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Forestali, riconosciuta l’indennità chilometrica agli antincendio

Nel 2020, l'Ars discuterà le leggi di riforma del settore forestale e bonifica Plastic tax, la transizione sia graduale e sia tutelati lavoratori e consumatori

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CATANIA – Catania, 13 dicembre 2019 – Per gli operai forestali antincendio sarà un 2020 con l’indennità chilometrica corrisposta dal 2015 in poi. La notizia è stata confermata nel corso del consiglio generale della Fai Cisl, che si è svolto oggi alla presenza di Pierluigi Manca, segretario generale Fai Cisl Sicilia, di Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl catanese. L’incontro è stato aperto dalla relazione di Pietro Di Paola, segretario generale della Fai Cisl etnea.

«Grazie anche al nuovo contratto integrativo regionale, rinnovato dopo 17 anni tra la Regione e i sindacati Fai Cisl-Flai Cgil-Uila Uil, e a relazioni sindacali più mature con i comitati paritetici – affermano Manca, Attanasio e Di Paola – siamo riusciti a sbloccare la situazione e a rimettere ordine a una serie di istituti che porteranno nuove risorse nelle tasche dei lavoratori».

«Tra il riconoscimento dell’indennità chilometrica anche per i forestali a tempo indeterminato e il funzionamento a pieno regime del contratto integrativo – aggiungono – per il comparto forestale siciliano l’anno si chiude positivamente a conferma dell’efficacia dell’azione di confronto portata avanti dal sindacato confederale».

Nel 2020, inoltre, a febbraio, dovrebbe arrivare in discussione all’Assemblea regionale siciliana anche la proposta dei sindacati dei lavoratori agroforestali di Cgil, Cisl e Uil per la riforma del settore forestale. Gli operai dovrebbero essere raccolti in due fasce: la prima con i 151isti passati a tempo indeterminato; la seconda, con i 101isti e 78isti passati a 151isti.

Sempre nel 2020, all’Ars dovrebbe approdare la riforma dei Consorzi di bonifica, con un unico ente regionale e quattro comparti: Palermo-Trapani; Agrigento-Caltanissetta-Gela; Catania-Caltagirone-Enna-Messina; Siracusa-Ragusa. Si metterà mano auna pianta organica ferma dal 2001, rivedere la qualifica del personale, sbloccare il turn-over, e riordinare i lavoratori a tempo determinato e gli stagionali con qualifica superiore.

Per i quasi 30mila braccianti agricoli catanesi, sono calate le giornate lavorate pur con l’incremento medio del fatturato delle imprese del settore. «Un paradosso – dicono alla Fai Cisl etnea – che abbiamo proposto di affrontare, con il coinvolgimento delle associazioni datoriali, chiedendo l’applicazione in toto della legge sul caporalato, per contrastare il lavoro nero, l’abusivismo e lo sfruttamento. Inoltre va chiarito definitivamente che, per tutti i lavoratori agricoli, dalla semina alla raccolta, l’inquadramento di riferimento, a prescindere dalla natura dell’azienda deve essere quello del CCNL agricolo».

Nel settore agroalimentare, un segnale positivo arriva dal recente investimento di Parmalat che permetterà di meglio radicarsi nel territorio, con l’impegno di utilizzare più del 50% di latte siciliano per le produzioni.

Infine, Cisl e Fai si sono soffermati su sugar e plastic tax che a Catania hanno provocato l’allarme della Sibeg per la produzione di bibite. Ma nel settore della plastica monouso è ancora viva la vicenda della chiusura della Dacca. Per Manca, Attanasio e Di Paola «una tassazione imposta da un giorno all’altro può creare solo un problema sociale, mentre la transizione verso la plastic free impone un progetto più ampio di sostenibilità aziendale e di lungo periodo inserito in un contesto più generale».
«Non siamo contrari alla riduzione della plastica – concludono – ma va dato tempo e opportunità alle aziende di adeguarsi o riconvertirsi, per non avere effetti negativi né sui lavoratori né sui consumatori».
Comunicato Cisl
Nella foto allegata, al tavolo da sin. Manca, Attanasio, Di Paola

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