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Palermo: nel giorno del festino la “santa protesta” dei lavoratori dello spettacolo

Una forma di denuncia attraverso le tappe in città di "Santa Rosalia degli invisibili" con brevi triunfi. Un flash mob in piazza Bologni sulla "falsa ripartenza" del teatro

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Palermo, 13 lug. – I lavoratori dello spettacolo di Palermo scenderanno in strada nel giorno del Festino di Santa Rosalia, mercoledì 14 luglio, con una “santa protesta” che servirà a mantenere accesi i riflettori sullo stato di mobilitazione nazionale. E il secondo atto di protesta di ‘Arte è martello’ (il primo è stato lo sciopero al contrario del 5 giugno) e prevede che “Santa Rosalia degliInvisibili” raggiunga i quartieri Zen (ore 17.30 circa), Romagnolo (ore 18.30), Borgo Vecchio (ore 19.30) e Albergheria (ore 21 circa). La statua sarà portata in giro per i quartieri a bordo di un furgoncino, simbolo dei lavoratori, addobbato con rose di carta realizzate da bambini e residenti dei quartieri Zen e Albergheria.

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A risuonare per la città saranno le voci dei lavoratori dello spettacolo, delle donne dello Zen, dei migranti. Per ogni piazza è prevista una sosta di pochi minuti in cui gli artisti affacciati ai balconi reciteranno e suoneranno dei brevi triunfi in onore della Santa degli Invisibili. Alle 20, a piazza Bologni, è previsto un flash mob degli artisti che si materializzeranno come muti fantasmi e agiranno nello spazio, identificati da un cartello con nome, cognome, professione e matricola enpals, a sottolineare “un vuoto istituzionale e morale che non può più essere tollerato”. Non si hanno ancora risposte concrete da parte del governo nazionale e regionale e poco è stato fatto per la gestione della Fase 2, quella legata alla riapertura e alla ripresa. “E sotto gli occhi di tutti che si tratta di una falsa ripartenza, che molti di noi perderanno il lavoro e ad oggi nessun ammortizzatore sociale è previsto per questo periodo – dicono i lavoratori dello spettacolo di Palermo – Il flash mob che faremo a piazza Bologni sarà in linea con le norme di sicurezza vigenti dimostrando che delle soluzioni alternative potrebbero essere attuabili. Se nel futuro si prospetteranno altre possibili chiusure, le soluzioni non potranno ancora una volta prevedere il blocco delle attività artistiche ma bisognerà ripensare a nuove strategie”. E aggiungono: “Corriamo il rischio concreto della chiusura di tanti teatri, scuole di danza, cinema e scuole di musica. Continuiamo dunque con lo stato di agitazione permanente unendoci a tutte le categorie di invisibili, fino a che le risposte alle richieste formalizzate dai coordinamenti nazionali dei lavoratori dello spettacolo non arriveranno e fino a che non saremo interpellati per costruire insieme le idee progettuali e le visioni future”.
(Adnkronos)

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