Ipnosi come valido strumento terapeutico

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L’ipnosi, al contrario di quanto si possa pensare, affonda le sue origini in tempi antichi, era già nota addirittura prima che fossero costruite le piramidi, veniva utilizzata in rituali religiosi delle civiltà maya ed egizia. Gli indiani Chippewa, tramite un’ipnosi di gruppo indotta dalle cantilene dello stregone, eseguivano i loro rituali di iniziazione. I maghi persiani e i fachiri indiani praticando l’autoipnosi si convincevano di possedere, in quegli stati di trance, poteri sovrannaturali.

Il termine ipnosi proviene dal greco hypnos, sonno, ma consiste in realtà in un particolare stato di rilassamento della mente e del corpo che nulla ha a che fare con il sonno. L’ipnosi può essere definita come uno stato alterato di coscienza o di trance, viene indotta tramite l’uso di un tipo di linguaggio specifico e suggestivo e componente assolutamente fondamentale è un ambiente confortevole e di fiducia tra le due parti, chi la pratica e chi la riceve, condizione a cui Milton Erickson, uno dei maggiori esponenti mondiali di ipnosi, dà il nome di rapport.

Lo stato a cui il soggetto ipnotizzato accede non riguarda la perdita di controllo ma semplicemente una concentrazione più elevata dentro di sé che permette con più facilità di accedere all’inconscio, senza scontrarsi con le barriere razionali che in genere sono attive quando siamo in uno stato più vigile. Dal momento che incontriamo il nostro inconscio, secondo Erickson, abbiamo accesso ad un potenziale stupefacente di risorse che probabilmente non siamo neppure consapevoli di possedere.

Sembra doveroso, a questo punto, operare una distinzione chiara tra conscio e la controparte inconscio. La prima si occupa delle funzioni logiche, ci aiuta a risolvere i problemi e prendere decisioni; quando si ha un obiettivo è la mente conscia a cercare i percorsi migliori per raggiungerlo, l’unico problema che viene spesso ignorato, è che alcune volte la parte conscia non è in accordo con la parte inconscia.

Proviamo a rifletterci un attimo: quante volte avete provato a compiere una scelta ben precisa, lungimirante, come per esempio, iniziare una dieta o andare in palestra? È probabile che per un periodo abbia anche funzionato ma sappiamo che spesso questi buoni propositi, dopo poco tempo, vengono imprescindibilmente abbandonati al loro destino! Quello che accade è semplicemente che a un livello più profondo, inconscio dunque, qualcosa si oppone alla vostra logica, se non c’ è una coerenza, se entrambe le parti non sono allineate ecco che fallirete. . .

E ad esempio, l’intento di una sana e ristretta alimentazione verrà riprogrammata per il mese successivo.

L’inconscio ha un enorme potere sotterraneo anche se non ce ne accorgiamo. Freud lo paragona alla parte sommersa di un iceberg, in cui alberga tutto ciò che non si vede e che è rimosso, un profondo territorio nascosto, in cui risiedono i nostri traumi, in modo, da non compromettere la nostra, già a volte fragile, integrità mentale e include nei suoi meandri anche i nuclei motivazionali e le spinte pulsionali.

Alcune modalità di relazionarci appresi durante l’infanzia persistono anche quando siamo adulti e determinano i nostri schemi affettivi – relazionali, emotivi, cognitivi fino a giungere alla nostra personalità, senza che ne siamo consapevoli e anche se non dovessero piacerci per niente. Ecco perché Jung ci suggerisce: “rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino”.

È nello stato ipnotico che le persone possono oltrepassare, momentaneamente, le proprie barriere razionali e comunicare con la propria parte inconscia al fine di favorire i cambiamenti degli schemi indesiderati.  Scopo dell’ipnosi è quello di accedere al potenziale inconscio e alla capacità naturale di apprendere del cliente, depotenziando al contempo i suoi schemi limitanti.

Erickson riuscì, ad esempio, tramite l’uso della trance ipnotica a far sviluppare il seno in una ragazza che non era capace di riappropriarsi delle sensazioni del suo corpo, dove invece avevano fallito anni e anni di cure ormonali.

Ad oggi, le applicazioni che in medicina interessano l’uso dell’ipnosi sono varie e sfaccettate: contro, ad esempio, dermatiti, cefalee, insonnia, obesità, allergie, ipertensione arteriosa, tabagismo, disturbi gastrointestinali, fino a giungere alla preparazione al parto e includere la sessuologia. In realtà, ormai, non sono esclusivamente questi i suoi utilizzi. Pensiamo, ad esempio, all’ambito chirurgico “la paziente è entrata in sala da sola, già ipnotizzata. Durante l’operazione, che è generalmente effettuata in anestesia locale, non ha sentito alcun male e non ha mai avuto bisogno di farmaci” racconta il dottor Gianluca Conversa dell’Unità operativa Terapia del dolore IRCCS Maugeri di Pavia. Il chirurgo effettuando un taglio di 5 cm sulla schiena, è potuto arrivare fin sotto i muscoli nelle vertebre, dove ha infilato gli elettrocateteri senza riscontare problemi.

In recenti esperimenti si è visto come si sia riusciti a modulare il dolore grazie all’ipnosi in soggetti con fibromialgia. I risultati hanno evidenziato che, tramite suggestioni ipnotiche di analgesia, ad una riduzione del dolore sono state riscontrate contemporaneamente attivazioni elevate a livello di differenti aree cerebrali.

L’ipnosi può essere considerata come uno strumento di guarigione su più fronti, sono molti i risultati ottenuti anche in ambito medico, e le sue vaste vie potrebbero non smettere di stupirci negli anni a venire come ad oggi.

“C’è qualcosa che sapete, ma che non sapete di sapere. Quando scoprite ciò che sapevate, ma non sapevate di sapere, sapete di poter incominciare.” Milton H. Erickson.