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Nella Terra di Iside: Dora Marchese e Gabriele D’annunzio in Egitto

Dora Marchese dedica un capitolo del suo libro “Nella terra di Iside. L’Egitto nell’immaginario letterario italiano” all’esperienza di D’Annunzio in Egitto, un’esperienza che avrà un’eco lunga e duratura che attraverserà l’intera sua opera

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Il 24 dicembre 1898 Gabriele d’Annunzio ha 35 anni e nel pieno del suo vigore e ardore, parte da Napoli: la sua meta sarà Alessandria d’Egitto. Sull’altra riva del Mediterraneo lo aspetta la sua “divina musa” Eleonora Duse, che dovendo trascorrere l’inverno al caldo, per motivi di salute, sta organizzando una tournée faraonica. Insieme al suo Amore, lo aspetta l’avventura esotica di un paese di cultura millenaria che lo ha da sempre affascinato. Riportiamo un’annotazione del suo diario dopo tre giorni di navigazione, digiuno, a causa del mal di mare:

“Arrivo ad Alessandria. Sono esausto dai tre giorni di navigazione e di digiuno; sono leggero e vibrante. Mi vesto nella cabina, sempre tenuto dalla nausea. Salgo sul ponte. Il sole, l’odore del sale marino, la freschezza del vento, il porto ampio, circondato di terre basse che risplendono al sole violentemente di terra gialla e di robbia, il faro. Il mare è azzurro come i miei occhi. Sento nel mio viso pallido il colore dei miei occhi simile a quello delle acque che guardo. Il mio spirito, per questa sensazione singolare, entra nello stato di “grazia” ossia di “sogno””.

Resterà in Egitto per circa un mese, fino al 30 gennaio 1899; una devozione profonda, pervaderà il suo animo: per lui l’Egitto è il paese del deserto. Tratto da su Laus Vitae dal verso 7603 al 7628.

“Ma, dopo, il Deserto di sabbia/inospite fu la mia gioia/sublime, fu il mio rapimento. E tedio mi prese del verde/albero, e il solco del novo/grano mi fu a noia/per la memoria dell’uomo; e ogni vestigio di piede/umano mi parve lordura. E l’immensa aridità pura/del Deserto senza vie/e senza òasi, il suo fiore/ineffabile che illude/la sete nudrito di brace, le sue mammelle nude/e sterili che fanno/di bassura in bassura/ombre d’inganno, il muto tremar del suo vento focace/quasi battito di febbre, furono il mio rapimento. E la luce m’entrò per pori/della pelle, m’impregnò d’oro/le vene le ossa le midolle, mi fece il cuore lucente/come il quarzo e lo schisto”.

D’Annunzio percorre il deserto del Sahara sulla groppa del suo cavallo El-Nar, come descrive sempre in Laus Vitae dal verso 7645 al verso 7651: “E la mia coscia nervosa/ aderì così forte/ al fianco del mio caval sauro/ ch’io divenni il mostro biforme, lo snello centauro d’ugne senza ferro, di levità senza orme”.

Altro libro celebrante il deserto è Notturno (1921), libro frammentario scritto durante la Grande Guerra, dopo che era stato ferito a un occhio durante un fortunoso volo aereo. Senza acqua, il poeta-aviatore disseccato, riarso, quando potrà sorseggiare un po’d’acqua, ripenserà alle minuscole piante scorte nel deserto che si nutrono “soltanto” della  notturna rugiada, fioriscono per un attimo all’alba e poi si bruciano al sole. Costretto all’oscurità per la degenza, emergono i ricordi del viaggio in Egitto, le fughe dal Cairo per cavalcare “a spada tratta” nel deserto, in un ambiente legato alla tradizione mistica, richiama alla memoria le tentazioni del Diavolo e le mortificazioni di S. Francesco “abbracciato alle spine dei roseti” che lo stesso D’annunzio racconta di aver visto, nei pressi delle Piramidi di Giza.

Sbarcato ad Alessandria, d’Annunzio ancora non sa, che in quella città vivono dei giovani che, avrebbero fatto parlare di sé, alcuni anni dopo: Giuseppe Ungaretti, Filippo Tommaso Marinetti ed Enrico Pea. Alessandria d’Egitto patria del Grand Tour “fuori” Europa farà da culla per “l’ ispirazione essenziale di Ungaretti”, “l’innovativa marzialità poetica” per Marinetti e sarà la sede  della “Baracca rossa”, bottega dell’anarchismo politico ed esistenziale per Enrico Pea.

Ma tutto ciò è ignoto al “neoclassico, fastoso e decadente” D’annunzio, che pensa solo a godere dell’ebbrezza del deserto e di quel paese così misterioso, esotico ed esoterico…

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