Sicilia Report
Notizie e media attraverso l'uso del fact-checking e data journalism

Isteria di coppia: conseguenze di un caldo afoso in un’estate infinita siciliana

Come può durare una coppia in preda ai suoi conflitti personali superare la calda estate infinita siciliana? Come possono influire sul loro rapporto le loro famiglie di origine? Riflessioni e soluzioni per sopravvivere in maniera costruttiva e amorosa alle vacanze siciliane

Tempo di lettura: 8 minuti

Sembra l’inizio di una commedia italiana, ma il caldo di un’estate infinita come quella siciliana, le temperature sono le più alte registrate e persistenti degli ultimi cento anni, può portare a relativi malesseri che dopo aver incubato per anni e magari superato il lock down, esplodono portando la coppia a separazioni, divorzi, nonché a volte, ad atti di violenza esasperata. “L’isteria”, fenomeno ormai in disuso come termine prettamente psicopatologico di un disturbo che ha preso numerose nomenclature nell’ambito della letteratura scientifica, a volte borderline per le donne, a volte come disturbo antisociale per gli uomini, riesce sempre a condensare e ad evocare dentro di sé un fenomeno prettamente femminile in quanto l’etimologia del termine deriva da “ustera” che in greco significa utero: uno stato di eccitazione, aggressività e impulsività tali da essere trasferiti dalla mente al corpo, con conseguente formazione di disturbi organici. Fosse facile, ma anche gli uomini pur non possedendo “l’organo” in questione, cioè l’utero, hanno la “prostata” che da un punto vista fisiologico embrionale, dettata dalla decisione del DNA nel sesso maschile, corrisponde all’utero che si è sviluppato diversamente: quindi anche i maschi non sono da meno e avulsi da avere “attacchi isterici”. A questo punto possiamo tranquillamente parlare di “attacchi prostatici”. Per buona pace del dottor Freud, che non aveva gli strumenti delle neuroscienze a sua disposizione, per disaminare la provenienza eterogenea, e di genere si parla, di queste follie “improvvise”, determinate dalla “possessione di un organo”.

Ma come psicologi, non potendo parlare di “organi”, parliamo di ruoli, che possono più o meno influenzare o possono essere influenzati dal nostro stato vitale.
All’interno di ogni coppia ci sono ruoli che vengono tenuti fin dagli albori della conoscenza: uno agisce, comanda, ordina, decide; l’altro subisce, accetta gli ordini e le decisioni, di chi porta “avanti” il sistema familiare…se in questo momento faceste un’analisi impietosa del vostro rapporto vi accorgereste che è così, magari in maniera velata non detta o quantomeno strategica: ma in definitiva pur cambiando gli addendi, una volta si diceva, che nella somma e nella moltiplicazione, il risultato non cambia. Perché se si somma e si moltiplica il caldo afoso di questa infinita estate siciliana, tutto si amplifica e si perdono i confini e le forme di appartenenza: e chi subisce, impera e chi impera, subisce. In inverno, col freddo, la divisione e la sottrazione, tranne nell’episodio del lockdown, che udite udite, potrebbe pure ripresentarsi, in qualche modo, si riesce a congelare la “follia a due”, folie à deux! Così si chiamano le dinamiche di coppia dei “matti isterici”, riconosciute in gergo psicologico come disturbo psicotico condiviso, perché il freddo congela i neuroni, eccessivamente infiammabili del cervello, e riesce a far sopravvivere questo tipo di coppie, che poi diventano famiglie e che quando riescono ad accoppiarsi, aldilà della “furia omicida”, producono pure una prole, che ahimè, ne subisce le conseguenze. Memore ne siano tutti gli adolescenti “malati” di selfie, sexting, disforie di genere, che manifestano in maniera “sana”, l’ambiente umorale di crescita in cui nascono e crescono.

Proprio per questo motivo, e per una questione di condivisione di disturbo psicotico familiare parleremo del masochista o della masochista caratteriale accoppiato/a con l’isterico/narcisista, sia al maschile che femminile e le conseguenze del caldo estivo infinito. Chiaramente tutte le accezioni riguardano anche in chi non si riconosce nei generi maschile e femminile, quindi in generi “non binari” utilizzando l’asterisco, dove è possibile.

