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Bivona, dopo 30 anni si realizza la strada per Palazzo Adriano

quella che attraversa i Monti Sicani e che collega i Comuni di Bivona e Palazzo Adriano

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PALERMO – Una strada di montagna lasciata a metà per mancanza di fondi e che all’improvviso diventa trazzera per oltre cinque chilometri. E’ quella che attraversa i Monti Sicani e che collega i Comuni di Bivona e Palazzo Adriano, due territori che appartengono rispettivamente all’Agrigentino e al Palermitano. Impossibile percorrerla in condizioni di sicurezza, specie quando le piogge la trasformano in una palude. Ecco, allora, che per gli automobilisti diventa obbligatorio un percorso alternativo, che li costringe a passare da Santo Stefano di Quisquina e ad arrivare fino al bivio per Prizzi, allungando di circa venti chilometri.
E’ così dai primi anni Novanta ma adesso, grazie all’intervento dell’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, guidato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, potrà finalmente calare il sipario su quest’altra opera incompiuta. Il finanziamento disposto dalla Struttura commissariale ammonta a due milioni e 430mila euro e i lavori sono già stati messi in gara. Il termine per la presentazione delle domande è stato fissato al prossimo tre febbraio.

«Si tratta di un’infrastruttura viaria – sottolinea il governatore Musumeci – capace di soddisfare tutte le esigenze del territorio e di dare un notevole contributo al rilancio dell’economia locale. La presenza di una strada funzionale, transitabile e sicura tutti i mesi dell’anno, contribuirà inoltre a riavvicinare la gente del luogo alla montagna, per una piena fruizione delle bellezze e delle particolarità paesaggistiche e ambientali che questa è in grado di offrire».

Per comprendere in pieno la portata dell’intervento, basti pensare che, di fatto, sarà realizzato un collegamento fra due centri abitati di province diverse, fra due vallate – quella del Magazzolo e quella del Sosio – fra due strade statali, la 118 e la 188. E avvicinare, inoltre, due realtà economico – culturali che fino ad oggi non riescono a interagire perché isolate l’una dall’altra, promette di avere una ricaduta positiva in diversi settori produttivi e commerciali: agricolo, zootecnico, artigianale, turistico.

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