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Catania
Torre del Leone di Librino. I sindacati sul sopralluogo con l’Amministrazione comunale

"Bene i 96 alloggi pronti, ma serve completare velocemente l'opera destinando i primi tre piani ad uffici pubblici"

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CATANIA – Dopo aver aperto il dialogo ad aprile con la quinta Commissione consiliare permanente del Comune di Catania, continua il pressing dei sindacati sulla questione “Torre del Leone” di Librino, dove si stanno completando i lavori di riqualificazione di 96 alloggi popolari. Nella mattinata di venerdì scorso, infatti, nel palazzo di cemento di viale Moncada si è tenuto un sopralluogo alla presenza dell’assessore comunale ai Lavori pubblici Enrico Trantino e del presidente della Commissione Angelo Scuderi. A partecipare anche i rappresentanti delle sigle sindacali Cgil, Cisl ed Ugl che, nel corso della verifica, hanno apprezzato gli interventi effettuati esprimendo però alcune perplessità. “Siamo pienamente soddisfatti che le opere previste siano in fase di completamento per ciò che riguarda gli appartamenti che, ci risulta, saranno abitabili non appena verranno effettuate le ultime finiture. Anche se il ribasso eccessivo, con cui l’azienda si è aggiudicata l’appalto, sembra essere tra le maggiori cause dei ritardi che stanno segnando la fine dei lavori. Ciò che non ci convince, inoltre, sono i primi tre piani dell’edificio, in quanto allo stato attuale continueranno a rimanere vuoti non essendo rientrati nell’ambito del finanziamento accordato per il resto dell’immobile – sottolineano per la Cgil il responsabile alle politiche abitative ed al disagio abitativo Dario Gulisano, Nunzio Turrisi segretario generale della Filca Cisl e Salvo Strano per la Ugl. Ed a quanto pare non c’è, al momento, neanche alcuna previsione di eventuali somme da destinare alla loro messa a nuovo. Un vero controsenso – continuano i tre sindacalisti – visto che tra non molto gli altri livelli saranno abitati mentre i primi tre, che per conformazione non potranno esser destinati ad un uso abitativo, rischiano di rimanere ancora nel degrado. Per questo abbiamo proposto all’ente comunale, attraverso i suoi rappresentanti, di individuare immediatamente una fonte di finanziamento per la riqualificazione dei primi piani e di allocare temporaneamente qualche attività a presidio degli stessi.

Immaginiamo, quindi, che con una minima manutenzione oltre alle associazioni, anche il Comune di Catania possa essere li fisicamente presente con i suoi servizi, per riportare la presenza delle istituzioni in un quartiere troppo a lungo abbandonato dalla politica. La celerità nella messa a disposizione dei tre piani e la contemporaneità con la consegna degli alloggi è fondamentale, per fare in modo che le prime tre aree non vengano vandalizzate ed occupati abusivamente, mettendo così a repentaglio l’investimento fatto che, oltre a donare un numero importante di alloggi popolari, serviva a dare un segnale alla mafia che di quel palazzo ne aveva fatto un simbolo di degrado e malaffare. Siamo – concludono Gulisano, Turrisi e Strano – certi che l’assessore Trantino ed il presidente Scuderi avranno modo di valutare, con il sindaco Salvo Pogliere, la soluzione migliore affinchè anche quest’area di Librino, finalmente, possa avere la dignità che merita.”

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