Masochista caratteriale
 Il masochista caratteriale è colui o colei (o col*) che domina lasciandosi dominare. Nella coppia diventa la strategia: “sono come tu mi vuoi, disponibile ad ogni esigenza…” però poi si scopre che non è vero. Il carattere masochista, maschile o femminile, vuole sentirsi sempre accondiscendente, disponibile e quindi sottomesso, ma dentro di sé cova rabbia, vendetta, furore: la sua è una finta disponibilità è essenzialmente manipolatoria. Ci racconta che per farsi amare, rinuncia a sé stesso, ma nella sua intimità si ribellerà a questa ingiusta condizione mettendo in atto in modo più o meno consapevole meccanismi e dinamiche passivo-aggressive. Dirà che farà delle cose per noi, che collaborerà anche per la scelta delle vacanze, sebbene non gli piaccia quel posto, all’inizio approva, ma poi “il caldo della lunga estate infiammata siciliana” gli farà rettificare i suoi impegni e si offenderà se noi lo infastidiamo chiedendo spiegazioni: ciò che conta sono solo le sue “buone” intenzioni. La loro invettiva è all’inizio ambigua, attraverso piccole mancanze, distrazioni e trascuratezza nelle cose da fare insieme, battutine sarcastiche e provocatorie, le famose “piccole cose”, che sono create ad arte per disorientarci e infastidirci provocando atti di “ira” e passare alla “guerra” dichiarata, per “evidente” colpa nostra: anche in questo caso il “caldo” riesce perfettamente a scatenare l’inferno di questi esseri “perversi e melliflui”. Se analizziamo la dinamica di coppia, della “follia a due”, si scoprirà che il vero servitore è il partner che appare dominante, il quale, per mantenere la relazione deve accettare sacrifici, rinunce importanti, organizzare la propria vita e i propri progetti al fine di soddisfare l’apparente “masochista”, il nostro partner, che resta arroccato sulle sue esigenze, con evidente e quasi nulla disponibilità a cambiamenti che possano migliorare la relazione: quale relazione?

Questi “atteggiamenti”, retaggio di uno stile di attaccamento dalla famiglia di origine, sono spesso segno di una personalità “leggermente” autistica dove nessuno vince o perde, perché nessuno partecipa e soprattutto il vostro partner manifesta una solitudine interiore, dove tutto è permesso, purché sia in accordo con le sue regole “passive”, che provocano grandi effetti collaterali nell’ambito di questa “fumosa” relazione. Perché voi pensate di essere in relazione, avete pure figli e casa insieme, molto “calda” in questo periodo, ma “loro”, sono da “un’altra parte”, che non è quella vostra: fatevene una ragione! Siete da soli in una relazione che “ufficialmente” è una coppia! E questo dovrebbe bastarvi per prendere consapevolezza che “non siete soli” in questa breve disamina, di un caldo afoso in un’estate infinita siciliana.
Ma proseguendo su questa “isteria di coppia” animata da un’infinita fine estate afosa, e siciliana, riuscite ad immaginarvi il carattere masochistico, testè descritto, accoppiato con un partner dal carattere isterico?

Isterico/narcisista caratteriale
Facciamo finta che il partner dominante, in maniera apparente sia isteric*, per buona pace dei “non binari”. L’isteria si colloca nella sfera narcisistica. Le persone con uno stile disturbato di personalità isterico che sia leggero, acuto o cronico, le etichette lasciano il tempo che trovano, si distinguono dal narcisista patologico classico, perché a differenza dello stile manipolatorio azionato in sordina, tipo “acqua cheta che rovina i ponti”,  più simile alla personalità masochistica di cui sopra, estrinsecano la loro rabbia, furore e vendetta, piantando delle teatrali scenate, in piazza, o in luoghi pubblici, teatri, cinema, chiese, ristoranti, matrimoni, o meglio ancora in cene tra amici o parenti…

Coloro denominati gli isteric* hanno un bisogno forsennato, se lo cercano, di un pubblico che possa attestare la loro battaglia “vincente”. Il caldo afoso estivo di una lunga estate siciliana e tutte le manifestazioni corali, sono un ottimo motivo di scatenamento del proverbiale “inferno”: vi mettono dalla parte del torto vi fanno uscire il peggio di voi! Per scatenarli vi basta uno sguardo o una battuta o anche un momento di affettuoso abbraccio che vorreste esternare e la loro risposta sarà di questo tipo: “C’è molto caldo sei sudat*, appiccicos*, e pure puzzi, lo stai facendo perché hai guardat* lei o lui, tanto io lo so che sei così, fai sempre così, sudi e puzzi perché ti senti in colpa!” Né vale il costoso deodorante di cui vi siete approvvigionati per eventuali afrori: loro sanno tutto di voi, vi conoscono nelle reazioni delle vostre attitudini sessuali, ne sentono l’odore, ne masticano il tradimento… ne hanno sentore fin dalla loro famiglia di origine, la loro, da cui provengono: e se vi trovate lì, e da molto tempo insieme con loro sarà coinvolta pure la vostra famiglia di origine, perché ricordate che la follia a due, folie à deux, è un disturbo psicotico condiviso, anche dalle famiglie da cui proveniamo.

