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I sistemi HF costieri del progetto Calypso South a servizio del monitoraggio dell’inquinamento marino

A Pozzallo illustrati i dati sul marine litter del canale di Sicilia e Malta

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I sistemi Hf radar sempre più protagonisti nella “lotta” all’inquinamento marino, una problematica che ha un impatto negativo sui territori che basano il proprio sviluppo socio-economico sul turismo.
Su questo argomento, stamattina, nei locali dello Spazio Cultura Meno Assenza a Pozzallo, sono intervenuti esperti del settore nel corso del seminario dal titolo “Marine litter, micro-plastic and sea pollution: state of the art, perspectives and use of HF radars” organizzato dal Polo Universitario di Trapani dell’Università di Palermo nell’ambito del progetto “Calypso South” – Interreg Italia-Malta.
Dopo i saluti del sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna, sono intervenuti il prof. Aldo Drago dell’Università di Malta (Calypso South Project Leader) e il prof. Giuseppe Ciraolo dell’Università di Palermo (Sicilian Focal Point) che hanno illustrato il progetto “Calypso South” finalizzato, grazie ad un sistema di Hf radar installati a Malta (a Ta’ Barkat e a Ta’ Sopu) e in Sicilia (a Pozzalo e a Marina di Ragusa), di potenziare la sicurezza nel trasporto marittimo nel canale siculo-maltese e di mitigare gli effetti di eventuali sversamenti di idrocarburi a tutela delle coste siciliane e maltesi.
Un progetto realizzato da un partenariato costituito dalle università di Malta, Palermo e Catania (tramite il Cutgana), Transport Malta, Arpa Sicilia e Cnr di Capo Granitola.
A seguire Cecilia Silvestri dell’Ispra è intervenuta sul tema “Transboundary marine litter pollution” evidenziando che «grazie al programma di monitoraggio condotto per l’attuazione della Strategia Marina (Direttiva europea che pone come obiettivo agli Stati membri di raggiungere entro il 2020 il buono stato ambientale per le proprie acque marine) è oggi possibile stabilire la quantità di rifiuti marini nei diversi comparti e i dati relativi al Mediterraneo centrale, dove ricadono la Sicilia e Malta, che hanno evidenziato quantitativi di rifiuti marini leggermente più bassi rispetto al resto del Mediterraneo». «Il monitoraggio ha fatto emergere che su 100 metri di spiaggia ci sono 375 oggetti» ha aggiunto la ricercatrice. «Nei prossimi anni potrebbe aumentare la presenza nel Mediterraneo delle microplastiche derivate dalla frammentazione e degradazione delle macroplastiche – ha sottolineato la dott.ssa Silvestri -. La densità media di micro-particelle rilevata nel Mar Ionio e Mediterraneo centrale è stata di 93.319 micro-particelle per km2, sui fondali marini la presenza dei rifiuti marini è risultata significativa e il valore medio degli oggetti ritrovati per Km2 è stato tra 66 e 99 oggetti. Questo dimostra la natura transfrontaliera della problematica e la necessità di applicare strumenti che combinino il rilevamento dei dati in situ, da remote sensing e l’applicazione di modelli matematici. In questo contesto il progetto Calypso può aiutare a ridurre le lacune conoscitive e permettere ai Paesi che adottano misure per la riduzione e gestione dei rifiuti di conseguire il raggiungimento del buono stato ambientale marino».
Una “linea” suggerita anche da Vincenzo Ruvolo e Salvatore Campanella di Arpa Sicilia che sono intervenuti sul tema “Strategia Marina: il descrittore 10 tra attività di campo e di laboratorio; integrazioni con i dati della rete radar Calypso”.

«Se vogliamo gestire la crescente problematica legata alla presenza di microplastiche che hanno anche il potenziale di immagazzinarsi nella rete trofica, oltre a causare perdite economiche al turismo e alle industrie marittime, dobbiamo prima capire dove si stanno accumulando e perché queste posizioni sono diverse dalle altre che non accumulano grandi quantità di detriti marini – hanno spiegato i due ricercatori di Arpa Sicilia -. L’interpretazione dei dati radar Calypso HF può essere utile per la valutazione della distribuzione di piccoli frammenti di plastica e i possibili processi di trasporto nelle acque costiere e dell’abbondanza di microlitter (plastiche) in ambiente marino oltre allo sviluppo di nuovi parametri che possono portare a una modellazione più accurata e alla gestione in futuro dei processi fisici che influenzano l’accumulo di plastica».
Nel corso del seminario il prof. Giuseppe Ciraolo ha posto l’accento anche «sugli sversamenti di idrocarburi che, nel canale tra la Sicilia e Malta, rappresentano una problematica importante visto l’elevato traffico di navi cisterna che espone l’intera area a un rischio di inquinamento». «In questo contesto la rete di monitoraggio “Calypso”, basata su sistemi Hf costieri, fornisce, grazie al monitoraggio dei campi in 2D delle correnti marine superficiali, una visione di insieme della circolazione marina e rappresenta uno strumento utile per intraprendere azioni mirate di mitigazione degli impatti generati da questi inquinanti» ha concluso il docente dell’Università di Palermo.
A seguire sono intervenuti il comandante della Capitaneria di porto di Pozzallo Pierluigi Milella sul tema “Plastic Free: un impegno costante della Guardia Costiera italiana” e del presidente della sezione di Pozzallo della Lega navale italiana Luigi Tussellino sul tema “La Lega Navale Italiana, quali ruoli per la salvaguardia ambientale marina”.
In chiusura la presentazione a cura della NGO Zibel, Nature Trust and Ambjent Malta “Maltese stakeholders on initiatives related to marine litter and plastics”.

Il progetto Calypso South

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