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Le Cene Regionali: il Piemonte tra Barbera, Timorasso, Croatina, Fritto Misto, Agnolotti del Plin e Vitel Tonnè a cura di Onav Catania e Piazza Scammacca

Un percorso di dieci regioni per una cena intera con abbinamenti di vino e cibo, con Danilo Trapanotto di Onav e lo chef Marco Falcone di Piazza Scammacca

Le Cene Regionali a Piazza Scammacca sono un’esperienza sensoriale dove: vista, olfatto, gusto, udito, tatto e intuito, per chi non lo sa l’intuito è il sesto senso, vengono stimolati in maniera accogliente, genuina e raffinata. Il connubio tra ONAV di Catania con Danilo Trapanotto delegato di Catania e Piazza Scammacca con lo chef Marco Falcone, che hanno immaginato “un luogo non luogo” come un pezzo di territorio della nostra penisola che “virtualmente” andiamo a trovare e conservare nel cuore e nei nostri sensi, perché il vino e il cibo passano dal cuore, perché sono anche ricordi, emozioni, immaginazioni. Questa è stata la mia sensazione globale per l’atmosfera che si è creata di fronte ad un gruppo di commensali che non si conoscono, ma che si frequentano, perché il gusto è diventato la loro passione. E se questo gusto è corroborato dalla qualità e dall’esperienza di chi ti conduce, alimenta una gioia, una sorpresa e una condivisione difficilmente eguagliabile nel nostro territorio.

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Innanzitutto pensare di andare a sperimentare altre cucine e altri vini ci fa uscire a volte dall’eccessivo campanilismo che permea le nostre degustazioni per cui essere innamorati delle cucine e vini di altri territori, non significa “tradire” la vostra origine, significa che il vostro amore è sempre lì che vi aspetta casa fedele: ma che innamorarsi di tanto in tanto, per conoscere la storia del nostro paese, così tanto diverso anche all’interno della nostra regione, ci potrebbe anche far cambiare opinione sugli aspetti meravigliosi di tutte le regioni italiane. Senza dimenticare che comunque siamo il paese dove si mangia e si beve meglio: in tutto il mondo!!!

Ma andiamo alla serata condotta dall’infaticabile Vincenzo Vasta vicedelegato Onav di Catania nell’ambito storia dei vini piemontesi e degustazione insieme allo chef Marco Falcone che ci illustrava l’origine dei piatti:

La vitivinicoltura del Piemonte è una delle più rinomate al mondo grazie alla sua ricca tradizione alla varietà di vitigni coltivati e alla qualità di vini prodotti. La regione situata al nord-ovest dell’Italia, presenta grande diversità di terroir che include colline pianure e montagne, i vitigni come il Nebbiolo a bacca nera che trova la sua espressione nel Barolo e Barbaresco prodotti nelle Langhe, altro vitigno il Barbera per produrre vini come il Barbera d’Asti e il Barbera d’Alba e il Dolcetto. Per i vitigni di uva bianca Arneis per creare vini freschi e aromatici e il Moscato d’Asti vino dolce frizzante Langhe e Monferrato. Molte cantine sono gestite da famiglie da generazioni, mantenendo la tradizione e adottando anche moderne tecniche di vinificazione. Il Piemonte ha 41 DOC (Denominazione di Origine Controllata) e 19 DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita).

Abbiamo iniziato con il Timorasso 2022 Piccolo Derthona di Vigneti Massa dal colore paglierino, dall’odore di fiori di propoli, erbe aromatiche e roccia calda,  dal sapore sapido, ampio, fresco e chiusura lievemente amarognola, abbinato con il fritto misto che nasce dalla macellazione in casa del quinto quarto con tutti gli scarti cuore, fegato, polmone, insieme a verdure frutta e i formaggi Tomino, Toma e Castelmagno e due salumi la lingua cotta e la bresaola; il secondo vino Barbera 2020 Implicito di Vigneti Massa, dal colore rosso brillante con riflessi violacei si distinguono note olfattive floreali, bacche di nobile rusticità con sentori che spaziano dalle spezie al sottobosco, ai piccoli frutti rossi ed erbe aromatiche, leggero snello appagante di grande scorrevolezza con persistenza fruttata abbinato con gli Agnolotti del Plin, chiamati così per il pizzicotto che si dà per chiuderli, con un ripieno di parti meno nobili di carne e un brodo di ossa,  dell’animale ci insegna la tradizione non si butta niente; il terzo vino Croatina 2013 Pertichetta di Vigneti Massa, dal colore rosso rubino, dall’odore intenso con note di frutta rossa matura, arricchiti da sentori speziati e di terra bagnata che risulta ampio e di grande struttura piacevolmente complesso e persistente con un iconico Vitel Tonnè servito con la salsa di capperi, tonno, acciughe e maionese; dulcis in fundo i Baci di Dama: due friabili cupolette alle mandorle unite da uno strato di cioccolato fondente. Non ci resta che invitarvi alla prossima cena e all’approfondimento di questa con la storia dei piatti e dei vini che vi abbiamo appena accennato sul nostro magazine Leculture.it

 

 

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Susanna Basile
Susanna Basilehttp://www.susannabasile.it
Susanna Basile Capo Redattore Psicologa e sessuologa
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