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Roma, 23 ago. (Adnkronos) – “Mentre i bisogni umanitari in Afghanistan aumentano, le capacità di rispondere a queste necessità stanno rapidamente diminuendo. L’Oms e l’Unicef chiedono un accesso immediato e senza ostacoli per consegnare medicinali e altre forniture salva vita a milioni di persone bisognose di aiuto, comprese 300.000 persone sfollate solo negli ultimi due mesi”. E’ quanto si legge in una dichiarazione congiunta del direttore regionale dell’Oms per la regione orientale e mediterranea, Ahmed Al-Mandhari, e del direttore regionale dell’Unicef per l’Asia meridionale, George Laryea-Adjei. “Mentre l’attenzione principale negli ultimi giorni è stata rivolta alle grandi operazioni aeree per l’evacuazione dei cittadini internazionali e degli afghani vulnerabili, le massicce necessità umanitarie che la maggior parte della popolazione deve – e non può – essere trascurata. Anche prima degli eventi delle ultime settimane, l’Afghanistan rappresentava la terza operazione umanitaria più grande del mondo, con oltre 18 milioni di persone che richiedevano assistenza- continuano – L’Oms e l’Unicef sono impegnati a rimanere e a fornire assistenza alla popolazione dell’Afghanistan”.

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“Tuttavia, con nessun aereo commerciale attualmente autorizzato ad atterrare a Kabul, non abbiamo modo di far arrivare gli aiuti nel paese e a chi ne ha bisogno. Altre agenzie umanitarie sono limitate allo stesso modo – affermano – L’Oms e l’Unicef chiedono l’immediata istituzione di un ponte aereo umanitario per la consegna continua e senza ostacoli degli aiuti in Afghanistan. Stiamo anche valutando da vicino con tutti i partner internazionali e delle NazioniUnite le opzioni per accelerare le spedizioni di aiuti”.      “Nei primi giorni delle recenti ostilità, sia l’Oms che l’Unicef – come tutte le altre agenzie delle Nazioni Unite – hanno dato la priorità alla sicurezza del nostro staff. Ma il nostro lavoro è continuato anche quando le ostilità erano al massimo. Rimaniamo impegnati a rimanere in Afghanistan e a fornire, e abbiamo rapidamente cambiato marcia per affrontare i bisogni di milioni di afgani che rimangono nel paese”.

“Il conflitto, lo sfollamento, la siccità e la pandemia da Covid-19 stanno tutti contribuendo ad una situazione complessa e disperata in Afghanistan. Le agenzie umanitarie devono essere sostenute e agevolate per soddisfare le enormi e crescenti necessità in Afghanistan, e assicurarsi che nessuno muoia inutilmente per mancanza di accesso agli aiuti”, concludono.
(Adnkronos)