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Brasile, Jair Bolsonaro vince al ballottaggio contro Fernando Haddad

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BRASILIA – Dopo lo scrutinio dell’88,45% dei voti nel ballottaggio delle elezioni presidenziali in Brasile, Jair Bolsonaro risulta vincitore con il 55,7%, contro il 44,30% ottenuto da Fernando Haddad.

Jair Bolsonaro ha vinto nonostante il suo sfidante Fernando Haddad, l’erede politico di Lula da Silva, abbia provato a incalzarlo, erodendo giorno dopo giorno una distanza che sembrava incolmabile all’inizio della corsa culminata con il ballottaggio di domenica.

Una rimonta che negli ultimi sondaggi della vigilia ha fotografato il candidato della sinistra fino a 8 punti di differenza. Pochi rispetto ai quasi 20 punti di scarto che li dividevano nella prima tornata elettorale del 7 ottobre, ma forse troppi da recuperare nella sola giornata del voto. Haddad non ha comunque gettato la spugna fino all’ultimo. E dopo aver votato, in compagnia della moglie in un liceo della zona Ovest di San Paolo, ha detto ai cronisti di essere sicuro che questa sua rimonta gli permetterà di sconfiggere Bolsonaro. “Quello che è in gioco in queste elezioni è la nostra democrazia, e credo che molti brasiliani lo abbiano capito negli ultimi giorni”, ha detto il candidato del Partito dei Lavoratori (Pt), il cui principale argomento elettorale è stata la denuncia del pericolo per la democrazia che rappresenterebbe il suo rivale. Contro il “pericolo fascista” di Bolsonaro, Haddad ha lanciato un appello all'”unione democratica”. Ma malgrado l’eco che ha avuto all’estero – dove personalità e testate giornaliste autorevoli hanno appoggiato la sua candidatura – in Brasile ha riscosso molto meno successo. Nelle ultime 24 ore, infatti, i due principali dirigenti che ha cercato di convincere perché lo appoggiassero pubblicamente – l’ex presidente Fernando Henrique Cardoso e il candidato presidente laburista Ciro Gomes, che è arrivato terzo al primo turno, con 12% dei voti – si sono rifiutati di dichiarare il loro voto a suo favore. Da parte sua, Bolsonaro ha reagito all’ultima evoluzione dei sondaggi moderando sensibilmente i toni, segnati frequentemente da dichiarazioni polemiche sull’istituzionalità democratica e il rispetto delle minoranze razziali, etniche e sessuali. Noto anche come il ‘Trump brasiliano’, è un ex militare schierato fortemente conservatore. Ed ha puntato tutta la sua campagna sulla sicurezza, la lotta alla corruzione e la contrarietà all’omosessualità.

In una serie di messaggi su Twitter, molto usato nella sua campagna e che ha contribuito a paragonarlo al presidente Usa, ha sottolineato che “il modo in cui cambieremo il paese sarà attraverso la difesa della legge e l’ubbidienza alla Costituzione”. E che considera che “qualsiasi forma di discriminazione è inammissibile”, perché “ogni persona che si trovi sul territorio nazionale, anche se non è cittadino brasiliano”, dispone comunque di “diritti inalienabili, come essere umano”. Bolsonaro, che ha votato a Rio de Janero, non ha voluto parlare al seggio con la stampa ma suo figlio Flavio – eletto senatore nelle politiche che hanno accompagnato il primo turno delle presidenziali – ha detto che non ha dubbi riguardo alla vittoria “inevitabile” del padre.

I due istituti di sondaggi, “Ibope e Datafolha, sono gli unici istituti che registrano una distanza di circa 10% dei voti, che sono 10 milioni di voti, e lo sanno tutti che Ibope e Datafolha sbagliano sempre, sicché se loro dicono 10 milioni di voti allora saranno almeno il doppio”, ha detto ai cronisti. In attesa di un risultato, quello della vittoria del padre, che porta un’altra importante parte dell’America Latina sempre più a destra.

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