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Commissione Sanità: incontro su emergenza Covid fase 2

Il confronto ha evidenziato la necessità di sviluppare e potenziare nella fase due dell'emergenza sanitaria le sinergie tra ospedali, strutture assistenziali per anziani, medici di famiglia

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CATANIA – La fase 2 dell’emergenza Covid-19 è stata al centro dell’ultima seduta della quarta Commissione consiliare, presieduta da Sara Pettinato. I componenti dell’organismo preposto alla Sanità hanno trattato il tema “Medicina legale ed epidemiologia come prevenzione del territorio”, incontrando in videoconferenza Pino Liberti, infettivologo e commissario ad acta per il territorio Asp Catania, Cristoforo Pomara, ordinario di medicina legale dell’Università degli Studi di Catania e componente del Comitato tecnico-scientifico della Regione Sicilia per l’emergenza Covid-19, Nino Rizzo, medico di famiglia a Catania, componente del direttivo della Società scientifica Artemisia e direttore del dipartimento regionale Sanità Sicilia del Codacons.
Il confronto ha evidenziato la necessità di sviluppare e potenziare nella fase due dell’emergenza sanitaria le sinergie tra ospedali, strutture assistenziali per anziani, medici di famiglia.

Lo stretto rapporto tra ospedale e territorio, che nella nuova fase “devono giocare un solo campionato”, è stato rimarcato da Rizzo, che ha anche presentato i risultati di uno studio condotto da febbraio a maggio dai medici di Artemisia in venti comunità alloggio per anziani di Catania, con 369 ospiti. Dall’analisi è emerso come un attento sistema di controllo delle strutture assistenziali abbia permesso di evitare focolai di contagio. Un ruolo di rilievo è stato rivestito dai medici di famiglia. Questi ultimi, ha ribadito Pomara, rappresentano il primo e irrinunciabile filtro per fronteggiare l’epidemia in una vera integrazione e interazione con l’ospedale e devono diventare i registi nella fase 2. L’approccio clinico è tra l’altro determinante e prioritario anche per limitare e indirizzare l’esecuzione dei tamponi.
Particolare attenzione è stata rivolta all’importanza dei test sierologici che consentono, come ha spiegato Liberti, una mappatura epidemiologica della diffusione del virus nelle comunità, mentre i tamponi evidenziano la stato di contagiosità.
“Continueremo a promuovere e incentivare iniziative di confronto e attività di ricerca – ha detto al termine della riunione la presidente Pettinato -nell’interesse primario della salute dei cittadini”.

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