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Bonus cultura usato per acquistare cellulari e tablet, nei guai 205 neo 18enni

Scoperta truffa a Piazza Armerina, denunciato legale rappresentante società

Palermo, 25 set. – Con i 500 euro annuali del Bonus cultura hanno comprato telefonini, tablet e personal computer. Le somme erogate dal ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo dovevano servire, però, per acquistare libri, musica, biglietti per concerti, mostre e cinema. Nei guai sono finiti 205 neo diciottenni della provincia di Enna, scoperti dalla Guardia di finanzadi Piazza Armerina grazie a un’indagine durata alcuni mesi.

Al centro della truffa, dell’ammontare di circa centomila euro, una società di Barrafranca (Enna), attiva nel settore del commercio al dettaglio di apparecchi elettronici, a cui i ragazzi beneficiari del bonus cultura si sono rivolti per spendere irregolarmente il loro voucher per apparecchi elettronici tecnologici, documentando falsamente una serie di acquisti di e-book. L’attività di polizia economica trae origine da un monitoraggio svolto a livello nazionale dal Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della Guardia di Finanza di Roma di concerto con il Mibact e coordinata, a livello locale, dal Comando provinciale delle Fiamme gialle di Enna.

“La società coinvolta aveva dichiarato mendacemente, nelle proprie comunicazioni mensili necessarie per ottenere il successivo rimborso -spiegano gli investigatori -, di aver venduto beni consentiti dalla legge istitutiva del bonus, come ad esempio, e-book, che però non aveva mai commercializzato”. Ai 205 utilizzatori del bonus, che hanno acquistato prodotti difformi da quelli ammessi al beneficio, sono state contestate sanzioni amministrative per oltre 230.000 euro, mentre il legale rappresentante della società di apparecchi elettronici è stato denunciato per l’indebita percezione di contributierogati a soggetti privati ai danni dello Stato, condotta che prevede la pena della reclusione sino a tre anni.
(Adnkronos)

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