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Pensionati, Cisl: I Comuni vigilino sulle case di riposo

 

Vigilanza sulle case di riposo, vaccini agli ultra60enni, disabilità, servizi sociali e tariffe elettriche: pensionati e anziani sono i più fragili e i più esposti nella fase d’emergenza che sta attraversando la Sicilia e il territorio etneo che sconta, tra l’altro, un pesante tasso di povertà. Un allarme lanciato da Catania dalla Cisl e dalla Fnp Cisl in occasione dell’esecutivo provinciale del sindacato dei pensionati cislino.

Cisl ed Fnp, per voce dei rispettivi segretari provinciali Maurizio Attanasio e Franco Anello, e dal segretario della Fnp siciliana Alfio Giulio, hanno posto al centro del dibattito dell’assise dei pensionati della Cisl, lo scottante tema del controllo della qualità di vita in cui si ritrovano migliaia di persone anziane “ospiti” delle case di riposo e di tutte le strutture dedicate alla popolazione anziana. L’emergenza sanitaria dettata dalla pandemia ha spesso trascurato altre non meno importanti situazioni che richiedono un più incisivo intervento delle istituzioni, in primis i Comuni.

«Sulle strutture d’accoglienza dell’anziano è necessario che i Comuni esercitino maggiori controlli, sia in avvio sia nel prosieguo dell’attività, al pari di quanto succede con gli asili-nido, perché vengano rispettati i fondamentali diritti della persona, alla salute e alla sicurezza. All’Asp, invece, tocca vigilare sulle loro condizioni igienico-sanitarie».

Infatti in questi ultimi 12 mesi i casi portati alla luce dalle forze dell’ordine conclamano la necessità di normare questo sempre più crescente e spesso vero e proprio “business” che non tiene assolutamente conto della dignità delle persone e ne annulla la loro esistenza, oltre ai casi di maltrattamento di ogni sorta e ai tanti casi di contagio da Covid19.

«La pandemia – sottolineano – ha evidenziato la precarietà della vita umana che negli anziani è ancora più evidente. Così come è diventato ancor più evidente ed emergente – proseguono – il tema della solitudine nella popolazione anziana, tema che richiede adeguate risposte a specifici bisogni psicosociali. Occorre garantire un’assistenza di qualità, multidimensionale e personalizzata, mediante anche la “connessione” con i servizi sociali del territorio, ampliando e integrando l’offerta sociale.

Gli anziani che arrivano nelle strutture residenziali, infatti, sono sempre più persone anziane sole o con una rete familiare molto debole che necessitano di sostegno sociale, di un aiuto nelle autonomie nella vita quotidiana e/o di una protezione abitativa, a dimostrazione del vulnus del nostro sistema sociale che ancora stenta a garantire la diffusione di servizi di vita indipendente o assistita, così come prevede la legislazione europea».

E poi c’è la non autosufficienza che, come evidenziato da Giulio, riguarda tutti, anziani e non. Su tale tema manca ancora una definizione e regolamentazione univoca e armonica che consenta una presa in carico globale della persona. Si tratta di una consistente criticità che a livello nazionale, finalmente, grazie anche all’intensa battaglia del sindacato dei pensionati, può trovare soluzione mediante una legge-quadro, già peraltro incardinata in Parlamento.

Sul versante della legge 328/2000, Cisl e Fnp catanesi hanno auspicato, ancora una volta, l’uniformazione dei servizi prestati dai nove distretti socio-sanitari catanesi. «Troppe disparità di trattamento da un distretto all’altro – hanno denunciato – per prestazioni fornite a macchia di leopardo. Giova ricordare che i distretti oggi con la nuova riforma sono diventati soggetti giuridici e, come tali, assumono gli obblighi derivanti dalla loro funzione. Soggetti fragili, come gli anziani, che non siano soddisfatti dei servizi forniti o se ne vedano privati possono rivalersi».

Attanasio, Anello e Giulio hanno infine sollevato la questione delle tariffe dell’elettricità, destinate a un cospicuo aumento, come annunciato dal governo. «Sarebbe auspicabile – hanno sottolineato – che venisse varato un provvedimento analogo a quanto fatto in Spagna, o comunque sulla componente fiscale pagata dai consumatori del mercato tutelato, come le famiglie, tra cui molti anziani monoreddito.

«Non vorremmo – hanno aggiunto i tre segretari – che, anche in ambito locale, su tale fronte si combatta una battaglia meramente elettoralistica. Ecco perché sollecitiamo, semmai, le amministrazioni comunali e i propri servizi sociali a rivedere i propri regolamenti, per garantire gli indigenti tra le varie misure, ponendo attenzione soprattutto su coloro che hanno redditi sotto o eguale la soglia di povertà, garantendo dignità e sopravvivenza».

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