Sicilia Report
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Ragusa e provincia
Scoperti 47 furbetti del reddito di cittadinanza: molti giocavano d’azzardo online

Controllate le posizioni di 154 soggetti, tutti familiari delle persone che avevano presentato la domanda per accedere al beneficio, rilevando l'indebita percezione di somme per oltre 461mila euro

Palermo, 13 gen. – La Guardia di finanza di Ragusa ha scoperto 47 furbetti del reddito di cittadinanza. Per 46 casi, gli illegittimi beneficiari sono stati denunciati all’autorità giudiziaria e segnalati all’Inps per la decadenza dalla percezione del contributo ;in un caso, invece, è scattata la segnalazione amministrativa all’Ente previdenziale ai fini della revoca del beneficio. I finanzieri hanno passato in rassegna le posizioni di 154 soggetti, tutti familiari delle persone che avevano presentato la domanda per accedere al beneficio, rilevando l’indebita percezione di somme per oltre 461mila euro.

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Tra i percettori del reddito di cittadinanza, 12 soggetti abituali giocatori sulle piattaforme di gioco on-line. Uno di loro, percettore di reddito di cittadinanza tra aprile 2019 e novembre 2020 per circa 22 mila euro, è risultato aver realizzato nello stesso periodo vincite al gioco per circa 400 mila euro. A Pozzallo, i finanzieri hanno individuato quale indebito percettore del beneficio un nucleo familiare, in cui tutti i componenti risultavano giocatori abituali su piattaforme digitali, arrivando addirittura a vincere sui propri conti di gioco più di 140mila euro.

Altri 11 indebiti percettori del reddito di cittadinanza della Provincia sono stati segnalati dai militari in quanto avevano “dimenticato” di comunicare all’Inps il possesso di beni immobili di valore nettamente superiore al limite massimo previsto dalla normativa vigente per accedere al beneficio, mentre altri 4 soggetti sono stati denunciati in quanto avevano omesso di autocertificare l’acquisto di autoveicoli e motoveicoli di cilindrata superiore ai limiti consentiti. A Vittoria, la tenenza di Modica ha individuato 9 soggetti che sono riusciti ad ottenere il sussidio indicando nella domanda la presenza all’interno dei propri nuclei familiari di soggetti conviventi che in realtà erano in carcere.
(Adnkronos)

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