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Il viaggio di Abulafia tra fede e sogno

La scrittura, pur se semplice, ripercorre con avvincenti ritmi d’avventura di stile “salgariano” la storia di Abulafia, un mistico, un sapiente, un ricercatore di verità, un uomo di Dio.

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Carmelo Zaffora per l’occasione in veste di scrittore, romanziere e saggista di primo livello ha affascinato il vasto pubblico intervenuto ieri 19 dicembre 2019 presso il Palazzo Platamone di Catania per la presentazione del libro edito da Carthago nel 2019 dal titolo “le Confessioni di Abulafia. Vita di un visionario.

Il libro è un romanzo ma è anche un saggio in quanto è contornato da particolari descrizioni colte dello scrittore che con l’esperienza di Abulafia propone al lettore un particolare tipo di vita mistica.

La scrittura, pur se semplice, ripercorre con avvincenti ritmi d’avventura di stile “salgariano” la storia di Abulafia, un mistico, un sapiente, un ricercatore di verità, un uomo di Dio.

La sua vicenda terrena ha abbracciato circa un cinquantennio della sua vita: egli è stato un grande viaggiatore, ha viaggiato in Israele, Grecia e Spagna, in Italia e gli ultimi suoi anni della sua vita è stato in Sicilia.

In Sicilia ha fondato delle scuole di Kabbalah il cui insegnamento spirituale deve intendersi non come una disciplina, ma come un modo per praticare una vita migliore.

Nelle scuole situate prevalentemente nelle città fra Messina e Palermo ha scritto i suoi libri più importanti e numerosi ma molti di questi purtroppo sono andati perduti.

Abulafia fu un grande fervente del benessere spirituale. Venne iniziato al sofismo e al culmine della sua vita si proclamò Messia, al punto che voleva andare a parlare con Papa Nicolò III, Papa dei tempi vissuti dal protagonista, il quale come spesso hanno fatto i Papi lo condannò al rogo. Dopo questa vicenda romana Abulafia si trasferì definitivamente in Sicilia.

La scoperta di Abulafia, da parte di Carmelo Zaffora nasce dal fatto che una trentina di anni fa nella biblioteca di San Pietroburgo è stato trovato un manoscritto, con delle pagine scritte in ebraico.

La traduzione ha rivelato la testimonianza di un allievo di Messina in cui lo stesso parla del maestro, Abulafia appunto e la testimonianza ha appassionato particolarmente il nostro autore.

Per questo Zaffora inizia a scrivere con tanto trasporto e sentimento della vita di un uomo che ha rispecchiato i suoi sentimenti, il suo girovagare fisico ed interiore.

Dice Abulafia all’inizio del romanzo: “… Io che ho generato discepoli e vergato libri, conosciuto moltitudini e idiomi differenti, non posso evitare, prima che la mia esistenza terrena si concluda, di raccontare le cose straordinarie che il tempo mi ha concesso di vedere. Poiché sono convinto che c’è una posterità per gli uomini di pace, da questa isola del Potere e dello Specchio, la Siciliya, desidero lasciare un ultimo segno del mio pellegrinaggio, consolato dall’odore del mare, dal mirto balsamico e dalla zagara lieve trasportata dal vento…”.

Gli intervenuti all’incontro hanno voluto rendere il senso di questo pellegrinaggio raccontando il Prof. Giuseppe Speciale particolari aspetti del pensiero del personaggio Abulafia/Zaffora, il Dr Di Bartolo invece alcuni episodi divertenti del personaggio Abulafia, come lo si ricava dal romanzo e dal ritratto che se ne coglie, leggendone le pagine più leggere.

lIl risultato è stato eccellente in termini di attenzione ed ascolto ed il maestro di Lentini Alfio Antico, strumentista d’eccellenza, ha con il suo tamburo scandito a conclusione della serata i ritmi di un viaggio magico che si è interrotto solo all’ultimo tocco di tamburo fra gli scroscianti applausi dei presenti.

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