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Le Porte Solstiziali

Ed ecco come la Porta degli Uomini, che simboleggia il Solstizio d’Estate e il segno del Cancro, non può essere posta solo a Sud ma anche a Ovest; allo stesso modo la Porta degli Dei, che simboleggia il Solstizio d’Inverno e il segno del Capricorno, non può essere posta solo a Nord ma anche a Est

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I primi giorni che aprono le stagioni dell’estate e dell’inverno, oltre alle ricorrenze e ai riferimenti più noti, sia storici che attuali – Sol Invictus, Gesù Cristo, Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e molti altri –, sono legati a tante e svariate leggende che aleggiano intorno ai cosiddetti periodi solstiziali. Tutt’oggi è un argomento di massimo interesse per gli esoteristi e non solo: non mancano ipotesi e teorie fantasiose, che spaziano dal paranormale al complottismo. Eppure, l’argomento offre diverse conclusioni di pura intuizione logica, che non richiedono particolari conoscenze delle branche esoteriche, e offre punti di comparazione tra culture e società molto diverse fra loro; in ambito esoterico, è chiaro che le informazioni e le relative intuizioni aumentano a dismisura.
Come ricorda René Guénon in Simboli della Scienza Sacra, il Solstizio d’Estate è da sempre considerato “negativo” e il Solstizio d’Inverno “positivo”, e proprio queste accezioni hanno alimentato buona parte delle superstizioni e dei timori che ne derivano. Tuttavia, se queste accezioni vengono intese in termini esoterici, il negativo simboleggia l’opposto del positivo che, a sua volta, significa esclusivamente “porre in essere”. E il Solstizio d’Inverno non può che essere positivo, dato che rappresenta il momento di minima luce e, quando si raggiunge il minimo, non si può far altro che crescere; al contrario, il Solstizio d’Estate rappresenta il momento di massima luce e, pertanto, non è che l’inizio di una decrescita. Ecco come, con una semplice osservazione logica, è possibile comprendere l’origine delle cosiddette “Porte Solstiziali”: sono entrambe degli inizi.
Nella tradizione indù dei Veda, il Solstizio d’Estate è associato al percorso della Pitri Yana e il Solstizio d’Inverno a quello della Deva Yana, ed entrambe sono rivolte alle anime dopo la morte: la prima simboleggia l’inizio del percorso compiuto dalle anime che non hanno raggiunto la suprema conoscenza e, pertanto, devono dirigersi verso la regione meridionale dei Mani, dove sorge Pitri Loka, ossia la “Porta degli Uomini” o “Porta degli Avi”; la seconda simboleggia l’inizio del percorso compiuto da chi ha raggiunto la suprema conoscenza e, pertanto, accede alla Deva Loka, la “Porta degli Dei”, perché il suo viaggio si è concluso.
Com’è noto in Astrologia, entrambi i Solstizi corrispondono ai segni zodiacali del Cancro e del Capricorno, segni definiti “cardinali” ed opposti fra loro; il Cancro, segno cardinale d’acqua, rappresenta la massima ricettività sul piano emotivo, mentre il Capricorno rappresenta la massima attività sul piano materiale, in quanto segno cardinale di terra. La Cabala Ebraica pone su questi due segni le lettere Cheth e Ayin: la prima, corrispondente al Cancro, è la quattordicesima lettera della Sepher Yetzirah e la quarta lettera semplice; la seconda, corrispondente al Capricorno, è la ventesima lettera della Sepher Yetzirah e la decima lettera semplice. Ponendo una comparazione con la Tarologia, la Cheth corrisponde alla Temperanza, il quattordicesimo arcano, che raffigura una donna che travasa l’acqua con due brocche e simboleggia il principio di un percorso paziente con finalità di mutazione interiore; l’Ayin corrisponde al Giudizio, il ventesimo arcano, che raffigura una forza celeste che risveglia i mortali e simboleggia il principio di un percorso improvviso con finalità di mutazione esteriore.
