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Viaggeremo e lavoreremo con la coscienza? Nuovi fantomatici studi sul teletrasporto e lo smartworking

Sogni ad occhi aperti: dopo l’invenzione dello “smartworking” tornano in auge le ricerche sul teletrasporto e un nuovo disinfettante cellulare di concezione vulcaniana “Spok”, per evitare la dispersione, durante “i viaggi astrali” di molecole “difettose”. Intanto il caos sui nostri tavoli da “lavoro casalinghi”, colazioni fastose e pranzi a cinque stelle, viaggi in stati di in-coscienza alle Maldive in acqua coi pesci…

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Quando mi avevano detto che un giorno avremmo lavorato da casa, smartworking, e che non eravamo poi così indispensabili nei luoghi di lavoro, io avevo risposto: “Che le vostre parole salgano su per il cielo che passino attraverso la mia coscienza e finiscano di farmi sognare ogni notte su come inventare il teletrasporto!” Non ci credete che io do questo genere di risposte? Intanto per chi non lo sapesse il teletrasporto è una sorta di macchinario che permette di disfare le vostre molecole da un punto dove vi trovate e ritrovarvi immediatamente nel punto dove volete andare. Può capitare che durante questi spostamenti, su Star Trek in una decina di puntate sulle oltre 300, e parlo di tutte le serie, si sia inoltrato un alieno, un qualche “virus pazzo”, che si siano bruciati i neuroni, o che siano arrivati al 50% della loro massa corporea, lasciando qualche pezzo qua e là nell’universo. Ma in linea di massima funziona sempre: si parte dalla centrale e si arriva destinazione.

L’idea era nata ai viaggiatori di coscienza, quelli che ogni notte, (ma sappiate che lo facciamo tutti, è che ne siamo in-coscienti), uscivano fuori dal corpo fisico e andavano a passeggio con il “corpo astrale”.  Che cos’è il “corpo astrale”? È un “corpo immateriale” che riflette lo stato emotivo dell’individuo, ed è sede e motore di desideri, emozioni e sentimenti.  Quindi ci sta che se ne vuole andare in giro, visto che quello fisico, il corpo, per ora non lo può fare! Attenzione che però anche il corpo astrale si può ammalare se lo stato emotivo viene sempre calpestato e ridotto a tristezza e malinconia: “i desideri non invecchiano mai”, ma bisogna saperli coltivare! Sennò diventano emozioni “pazze” e addio ai sentimenti pieni di grazia e bellezza!

Ritorniamo a noi, ai lavoratori a casa. Il pigiama va bene il primo giorno, forse il secondo ma poi crea dipendenza. Va bene anche la tuta, va bene anche “nu jeans e na maglietta” ma il pigiama no! Non è manco giusto: siete a casa e state lavorando.

Finalmente una colazione come si deve! Ho ritrovato il piacere e il gusto delle fette biscottate del burro e della marmellata. No anzi la composta di mirtilli rossi selvatici lasciata fuori dal frigorifero: perché le marmellate in frigo fanno la muffa e da un weekend all’altro sanno di frigorifero. La marmellata sta fuori il frigorifero: e la fetta biscottata mangiata ogni giorno nel suo “fragrante crack” è un’altra cosa. Come quando sei vacanza. Ho ripreso a bere il latte intero. E non ho più nemmeno le coliche. È cambiato il latte? O è cambiato il metabolismo: dopo trent’anni non lo sapeva più nemmeno lui, il metabolismo. Ah? Sarà così la pensione? All’inizio fingere gli orari in cui si andava al lavoro, si rispondeva furiosamente al telefono, si rispondeva alle e-mail, si prendevano e posavano documenti, si scrivevano lettere e si riceveva il pubblico, tanto pubblico…no mi devo sistemare l’ufficio nello studio: non posso stare a letto, o in cucina, non può stare tutto in questo casino dappertutto. C’è lo studio in veranda all’ultimo piano: ora c’è vento, prima pioveva, ora è entrato il sole e non puoi uscire, sei al lavoro! La macchina caos, trasporto, ufficio, pausa pranzo, ufficio e poi vai via. Non sarà una vita spericolata, ma dà un ritmo al tuo tempo. Serve più ordine e disciplina per lavorare da casa che non con qualcuno che ti controlla.

Le tentazioni sono tante: “faccio tutto in un’ora” e poi mi faccio un giro col teletrasporto e me ne vado alle Maldive: il virus laggiù non c’è, è troppo caldo, sto in un capanno sono sola io e i pesci!

Ma se si viaggia con la coscienza: non è che a questa gli vengono i sensi di colpa perché siccome sto lavorando da casa, fisicamente sono presente ma il mio “corpo astrale” sta in vacanza? Ecco un altro serio problema vengo pagata per la presenza del mio corpo in ufficio o vengo pagata per la presenza della mia coscienza/mente in smartworking? E poi se ci sono figli che fanno casino mi distolgono dai miei viaggi astrali in pieno giorno: quant’era bello quel “silenzio mentale” dei colleghi! Quelli che dicevano “le cose giuste al momento giusto”: il tempo, la pratica, il panino, il mal di testa, il raffreddore…no oggi no collega, siamo in chat-working, non parlare del raffreddore, magari sei asintomatico…no, no, io sto bene! La mia coscienza sta bene pure: sta lavorando ma solo fino alle 17.00, dopo poi va in vacanza e si fa un bel viaggio col teletrasporto. Sì con quello lo possiamo fare sono molecole che smaterializzano e si materializzano da un’altra parte. Sono disinfettate? Non lo so chiederemo qualche cassa di Spok: il disinfettante vulcaniano più venduto nell’universo! Passo e chiudo vado col mio teletrasporto nella mia “capanna immaginaria” alle Maldive.

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