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Zes, Ugl Catania: “No al terrorismo mediatico! Sicilia paga ritardi del governo Crocetta”

"Il ministro Provenzano recuperi il tempo perduto per dare all’isola investimenti e lavoro.”

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CATANIA – “Non vi è alcun dubbio che sul tema delle Zone economiche speciali la Sicilia sta pagando oggi a caro prezzo l’inerzia del governo regionale guidato da Rosario Crocetta. E non possiamo che dare atto al presidente della Regione siciliana Nello Musumeci di aver preso subito in mano una situazione in fase di stagno, riuscendo in pochi mesi a portarla a compimento con l’invio della documentazione al Ministero competente per la ratifica. Siamo fiduciosi che adesso il ministro Giuseppe Provenzano, nell’interesse della sua terra, possa far recuperare il tempo perduto qui in Sicilia dagli allora suoi colleghi di schieramento.” A dirlo, senza mezzi termini, è il segretario generale territoriale della Ugl di Catania Giovanni Musumeci, invocando anche tempi rapidi per l’assegnazione delle aree residuali messe a bando due mesi addietro così da completare l’intero percorso. “La Sicilia, ed in particolar modo Catania, attendono con grande interesse l’avvio dei due bacini indicati quali Zes per il rilancio dell’economia e dell’occupazione. Sappiamo bene come sono andate le cose, che ormai appartengono a una triste pagina di storia regionale legata ad una pessima gestione dell’Assessorato regionale delle Attività produttive nell’era Crocetta, ma oggi dobbiamo guardare avanti e spingere al massimo perché la nostra Regione non perda l’opportunità delle Zone economiche speciali. Riteniamo del tutto naturale che Roma abbia dato il via libera a quelle regioni che avevano presentato i progetti prima della Sicilia, ma adesso dal Ministero del Sud ci aspettiamo la giusta accelerazione perché l’isola possa godere di maggiori investimenti e porre un freno alla fuga dei nostri giovani verso il nord d’Italia e d’Europa. Per questo motivo – conclude Musumeci – anche alla luce di alcune dichiarazioni a mezzo stampa che abbiamo letto in questi giorni, diciamo basta alla ridda di voci negative sulle Zes, nonché al terrorismo mediatico, che in questa delicata fase possono contribuire in modo determinante a scoraggiare possibili investitori.”

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