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Tempo di restare a casa? Realizzate il vostro genogramma: legami, credenze e leggende di famiglia

Realizzare un genogramma di famiglia potrebbe essere un modo “utile” per passare questo tempo di quarantena alla ricerca di memorie e tradizioni: e perché non farlo in maniera sistematica e produttiva? In fondo sapere da “dove veniamo” e “dove andiamo”, in questi “tempi strani”, potrebbe essere “illuminante”, per farci ritrovare più “splendenti” per il futuro che ci “attende”

Tempo di lettura: 3 minuti

Il genogramma è una visualizzazione grafica delle relazioni della famiglia di un soggetto fino alla terza, e se si hanno informazioni in tal senso, fino alla quarta generazione, cioè fino ai bisnonni. Non è un semplice albero genealogico tradizionale. Ma se anche fosse solo quello già ci permetterebbe di capire in maniera “visiva” da “dove veniamo”, e forse in questi tempi “strani”, verso “dove andiamo”. Ma è una vera e propria “mappa concettuale” che dà la possibilità di visualizzare i modelli ereditari e i fattori psicologici che caratterizzano i rapporti familiari. È utilizzato per individuare i modelli di comportamento che si ripetono e riconoscere predisposizioni ereditarie. I genogrammi furono inizialmente sviluppati e diffusi in ambito clinico da McGoldrick e Gerson a partire dalla pubblicazione di un saggio del 1985. Oggi vengono usati in genealogia, medicina, psichiatria, psicologia e assistenza sociale. Può essere utile per adulti e bambini, per recuperare informazioni che altrimenti andrebbero disperse ormai in questa bagarre di labili informazioni digitali. Un po’ come stampare le foto, delle istantanee disegnate, con cartoncino e pennarelli sulla particolarità e irripetibilità delle nostre “origini”.

Le indicazioni su come realizzarlo utilizzando questo schema grafico che poi può essere personalizzato con colori diversi:

  1. Famiglia. Si inizia dalla famiglia risalendo di 3 o 4 generazioni indietro nella famiglia. Si costruisce un diagramma che includa genitori, nonni, bisnonni, fratelli, sorelle, zii e zie. Si utilizzano dei quadrati per rappresentare gli uomini e dei cerchi per rappresentare le donne. Si creano delle linee che rappresentino i rami dell’albero genealogico e che uniscano tra loro i componenti della famiglia, in orizzontale quelli che appartengono alla stessa generazione, in verticale i “discendenti”. Elencate con i nomi e i cognomi, (i cognomi ci permettono di evitare confusione) i figli dei vostri genitori, dei nonni e dei bisnonni. Non sarà necessario scrivere i nomi dei figli avuti da zii e zie.
  2. Situazioni difficili. A lato di ogni familiare, cerchio o quadrato, scrivete degli eventi particolari che ognuno ha vissuto o che comunque vi hanno tramandato nella storia di famiglia. Se ne avete la possibilità chiedete informazioni. Comunque agite con quello che sapete.
  3. Operazione verità. L’inserimento degli eventi traumatici subiti dalla famiglia, i cosiddetti “segreti” come divorzi, relazioni extraconiugali, figli “illegittimi”, morti premature, di qualsiasi natura, allontanamenti da casa (volontari o meno), abbandoni, esclusioni dalla famiglia, adozioni, eventi catastrofici, perdite di beni economici, scelte di vita considerate “sbagliate” dalla famiglia, dipendono dal “grado di verità” che volete affrontare. Soprattutto in presenza di bambini o adolescenti, dovete essere in grado, se non ne sono a conoscenza, di poterlo spiegare in maniera opportuna. A volte sottovalutiamo il grado di resilienza e il “sentito dire” dei nostri figli che sono minori anagraficamente, ma non sono “minorati” e assorbono anche solo in maniera “epidermica” con trame e sottotrame, i “segreti” di famiglia. In questo caso stabilite “le regole” se si tratta di un “gioco” di famiglia e lasciamo alla vostra capacità genitoriale quello che possono “tollerare” i vostri figli.
  4. La frase fondamentale. Se invece siete “liberi”, cioè il genogramma viene effettuato tra adulti consenzienti, potete approfondire eventuali connessioni, delle frasi cosiddette “tormentoni”: es. “il figlio intelligente”, “la figlia bella e scema”, “il nipote scapestrato”, “la nipote preferita”, “la zia volubile”, “lo zio giocatore” e via dicendo, guardando sempre con verità se ci sono dei comportamenti o dei modi di essere legati ai vostri avi, in maniera più o meno diretta.
  5. Emozioni emergenti. Se dovessero emergere emozioni di varia natura: dalla commozione, all’allegria, dalla tristezza, alla commemorazione, da leggeri “rimorsi” o piccoli “sensi di colpa”, non preoccupatevi, sempre di “gioco di famiglia” si tratta. In un gioco: noi siamo “i come se”, “facciamo finta di” e ne usciamo più “splendenti” perché solo di “riflessioni innocenti” stiamo parlando, già conosciute e risapute. La differenza sta nel focalizzarle, di vederle rappresentate graficamente e tutte in una volta. Questa modalità, in tempi di “clausura”, di “tempi bloccati”, del “non abbiamo tempo di pensare, che a volte è meglio”, potrebbe esserci “utile”, invece di un dipanare, in sterili “bollettini allarmistici” o modalità di “separazioni domestiche televisive” e vari apparati digitali. Potrebbe metterci in “comunione reale” con la nostra famiglia attuale e avita, in maniera produttiva, lungimirante pronta per un “rinnovamento post-letargo”.

In ogni caso vi lascio la mia e-mail, sia per maggiori informazioni per la realizzazione del genogramma e/o eventuali suggerimenti una volta realizzato. Tutto chiaramente gratuito, avvolto nella massima privacy, secondo il codice deontologico degli psicologi.

susabasile@gmail.com

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