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Unipa: nota del Rettore Midiri sulle pre-immatricolazioni con prenotazione on line

Nella nota: 'numero programmato dannoso e conseguenza di tagli risorse'

“L’Italia è tra i paesi europei con il più basso numero di laureati e la Sicilia è nelle condizioni più critiche, da questo punto di vista, tra tutte le regioni italiane. Questa condizione limita fortemente le possibilità di sviluppo e la competitività del nostro sistema economico, oltre ad escludere larghe fasce della popolazione dall’accesso ai gradi più alti della formazione, limitandone fortemente le possibilità professionali – dichiara il Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, prof. Massimo Midiri – Sono pertanto assolutamente dannosi e inopportuni tutti i limiti alle possibilità di accesso all’istruzione universitaria, a partire da quelli legati al numero programmato. Tuttavia, tutte le Università italiane sono costrette a fare ricorso a tale limitazione, per alcuni corsi di studio particolarmente richiesti, in quanto le norme nazionali (ad esempio, nel caso di Medicina) o il limitato numero di docenti e di posti aula impedisce di ammettere ai corsi tutti gli studenti interessati.

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Questa è una diretta conseguenza dei fortissimi tagli finanziari imposti al sistema universitario nello scorso decennio, rispetto ai quali solo negli ultimi anni si è vista un’inversione di tendenza, che però non ha ancora consentito di recuperare i precedenti tagli. Inoltre, la fortissima sperequazione, che ancora permane, nella distribuzione delle risorse tra gli Atenei del Nord e quelli del Sud crea ancora forti limitazioni alla possibilità di Atenei come l’Università di Palermo di ampliare con rapidità la propria dotazione di aule.

Nonostante ciò, l’Università di Palermo sta compiendo in questi ultimi anni enormi sforzi, cui partecipa l’intera comunità accademica, per ampliare la propria offerta formativa, eliminare i numeri programmati in tutti i casi possibili e migliorare la qualità di spazi e strutture. Questo grande impegno ha portato l’anno scorso ad un incremento del numero di matricole (oltre il 2% in più rispetto all’anno precedente) e i dati parziali del nuovo Anno Accademico mostrano un trend molto favorevole, con circa mille immatricolati in più rispetto alla stessa data dello scorso anno.

Auspichiamo che entro qualche anno si possa arrivare al totale superamento dei numeri programmati, ma ad oggi ciò non è possibile, nostro malgrado.

Nei casi in cui si ricorre al numero programmato, l’accesso è di solito regolato da test a domanda multipla, un sistema di selezione del tutto insoddisfacente e non meritocratico. Tale metodo, infatti, non permette di valutare attitudini e capacità critiche, ma solo il possesso di nozioni, e determina una forte disparità per censo, favorendo i ragazzi le cui famiglie possono sopportare i costi delle onerose scuole di preparazione private che sempre più si vanno diffondendo.

Inoltre, gli studenti manifestano chiaramente una grande difficoltà nell’adattarsi allo svolgimento di questi test, probabilmente in quanto sono chiamati a sostenerli poche settimane dopo la conclusione di un anno scolastico pesantissimo come quello della maturità. Ciò è evidente dalla notevole riduzione nel numero di richieste che riscontriamo nei casi in cui vengono utilizzati i test rispetto ai corsi ad accesso libero.

Per superare una parte di queste criticità, l’Università di Palermo organizza da qualche anno corsi gratuiti di preparazione, che si svolgono a distanza, ai quali da quest’anno si aggiungeranno corsi in presenza con costi alla portata di tutte le famiglie e, soprattutto, legati al reddito ISEE.

Inoltre, nell’Anno Accademico 2022/23 è stata introdotta sperimentalmente, per pochissimi corsi di studio, una modalità di accesso basata solo sull’ordine di prenotazione (cui si fa comunemente erroneo riferimento come “click day”). Tale modalità è stata sperimentata nel 2022 solo per corsi con limitato numero di richieste e pertanto, essendo stato possibile ammettere tutti gli studenti partecipanti, questa modalità di selezione non ha determinato alcun problema.

Quest’anno (2023/24) tale modalità sperimentale è stata ripetuta per 3 Corsi di Laurea triennale (Ottica e optometria, Farmaceutica e Nutraceutica Animale, Biotecnologie), 2 Corsi di Laurea Magistrale a Ciclo Unico (Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, Farmacia) e 4 Corsi di Laurea Magistrale (Psicologia clinica, Biologia molecolare e della salute, Biotecnologie mediche e medicina molecolare, Scienze dell’alimentazione e della nutrizione umana). In qualche caso, essa si è rivelata particolarmente critica a causa dell’enorme numero di richieste pervenute, che ha comportato l’esaurimento dei posti in pochissimi minuti. Alla luce di ciò, siamo consapevoli che tale modalità di selezione sia inadeguata e dal prossimo anno accademico molto probabilmente la abbandoneremo, sperimentando nuove forme più adeguate. Per i quattro Corsi di Laurea Magistrale e per uno dei Corsi di Laurea triennale (Farmaceutica e Nutraceutica Animale) in cui si è fatto ricorso a tale modalità di accesso, tuttavia, stiamo provvedendo ad un aumento dei numeri per consentire l’accesso a tutti i richiedenti, superando in questo modo le criticità riscontrate. Per i restanti quattro Corsi di Studio (due triennali e due Magistrali a ciclo Unico) non sarà purtroppo possibile ammettere tutti gli studenti che hanno partecipato alla procedura, ma stiamo valutando la possibilità di mettere a bando nuovi posti, con selezioni affidate questa volta ai test.

Spero davvero – conclude il Rettore – che la politica nazionale comprenda la necessità di aumentare in maniera molto significativa gli investimenti sul sistema universitario e che la Regione Siciliana, come già fanno diverse regioni del Sud, cominci a investire somme del proprio bilancio sulle nostre Università. Al momento dobbiamo riconoscere un’estrema attenzione di alcuni assessori e in particolare di quelli alla formazione e alle attività produttive nei confronti delle università siciliane e auspichiamo che tale attenzione si continui a tradurre in un effettivo trasferimento di risorse verso i nostri Atenei”.

 

 

 

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