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Morto icona jazz Freddy Cole, fratello di Nat “King”

Sabato scorso ad Atlanta, all'età di 88 anni. La causa della morte è legata a complicazioni di disturbi cardiovascolari di cui soffriva

Tempo di lettura: 2 minuti

Atlanta, 29 giu. – Il grande pianista e cantante jazz Freddy Cole, fratello minore di Nat “King” Cole, è morto sabato ad Atlanta, all’età di 88 anni. La causa della morte è legata a complicazioni di disturbi cardiovascolari di cui soffriva, ha spiegato al ‘Washington Post’ la sua manager, Suzi Reynolds.

Freddy Cole, aveva iniziato la sua carriera all’ombra del suo famoso fratello, figura imponente nel jazz e nella musica popolare, con cui si era esibito a lungo. Ma ha poi guadagnato un successo individuale – comprese diverse nomination ai Grammy – con la sua carriera solista, spesa tra jazz tradizionale, swing e blues. L’anno scorso aveva
ottenuto una nomination ai Grammy per il miglior album jazz vocale con “My Mood Is You”. “Adoro suonare ovunque possa suonare”, aveva detto Cole all’Atlanta Journal-Constitution in un’intervista del 2014.

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Freddy Cole, nome d’arte di Lionel Frederick Cole, era nato a Chicago il 15 ottobre 1931, fratello dei musicisti Nat King Cole e Ike Cole, nonché il padre di Lionel Cole e zio di Natalie Cole. Ha inciso prevalentemente dischi jazz insieme alla sua formazione Freddy Cole Quartet, con cui ancora oggi si esibisce. I tour di Cole hanno toccato gli Stati Uniti, l’Europa, l’ Estremo Oriente e il Sudamerica.

La sua carriera ha superato il mezzo secolo. Cole è nato da Edward e Paulina Cole, ed è cresciuto con i fratelli Eddie, Ike e Nat King Cole. Ha iniziato a suonare il pianoforte all’età di sei anni, a Chicago, proseguendo poi gli studi musicali presso la Juilliard School of Music a New York.

Cole è considerato uno dei migliori interpreti dell’American Songbook ed una vera icona della canzone afroamericana. Oltre ad essere considerato, insieme a Tony Bennett, uno dei più grandi interpreti vocali del jazz contemporaneo. Nei suoi spettacolI era in grado di spaziare da Broadway al Blues, dai classici di Jermone Kern, Cole Porter, George Gershwin e Duke Ellington, a Lionel Ritchie e Stevie Wonder.
(Adnkronos)

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