, di condivisione, di un momento di intimità con l’altro, ma può essere dall’altra parte, anche foriero, di alcune problematiche che sono appunto gravidanze non desiderate e infezioni sessualmente trasmissibili che possono andare ad incidere negativamente sul rapporto sessuale stesso e conoscere quello a cui si può andare incontro dal punto di vista sia del piacere che della condivisione. Anche informare dei “rischi” associati con questa prima volta potrebbe dare al giovane, all’adolescente la possibilità di affrontare questo momento nel migliore dei modi.
È vero che esistono tante prime volte?
Dobbiamo pensare a tutte quelle situazioni in cui cambiamo partner e quando ci ritroviamo ad avere a che fare con “un corpo nuovo” “un corpo diverso”. Probabilmente avremo a che fare anche con emozioni diverse, con attese diverse e aspettative diverse: quindi in realtà la prima volta oltre ad essere il primo momento, il primo incontro con una sessualità penetrativa in realtà lo possiamo considerare tale appunto anche nelle esperienze successive quanto ci troviamo ad avere a che fare con i nuovi partner.

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