Sicilia Report
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“Tre mele cadute dal cielo” un libro di favole armene a cura di Giovanni Calcagno

Tre cose necessarie: Fu chiesto ad un uomo saggio: “Di che cosa ha bisogno un uomo per vivere pienamente la sua vita in questo mondo”? “Tre cose sono essenziali per la comunità: il contadino ha bisogno dell’aratro, lo scienziato della penna, e il soldato della spada. La combinazione di queste tre cose assicura la prosperità del mondo, la brillantezza della mente e la sicurezza della vita. Fiaba armena

“Tre mele sono cadute dal cielo, una per chi ha raccontato questa storia, una per chi l’ha ascoltata, e la terza per chi l’ha messa in pratica”.

Bottone 980×300

Tramandare culture orali attraverso le fiabe, le leggende, i miti, che altrimenti si perderebbero per sempre, dovrebbe essere la missione di ogni cantastorie antico e moderno e fra tutte le sue attività, attore, regista, in questo ambito artistico, Giovanni Calcagno è anche un ricercatore e traduttore di queste “fiabe” armene editate dalla casa editrice  A&B. Il progetto sarà quello di decodificare le fiabe riattualizzandole per essere utili da un punto di vista psicologico in tempi odierni dove di tanta luce c’è bisogno, luce che ci possa magari illuminare attraverso un processo di “iniziazione”. Intanto vi presentiamo il libro con le parole del suo autore.

“Cercando l’etimologia della parola favola, ho scoperto che deriva dal verbo latino fari, parlare. Nella mia esperienza, le prime favole le ho ascoltate sulle ginocchia dei miei nonni, che me le raccontavano. Sono stati momenti che non potrò mai dimenticare: potevo al contempo viaggiare dentro altri mondi e apprendere un sapere che mi è rimasto impresso sulla pelle. Non credo che ci sia niente di strano in quello che dico: le favole parlano per simboli e rivelano attraverso di essi verità universali che si rivolgono a tutti, ai bambini come agli adulti, varcando ogni confine territoriale, culturale e religioso, a testimonianza e prova di come sia una, la natura umana. Ho pensato di tradurre in italiano queste 56 fiabe popolari armene per condividerne con i lettori la ricchezza, riflesso di una cultura, quella armena, che è stata fonte di enormi influenze per tutta l’umanità. L’evento scatenante è stato un viaggio nel Caucaso e la visita a Yerevan, accompagnato da una preziosa guida, il mio amico Armen Armenyasan, della casa di Hovhannes Tumanyan, poeta e studioso armeno, che, vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900, ci ha beneficiato di una grande raccolta di racconti tradizionali popolari. Così ho pensato di continuare quest’opera di trasmissione e conservazione di questo patrimonio, accompagnato dalla mano sensibile di Giuseppina Maurizi che ha curato le illustrazioni di questo libro, partendo dal ricordo dei codici miniati e del ricamo, tecniche tradizionali della cultura armena, e reinterpretandole attraverso il ricamo su carta.”

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