Dl prescrizione e sicurezza, rallentamenti e blocchi

di
Di Maio, Salvini e Conte

ROMA – Rimane alta quindi la tensione nella maggioranza per le decisioni relative alla sicurezza e alle prescrizioni. Acuita anche dalla rimozione del presidente dell’Agenzia spaziale, testimoniata in giornata dalle differenze sull’Ici (la Lega non si schiera con il Movimento che ha chiesto al ministro Tria di recuperare l’Ici non versata dalla Chiesa, così come stabilito la Corte di giustizia dell’Unione europea) ma soprattutto dai lavori alla Camera e al Senato.
Il voto di fiducia al maxiemendamento presentato dal governo sul dl sicurezza è slittato a stamattina. Tra rinvii causati più dal braccio di ferro in corso sulla giustizia che dall’attesa della bollinatura del Mef sulle modifiche al provvedimento al Senato. Del resto già di primo mattino di ieri i pentastellati Patuanelli e Taverna avevano chiarito che il semaforo verde al Dl Salvini fosse legato all’ok della Lega sulla prescrizione. Non si possono prevedere pene più severe senza garantire anche la certezza di queste pene, la tesi. Per questo motivo i presidenti delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia di Montecitorio, Brescia e Sarti hanno fatto slittare i lavori.

In Commissione si comincerà a votare oggi pomeriggio ma dalla Lega fanno muro: “Così il ddl anticorruzione non passa”. La Lega punta ad incassare il via libera sulla sicurezza, resta l’irritazione per la mossa del Movimento ma c’è la disponibilità a discutere. Di tutto, chiarisce il ministro dell’Interno. Facendo intendere che sul tavolo ci sono diversi nodi da sciogliere e non riguardano solo la prescrizione. Ma il Movimento 5 stelle minaccia ritorsioni sul dl sicurezza che dovrà comunque approdare nell’Aula della Camera e fa blocco.

Polemiche le opposizioni soprattutto sulla procedura che ha portato all’autrorizzazione della fiducia (che deve passare da un Cdm). “Abbiamo chiesto per ben due volte durante la capigruppo al ministro Riccardo Fraccaro quale Consiglio dei ministri, dove e in quale ora, ha autorizzato la decisione di porre la fiducia”. Lo ha denunciato il capogruppo Pd al Senato, Andrea Marcucci protestando contro le parole del ministro.

Forza Italia non parteciperà al voto. E’ quanto si legge in una nota del gruppo di Forza Italia al Senato. La scelta del governo di porre la questione di fiducia sul decreto sicurezza in Senato è un atto ingiustificabile perché impedisce di discutere e migliorare il provvedimento.