Sicilia Report
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Omessa consegna o comunicazione tardiva del certificato di malattia del lavoratore dipendente: conseguenze

L’omessa consegna del certificato medico, o la sua comunicazione tardiva, può rendere non giustificate le assenze accumulate

La pronuncia
La Corte di Cassazione (Cass. Civ. n. 18956 del 11.09.2020.) ha di recente stabilito che i giorni di assenza di un lavoratore dipendente, solo successivamente coperti da un certificato di malattia, devono essere considerati come assenza ingiustificata e possono, dunque, condurre al licenziamento per giusta causa se superano la soglia fissata dal CCNL di categoria.

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Il fatto
Quando un lavoratore subordinato si ammala si produce automaticamente un effetto sospensivo del rapporto di lavoro. Pertanto in caso di impossibilità assoluta allo svolgimento della prestazione lavorativa determinata dall’insorgere di una malattia il lavoratore è esonerato dal recarsi al lavoro e il rapporto resta sospeso.

La malattia del lavoratore tuttavia non produce solo diritti in capo a quest’ultimo ma anche obblighi.

In particolare, il lavoratore deve comunicare tempestivamente al datore di lavoro la propria assenza per malattia, prima dell’inizio della prestazione di lavoro. Subito dopo, egli deve recarsi dal proprio medico curante e farsi certificare lo stato di malattia.

L’omessa consegna del certificato medico, o la sua comunicazione tardiva, può rendere non giustificate le assenze accumulate dal lavoratore prima della comunicazione del certificato e condurre, dunque, ad un procedimento disciplinare all’esito del quale, in base al numero di assenze non giustificate, il datore di lavoro può decidere di licenziare il dipendente.

La normativa di riferimento
Secondo l’art. 7 dello Statuto dei Lavoratori il datore di lavoro non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore senza avergli preventivamente contestato l’addebito e senza averlo sentito a sua difesa.

Se è questa la norma di riferimento nella disciplina del rapporto di lavoro subordinato, nella gran parte dei casi, i CCNL di categoria prevedono che quando l’assenza ingiustificata si protrae per oltre 3 giorni il datore di lavoro può licenziare il lavoratore per giusta causa.

E così in  casi come quello in esame se per i primi tre giorni della malattia non è stato inviato prontamente il certificato medico, il datore di lavoro può considerarli come assenze ingiustificate e procedere al licenziamento disciplinare del lavoratore.

 

Considerazioni interpretative della Corte di Cassazione

La Cassazione ha  ritenuto applicabile il principio di diritto per il quale devono qualificarsi in termini di assenza ingiustificata i giorni di assenza risultati solo a seguito del tardivo invio di certificazione medica riconducibili ad uno stato di malattia e così rilevanti dal punto di vista disciplinare gli stessi e quindi  ha ritenuto regolari formalmente i provvedimenti assunti nei confronti del lavoratore dipendente.

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