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Il disegno dell’acqua, una mostra alle cucine dei Benedettini

Venerdì pomeriggio al Monastero si inaugura l’esposizione di progetti e documenti sull’utilizzazione delle acque e delle opere di difesa

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CATANIA – Venerdì 10 gennaio, alle 16,30, nel Coro di notte del Monastero dei Benedettini, sarà ufficialmente inaugurata la mostra “Il disegno dell’acqua”, un’iniziativa interdisciplinare congiunta dell’Università di Catania e dell’Associazione Idrotecnica Italiana, nel cinquantesimo anniversario della costituzione della sezione Sicilia orientale, che presenta al pubblico progetti e documenti atti a illustrare e far conoscere la storia dell’utilizzazione delle acque e della difesa dalle acque nella Sicilia Orientale dal XVII al XX secolo, con l’obiettivo non soltanto di far conoscere il passato ma di aiutare a comprendere il presente e delineare una base culturale per rispondere alle sfide del futuro.
Alla mostra, che si tiene con il patrocinio della Regione siciliana, partecipano anche la Soprintendenza per i beni culturali e ambientali, l’Archivio di Stato, le Biblioteche riunite Civica e Ursino Recupero e vari enti pubblici e privati che operano nel campo delle acque.
La mostra è stata articolata in tre sezioni: un percorso espositivo principale, con progetti, carte, immagini, stampe, testimonianze popolari e letterarie, nelle “cucine” dell’ex Monastero dei Benedettini (dal 10 gennaio al 7 febbraio 2020, dal lunedì al venerdì ore 9,30-13 e 15,30-18), ed ulteriori esposizioni di documenti originali che sono state ospitate dall’Archivio di Stato (dal 14 dicembre 2019 all’8 febbraio 2020) e presso le Biblioteche Riunite Civica e A. Ursino Recupero (dal 15 novembre 2019 al 4 gennaio 2020, ma con possibilità di visita anche in giorni successivi sino al 10 gennaio).
“Gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione, i canali di bonifica, le dighe, le reti di distribuzione, le sistemazioni idrauliche dei corsi d’acqua – spiegano i promotori – hanno profondamente trasformato il territorio e il nostro modo di vivere, rispetto all’epoca dei nostri bisnonni e nonni. Per realizzare tutte queste opere di ingegneria idraulica è stato necessario idearle e prefigurarle in una rappresentazione grafica, in disegno appunto che, supportato da ragionamenti, calcoli e descrizioni diventa un progetto. “Il disegno dell’acqua” intende perciò proporre progetti e documenti di opere idrauliche, progettate, realizzate (e anche non realizzate), nella Sicilia orientale nei secoli scorsi, per far capire come sono stati studiati ed affrontati in passato alcuni problemi di utilizzazione delle acque, di bonifica e di difesa del suolo (alcuni dei quali ancora molto attuali), quali soluzioni tecniche siano state proposte e quali siano state realizzate. Carte geografiche e idrografiche, antiche mappe, illustrazioni, progetti, disegni, incisioni, manoscritti, opere rare e di pregio, testi a stampa, in originale o in riproduzione, oltre a ricordare fatti, eventi ed idee, anche nella valenza formale dei documenti, offrono una variegata lettura degli eventi, che comprende non solo gli aspetti ingegneristici, ma anche i risvolti sociali, economici e culturali e di trasformazione del territorio e della società nella storia locale.

Alla cerimonia interverranno il rettore Francesco Priolo, il direttore del dipartimento di Scienze umanistiche Marina Paino, il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, il presidente della sezione Sicilia orientale dell’Associazione Idrotecnica italiana Salvatore Alecci, il prof. Bartolomeo Rejtano del dipartimento di Ingegneria civile e Architettura, il direttore delle Biblioteche Riunite “Civica e Ursino Recupero” Rita Carbonaro, il direttore dell’Archivio di Stato di Catania Maria sofia Sicurezza, la soprintendente Rosalba Panvini, le docenti del Disum Lavinia Gazzè e Federica Santagati e il professore emerito di Idraulica Giuseppe Rossi.

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