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La rivoluzione che verrà” di Samuele Carcagnolo a WonderTime

In scena il 16 luglio, alle 21, all’interno di palazzo Gravina Reburdone, in via Vittorio Emanuele II, 16

CATANIA – Uno spettacolo che va bevuto tutto d’un sorso. Arriva da WonderTime “La rivoluzione che verrà”, uno short teatrale scritto e diretto dal giovane Samuele Carcagnolo, che andrà in scena domani, 16 luglio, alle 21, all’interno di palazzo Gravina Reburdone, in via Vittorio Emanuele II, 16.
Un evento d’eccezione per la rassegna d’arte diffusa, che con l’edizione 2019 apre le porte ai nuovi giovani talenti del campo del Teatro, Danza e Musica, proposti da “Etna Culture Fest”, che si affiancano a quelli delle arti visive, già ospiti degli scorsi anni con TemporarYoung, a cura di Marco Magnano San Lio, attualmente esposti al Cortile Platamone.
Samuele Carcagnolo, autore e regista, di appena 21 anni, è anche attore, regista e autore di insigni opere teatrali: “La rivoluzione che verrà” (2017), “Esistenzialmente” (2018) e “Che fine ha fatto la poesia?” (2019).
Nutre un amore viscerale per le parole, la poesia e il teatro di impegno sociale, che si pone l’obiettivo di trasmettere ideali. Tiene laboratori teatrali per bambini e adulti, anche nei quartieri difficili di Catania. Ha fondato la compagnia “Menti Divise” e messo in piedi il “Teatro popolare Vladimir Majakovskij” all’interno del CPO Colapesce, dentro la Pescheria di Catania.
Nel 2018 ha fondato la Oltrepalco-Laboratory Faceless Mask, il suo laboratorio artistico permanente e nel 2019 insieme a Federica Cucè, che sarà ospite di WonderTime il 22 luglio, fonda la compagnia Oltrepalco Theatre Ballet.
“La rivoluzione che verrà” lo vedrà in scena nella doppia veste di attore e regista insieme ad Andrea Laviano, evidenziando la parcellizzazione della società, una critica nei confronti di un sistema che vive sulle spalle dei molti. Il regista prova a sradicare il pensiero dominante, analizzando la vita di un giovane lavoratore, che vive al mondo con i suoi ritmi e non ha mai tempo per sé, per la sua famiglia, e vive una crisi costante e perenne, e poi c’è un altro attore, che rappresenta il sogno, la speranza, è come se fosse la coscienza, che cerca di far aprire gli occhi al pubblico e a quel lavoratore.
Tante le scene di interazione con gli spettatori, uno spettacolo da vivere che non lascia indifferente.

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