In tal modo vi faranno apparire come un infedele, magari solo perché li avete contraddetti per qualche azione, ragionamento, precedente, completamente folle, dove volevano assolutamente aver ragione. Così impongono il loro dominio attivo, diventano vittime impazzite per colpa dello stronz* con cui stanno, e il “caldo afoso di un’estate infinita siciliana” decide che non ci possono stare più! Né ai vostri tradimenti né a quelli della loro famiglia di origine! Sono permalosi, lamentosi e pensate che “sudano” pure loro, ma essendo degli esseri superiori tuttalpiù “traspirano” e guai a voi nel ricordargli, che anche loro “puzzano”! Si sfogano con scenate aggressivo/vittimistiche e poi si scordano tutto, davanti ad un climatizzatore sparato a 16 gradi, o al loro “nipotino preferito” o alla “nonnina” ottuagenaria, pretendono che si faccia finta che non sia successo nulla, chiaramente di fronte alla loro famiglia di origine. Comportandosi come probabilmente succedeva nelle loro famiglie di origine. Gli isterici/narcisisti vivono, e sono stati abituati a vivere, come se abitassero in un teatro tragicomico shakespeariano, rimodulano la realtà e se la sistemano, perché così sono stati abituati a fare, con papà, mamma, fratelli, sorelle, nonni, zii, zie, cugini e cugine.

E se magari per colpa del caldo afoso siciliano di questa estate infinita, non volete più stare in quel copione tragicomico familiare shakespeariano, ammettendo che non siete partecipi della “follia a due” dei caratteri masochistici e isterico/narcisistici, prima di preparare, col fresco autunnale, i documenti per chiedere la separazione, da queste tipologie di persone, e volete del bene o amate queste persone, e avete dei figli, delle abitazioni, delle attività in comune, pensate, riflettete, che esiste una terapia di sostegno psicologico, e delle tecniche adeguate, che vi possono aiutare e che possono aiutare soprattutto chi da queste personalità è “imprigionato”. Spesso i disturbi caratteriali o di personalità, che così non si chiamerebbero, sono solo “incastrati” da stili di attaccamento familiare, e di famiglia “avita” si parla, da cui sono stati “feriti” e mai “guariti”.

I “disturbati dalla vita”, per usare un termine “umano”, attuano “questi” comportamenti perché gli permettono di sopravvivere, una sorta di autoguarigione di lenimento di queste ferite dai “traumi subiti”, e soprattutto ai “traumi non elaborati in questi termini”, per una vita apparente “normale” e soprattutto, per evitare di “impazzire”. È come se fosse, detto o fatto in maniera “rozza e ordinaria”, l’espressione di una “follia del momento” che ristabilisce l’ordine delle cose. Come a volte succede negli “attacchi di panico”. Tutta l’attenzione della famiglia “arriva” su chi ha l’attacco di panico, e l’elemento della famiglia che lo prova,  è in realtà solo il “capro espiatorio” , l’anello debole della potenza e del potere della Famiglia disfunzionale, che non ha gli strumenti per superare, tale esplosione di “energia”!

Si parla della “follia a due”, ma in realtà si dovrebbe parlare della “follia familiare” su cui quasi nessuno discute o quantomeno si interroga. Nella nevrosi sistemica familiare, nessuno di noi è avulso dagli “stili di attaccamento” della nostra famiglia di origine: elaborare il patto della coppia portando alla luce le nostre aspirazioni, la nostra visione, la nostra missione, potrebbe coronare quello che abbiamo “provato” al momento dell’incontro: cosa è andato storto? Cosa è dissonante nella nostra comunicazione? Dove possiamo trovare un accordo? Come influiscono le famiglie da cui proveniamo?

L’evoluzione dell’essere umano è infinita, flessibile e piena di sorprese: si tratta solo di trovare una soluzione valida, che possa superare “il caldo afoso in un’estate infinita siciliana”: anche durante la frequentazione felice, infelice, dannata, forzosa delle nostre famiglie siciliane, da cui digerire gli imperiosi pasti, impastati di cibi fantastici e goduriosi, alternati da battute sarcastiche e verità lacrimose.

E trovare la forza per riuscire a dire: “Anch’io sono sopravvissut* alla mia famiglia di origine e riesco a orientarmi nella mia coppia e famiglia attuale”. Pur sopravvivendo al caldo afoso e infinito di una lunga estate siciliana.

I commenti sono chiusi.

Questo sito usa dei cookie tecnici necessari al corretto funzionamento del sito stesso creati direttamente dalla piattaforma. Diamo per scontato che tu sia d'accordo, ma se vuoi puoi liberamente decidere di uscire. Accetto Approfondisci