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Foto archivio

Ragazza morta a Caccamo: gip “gravissimo quadro indiziario a carico del fidanzato”

"Comportamenti fidanzato cozzano con dichiarazioni spontanee" è quello che stato scritto nell'ordinanza di custodia cautelare

Palermo, 29 gen. – “Alla luce dei molteplici elementi emersi non si può che concordare con l’organo dell’accusa relativamente alla sussistenza di un gravissimo quadro indiziario a carico di Pietro Morreale”. Lo scrive il gip di Termini Imerese (Palermo) nell’ordinanza di custodia cautelare a carico del giovane fidanzato di Roberta Siragusa, la ragazza di 17 anni trovata in un burrone la mattina di domenica. Il ragazzo è accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

“I comportamenti dell’indagato cozzano totalmente con le dichiarazioni spontanee con le quali” il fidanzato di Roberta Siragusa, la ragazza di 17 anni uccisa a Caccamo (Palermo)”ha declamato la propria innocenza ‘Non l’ho uccisa’. E soprattutto ciò stride con il quadro gravemente indiziario fin qui emerso”.

E’ quanto scrive il gip di Termini Imerese (Palermo) nell’ordinanza di custodia cautelare a carico di Pietro Morreale, il ragazzo di 19 anni arrestato per l’omicidio della fidanzata.

Dopo la morte della propria fidanzata, Pietro Morreale, tornando a casa avrebbe riferito alla madre, al padre e alla sorella tre differenti versioni sull’accaduto. E’ quanto scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare. “Alla madre che avrebbe riferito che era in intimità con Roberta quando avrebbe prelevato una bottiglia di benzina che era in macchina e si sarebbe data fuoco – scrive il gip – al padre che ciò la ragazza lo avrebbe fatto mentre lui si accendeva una sigaretta e alla sorella che in quel momento stavano litigando e che Roberta si era data fuoco, era rotolata giù dal burrone e lui aveva cercato di ‘spegnerla’”. Inoltre, anche i congiunti del ragazzo sono “incorsi in contraddizioni”.

Dopo la morte di Roberta Siragusa, la ragazza di 7 anni di Caccamo (Palermo), Pietro Morreale, il fidanzato accusato di averla uccisa, ha sistemato la sua cameretta. “La rappresentazione plastica della precisa volontà di inquinamento delle prove è tutta nelle immagini che raffigurano la cameretta dell’indagato”. “La camera è ordinata perfettamente – scrive il gip -nessun oggetto è fuori posto, il letto è rifatto, non ci sono abiti o altro, la scrivania sembra non essere mai stata utilizzata”. Per il gip “tutto ciò contrasta con lo stato di turbamento emotivo e con l’inevitabile trambusto della rivelazione ai genitori finanche di quella verità che essi hanno detto essergli rivelata dal figlio: ‘non l’ho uccisa io, si è data fuoco’”. “Lo choc emotivo che doveva presumibilmente coinvolgere l’intero nucleo familiare è difficilmente conciliabile con il pensiero di rigovernare con incredibile cura la cameretta di Pietro”, dice il gip.

“Quantomeno a livelli gravemente indiziario può ritenersi in questa fase cautelare che Pietro Morreale, mosso da una fortissima gelosia e da un sentimento morboso maturato nei confronti di Roberta, l’abbia uccisa dopo avere comunque tentato un approccio sessuale e poi le abbia dato fuoco e abbandonandola nella scarpata”.
(Adnkronos)

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