La Sepher Yetzirah colloca ogni lettera in una posizione e direzione ben precisa, suddividendo i punti cardinali in gruppi di tre lettere ciascuno, dall’undicesima alla ventiduesima, definite “lettere semplici”. La Cheth è collocata nel Sud Alto e l’Ayin nel Nord Alto: il termine “Alto” simboleggia la lettera che apre il punto cardinale, una vera e propria porta di quella posizione e direzione, simbolo e riferimento archetipico; all’Alto segue la lettera nella posizione intermedia (Nord Est, Sud Ovest, ecc.) e l’ultima lettera del gruppo collocata in “Basso”, ossia in uscita da quella posizione per accedere al punto cardinale successivo. Non è un caso che, in Astrologia, i segni cardinali corrispondano alle lettere poste in Alto, i segni fissi corrispondano alle lettere poste in posizioni intermedie, e i segni mobili corrispondano alle lettere poste in Basso.
Nonostante il Cancro e il Capricorno siano collegati alle porte Solstiziali e la Sepher Yetzirah li collochi al Sud Alto e al Nord Alto, nella tradizione indù dei Veda le due porte sono collocate a Sud Ovest e Nord Est, due posizioni intermedie. Non si tratta di teorie differenti, basti notare la corrispondenza alle ricorrenze cristiane del 24 giugno e 27 dicembre, dedicate a San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista, entrambe immediatamente successive ai Solstizi e, pertanto, all’ingresso della posizione intermedia.
Dato che il nome Giovanni deriva etimologicamente da “Dio è misericordioso”, René Guénon preferisce valutarne la suggestiva assimilazione fonetica con il nome Giano; tuttavia, le considerazioni ben più rilevanti riguardano la natura e le funzioni dei due personaggi dei vangeli.
Giovanni detto “Il Battista” e “Il Precursore”, è colui che prepara gli uomini alla venuta di Gesù Cristo con la creazione di un seguito, i cui membri “iniziano” il percorso con un rito legato all’acqua quale il battesimo. Dall’incontro sulle sponde del fiume Giordano, avviene un graduale passaggio del testimone: tanto decresce la figura del Battista, quanto cresce la figura del Cristo. È da ricordare, tra l’altro, che Giovanni Battista è figlio di Zaccaria ed Elisabetta, cugina di Maria, e nasce sei mesi prima di Gesù. L’altro Giovanni, invece, è tradizionalmente riconosciuto come l’autore dell’unico vangelo canonico non sinottico e, soprattutto, con un rilevante valore esoterico accettato da ogni corrente, branca o disciplina; l’unico che inizia con un principio chiaro ed esplicito: In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Inoltre, Giovanni l’Evangelista è figlio di Zebedeo, fratello di Giacomo e, nel Vangelo secondo Marco, Gesù chiama i due fratelli “Boanerghes”, parola aramaica che significa “Figli del Tuono”.
Il Sud Ovest, dove i Veda collocano la porta del Solstizio d’Estate, nella Cabala Ebraica è rappresentato dalla lettera Nun, diciottesima della Sepher Yetzirah, ottava lettera semplice e associata al segno fisso d’acqua, ossia il segno che rappresenta pienamente l’elemento: lo Scorpione. In Tarologia, la Nun è l’arcano della Luna, raffigurato da un fiume di cui non si vede l’inizio ma appare la riva in lontananza, con un crostaceo rosso di enormi dimensioni – il Cancro, appunto – e due lupi che ululano alla luna, unica fonte di luce; l’arcano simboleggia i timori e le insicurezze di un percorso intrapreso, ma non ancora terminato. Il Nord Est, dove i Veda collocano la porta del Solstizio d’Inverno, nella Cabala Ebraica è rappresentato dalla lettera Yan, dodicesima della Sepher Yetzirah, seconda lettera semplice e associata al segno fisso di terra: il Toro. In Tarologia, la Yan è l’arcano dell’Appeso, raffigurato da un uomo legato, capovolto e sospeso a mezz’aria, come un martire in procinto di sacrificarsi; simboleggia infatti un percorso intrapreso che fatica a raggiungere il suo compimento e questo, anche per il semplice rallentamento o per l’impiego di tempo superiore alle aspettative, rappresenta necessariamente delle rinunce e una profonda riflessione.
