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Muore lentamente chi evita una passione: Filippo Luna e Le mille volte delle bolle blu

“Se uno spettacolo non dà piacere a rifarlo infinite volte, tanto vale non farlo affatto! Per questo porto avanti questo monologo! Non è la storia clandestina di due omosessuali degli anni 60 che vi deve mettere addosso una sorta di “pruderie”: è la storia d’amore che vi deve emozionare, senza giudizi e pregiudizi”

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Il monologo Le mille bolle blu replica da undici anni le sue emozioni intense. Chiamarlo spettacolo è riduttivo perché è una storia vera e come tutte le storie vere d’amore proibito e clandestino tra due ragazzi omosessuali degli anni 60 riescono ad emozionare e coinvolgere fino alle lacrime: Filippo Luna riesce a dare voce e profondità. Cambia postura, registro, stile, voce, piange, ride, insulta, lancia oggetti, rivive perfettamente la “sua” storia di Nardino e tutte le storie che riguardano l’amore e si fa coinvolgere dalle musiche e dal delirio di una nazione in preda al boom economico: le 9,20 la prima volta che Nardino barbiere di borgata viene sedotto da Manuele avvocato e le 9,20 resterà per sempre il loro modo di comunicare, il loro amore. “Chissà se furono 10.000 20.000 baci non mi interessava niente niente…mi hai voluto sempre bene anche ora che sei stinnichiato dentro la bara”. “Dopo 30 anni d’amore per la prima sento i nostri nomi per esteso insieme l’uno con l’altro, Emanuele e Bernardo, ora quando sono al tuo funerale con le nostre mogli presenti…”

“Questo è il messaggio che deve passare, per questo porto avanti questo spettacolo. Non è la storia di due omosessuali degli anni 60 che vi deve mettere addosso una sorta di “pruderie”: è la storia d’amore che vi deve emozionare e far cambiare idea a chi ancora pensa questo si può fare questo non si può fare!” ha dichiarato Filippo Luna alla fine dello spettacolo, dove come è di consuetudine per Palco Off, ci si intrattiene con gli attori e l’autore. Filippo Luna ha creato una sorta di icona un’entità che sopravvive e sopravviverà per sempre nell’immaginario collettivo dei suoi spettatori: uno spettacolo come questo va visto e rivisto sedimentato, citato.  Diceva bene Oscar Wilde sui libri: “Se un libro non dà piacere a rileggerlo infinite volte, tanto vale non leggerlo affatto”.

Questo vale per lo spettacolo ma anche per l’autore Salvatore Rizzo che ha scritto questo potente monologo pubblicato in “Muore lentamente chi evita una passione. Diverse storie diverse” (Pietro Vittorietti Edizioni), una raccolta di dieci storie vere di omosessualità maschile in Sicilia, dai primi del Novecento fino ai giorni nostri.

Le foto sono di Dino Stornello

 

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