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Ospedale Cannizzaro, violenza di genere: una giornata con gli studenti, ogni anno 50 casi codificati in PS

Una sala gremita di studenti, personale sanitario e operatori sociali ha seguito con attenzione la Giornata di sensibilizzazione contro la violenza di genere organizzata dall’Azienda Ospedaliera per l’emergenza Cannizzaro di Catania

Una sala gremita di studenti, personale sanitario e operatori sociali ha seguito con attenzione la Giornata di sensibilizzazione contro la violenza di genere organizzata dall’Azienda Ospedaliera per l’emergenza Cannizzaro di Catania, nel quadro dell’(H)Open Week promossa da Fondazione ONDA e dal network Bollini Rosa e in linea con gli obiettivi di Medicina di Genere indicati dall’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana.

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Proprio le scolaresche e gli studenti universitari sono stati il target principale dell’iniziativa, che si ripete ogni anno in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e che questa volta ha riscosso una partecipazione più numerosa e attenta alla luce dei recenti fatti, tragici di cronaca: «La scia di femminicidi – ha detto il dott. Salvatore Giuffrida, commissario straordinario, aprendo i lavori – che ha tempestato questo 2023 fino agli ultimi giorni, e che spesso vede vittime e carnefici molto giovani, non può che spingere le Aziende ospedaliere a rafforzare il loro ruolo che spesso è di primo contatto con le vittime di violenza e che per questo è di fondamentale importanza nell’attivazione della rete di protezione. Un ruolo che si interseca in un necessario dialogo con le altre istituzioni, a cominciare da quelle scolastiche deputate alla formazione e all’educazione, vera emergenza di oggi».

 

Come hanno sottolineato la dott.ssa Diana Cinà, direttore sanitario, e il prof. Paolo Scollo, direttore del Dipartimento materno infantile e Ordinario dell’Università “Kore” di Enna, l’Azienda Cannizzaro si distingue nell’attivare regolarmente le procedure relative al “codice rosa”, cioè nel caso di utente che ricorre alle cure di pronto soccorso dopo avere subìto violenza. Ma a questa fondamentale attività di accoglienza se ne affiancano altre necessarie, in gran parte messe in rilievo proprio nel corso dei lavori della giornata: dalle tempistiche dell’accertamento medico-legale ai pericoli della rete, alle manifestazioni di stalking.

 

Aspetti rilevati (a vario titolo) dal dott. Francesco Camerano, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania, dalla dott.ssa Anna Agosta, presidente dell’Associazione Thamaia, dalla dott.ssa Anna Maria Longhitano, direttore Staff della Direzione Aziendale e Referente Medicina di Genere AOEC; dal prof. Cristoforo Pomara, direttore della Scuola di Specializzazione di Medicina Legale dell’Università di Catania, dal prof. Santo Di Nuovo, Emerito di Psicologia all’Università di Catania e presidente Associazione Italiana di Psicologia, dal dott. Marcello La Bella, dirigente del Centro Operativo Sicurezza Cibernetica della Polizia, dal prof. Giuseppe Craparo, Ordinario di Psicologia Clinica alla “Kore” di Enna.

 

La seconda parte della giornata ha riguardato più direttamente la gestione dei casi di violenza in ambito ospedaliero. E i numeri illustrati dalla dott.ssa Claudia Vecchio, dirigente medico Referente Anti Violenza del Pronto Soccorso, sono significativi: i casi “codificati” nel 2023 (fino a metà novembre) sono stati 40, erano stati 54 nell’interno 2021 e ben 71 nel 2022. Il percorso ospedaliero è stato spiegato dalla dott.ssa Maria Gabriella D’Agate, dirigente medico di Ostetricia e Ginecologia dell’AOEC, dalla dott.ssa Anna Caprino Miceli, dirigente medico anestesista rianimatore dell’AOEC, dalla dott.ssa Rosa Zito, assistente sociale dell’AOEC, moderato dall dott. Antonio Di Mauro, responsabile Pronto Soccorso e OBI dell’Azienda Cannizzaro, e dalla dott.ssa Loredana Sucato, docente a contratto al Dipartimento di Sociologia e Politiche Sociali dell’Università di Catania.

 

“Quest’anno abbiamo voluto coinvolgere soprattutto gli studenti – spiega la dott.ssa Elena Trovato, referente Onda dell’Azienda Cannizzaro – per cercare di contribuire a quel lavoro culturale e formativo necessario se si vuole superare un fenomeno drammatico.

 

Ringraziamo quindi, per la loro adesione, il Presidente dei Corsi di Laurea in Scienze tecniche e psicologiche e Psicologia di UNICT- , Prof. G. Santisi; il Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Politiche e Servizi Sociali di UNICT, Prof C. Colloca; i Dirigenti Scolastici dell’Istituto Statale “F. De Sanctis” di Paternò, Prof.ssa S. Di Mauro; del Liceo Scientifico Statale “G. Galilei” di Catania, Prof. E. Rapisarda; dell’Istituto Statale “L. Sturzo” di Biancavilla, Prof.ssa C.R. Drago, che hanno condiviso l’obiettivo di creare conoscenza nelle giovani generazioni sulle possibilità offerte dalla rete antiviolenza presente sul territorio e alla quale affidarsi”.

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