Sull’argomento è impossibile non trattare quella foce stretta dov’Ercule segnò li suoi riguardi, come narra l’Ulisse del Canto XXVI dell’Inferno di Dante Alighieri: le Colonne d’Ercole, quel mitico limite estremo dove Ercole pose la scritta Non plus ultra, il divieto imposto ai mortali di non procedere oltre. Collocate tradizionalmente sullo Stretto di Gibilterra, le Colonne d’Ercole e la vedica Porta degli Dei sono strettamente collegate: l’Ulisse di Dante, infatti, varca le colonne per seguir virtute e conoscenza verso l’Occidente, nel mondo sanza gente dove si “uccide” il sole e, infatti, la tracotanza del re di Itaca viene punita con la morte e l’eterna condanna all’Inferno; in precedenza, però, i greci collocavano le colonne sul Bosforo, nel Mar Nero, quindi verso Oriente. Erodoto, invece, sostiene una coesistenza di colonne in Oriente e Occidente. La tesi di Erodoto è ancora più vicina ai Veda e agli stessi riferimenti esoterici dei Solstizi, dato che le porte sono due, poste appunto in Oriente e Occidente. Ed ecco come la Porta degli Uomini, che simboleggia il Solstizio d’Estate e il segno del Cancro, non può essere posta solo a Sud ma anche a Ovest; allo stesso modo la Porta degli Dei, che simboleggia il Solstizio d’Inverno e il segno del Capricorno, non può essere posta solo a Nord ma anche a Est. Entrambe le posizioni sono più concettuali che geografiche, uniscono due punti cardinali in un’unica direzione e ciò che li rappresenta, compresi i “guardiani” dell’Onmyodo giapponese, della mitologia cinese e, ancora una volta, della Cabala Ebraica: la Fenice e la Tigre per la Porta degli Dei, la Tartaruga e il Serpente – secondo la mitologia cinese il Drago – per la Porta degli Uomini. La prima coppia indica una rinascita e una difesa dei limiti imposti dalla vita, la seconda una meditazione paziente e un’esplosione di luce che attiva il meccanismo di roteazione dell’equilibrio cosmico.
Nella mitologia giapponese e cinese è incluso un quinto guardiano, posto al centro e raffigurato come un serpente. Questo suggerisce un’ultima connessione con quanto riportato da René Guénon: su antiche monete spagnole erano raffigurate le Colonne d’Ercole, unite da una banderuola a forma di S con il motto Non plus ultra. In tempi successivi, la stessa immagine è stata ripresa in un simbolo molto famoso ed estremamente attuale, dove le colonne sono state ridotte in due trattini paralleli e verticali sovrapposti a una S molto più marcata: il dollaro americano.
Consapevole che quest’ultimo curioso aneddoto potrebbe stimolare più teorie del complotto di quante non siano state confutate con quest’articolo, per i complottisti a corto di fantasia si propone una teoria già pronta e che dovrebbe soddisfare tutti: Ercole era un gigante alieno che pose due scie chimiche come colonne per impedire agli uomini di scoprire che la Terra fosse piatta, con la complicità del Presidente degli Stati Uniti dell’epoca; per i diffidenti sull’esistenza dei presidenti degli Stati Uniti ai tempi di Ercole, si ricordino le dichiarazioni di Trump – l’ha dichiarato davvero, nell’ottobre del 2019 – secondo cui gli Stati Uniti e l’Italia erano già in stretti e cordiali rapporti ai tempi dell’Antica Roma, quindi chissà da quanto tempo esistono gli USA e non ce lo dicono (frase indispensabile per ogni teoria del complotto). Per concludere la teoria con la famosa domanda retorica: “Un caso? Io non credo”, si consiglia di prestare particolare attenzione al nesso tra la Porta degli Uomini e lo scandalo statunitense che prese proprio il nome di Water Gate.
In alternativa, si suggerisce di approfondire per cercare le uniche vere fonti d’ossigeno della conoscenza: la Libertà e la Bellezza. D’altronde, fatti non foste per viver come bruti.
Tre volte il fé girar con tutte l’acque;
A la quarta levar la poppa in suso
E la prora ire in giù come altrui piacque,
Infin che ‘l mar fu sovra noi richiuso.
(Inferno, Canto XXVI)

 

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