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Unict: il Senato accademico approva mozione sulla crisi israelo-palestinese

L’Università di Catania esprime profondo sconcerto per il conflitto in atto in Medio Oriente, condivide appieno il documento CRUI del 23 maggio u.s. e aderisce a tutte le azioni in esso contenute.

CATANIA – A seguito di incontri con i rappresentanti degli studenti e delle studentesse negli Organi di governo dell’Ateneo, con i Comitati spontanei di studenti e studentesse e dopo ampia discussione con i membri del Senato accademico, il rettore dell’Università di Catania Francesco Priolo ha proposto oggi al Senato la seguente mozione, che è stata approvata all’unanimità.
«L’Università di Catania esprime profondo sconcerto per il conflitto in atto in Medio Oriente, condivide appieno il documento CRUI del 23 maggio u.s. e aderisce a tutte le azioni in esso contenute.

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In particolare Unict sostiene con forza la “richiesta, ormai pervenuta da più parti, di un’immediata cessazione delle ostilità e del rilascio degli ostaggi sequestrati nel corso del disumano attacco del 7 ottobre. Il massacro di civili che da quella data è stato perpetrato nella Striscia di Gaza e la contemporanea distruzione di tutte le infrastrutture, non ultime le università, hanno ormai superato ogni limite accettabile”. In questo senso, insieme al Presidente Mattarella, l’Università di Catania ribadisce come sia urgente “porre fine alla catena di azioni e reazioni e consentire l’avvio di un processo che ponga termine ai massacri e conduca finalmente a una pace stabile.

 

Unict ricorda ancora come secondo l’art.11 della Costituzione, “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. D’altra parte, sempre in accordo con il documento CRUI, sottolinea come “è nella natura stessa dell’università essere un luogo libero e pacifico, dove il confronto anche aspro di tesi avverse utilizza l’argomentazione razionale, mai la violenza. Ed è quindi compito proprio delle università favorire l’apertura, l’approfondimento, il dibattito e la ricerca di soluzioni per la convivenza civile.

 

 

In considerazione di quanto premesso, l’Università di Catania:

  • condanna il brutale attacco del 7 ottobre e le violenze perpetrate dai terroristi di Hamas contro la popolazione inerme. Allo stesso modo, condanna fermamente le azioni di controffensiva condotte dallo Stato di Israele che stanno portando ad un massacro dei civili, in particolare donne e bambini, provocando la crisi umanitaria in atto;
  • si impegna, in coerenza con la CRUI, a intensificare la propria presenza all’interno del consorzio UNIMED (Mediterranean Universities Union) cui aderiscono anche le Università palestinesi;
  • prosegue, in linea con il documento CRUI, “la collaborazione scientifica con le università straniere di ogni Paese” condividendo appieno il pensiero del Presidente Mattarella quando dice che “le università sono da sempre luogo di libero dibattito, critica e talvolta dissenso del potere. È perciò un male che le università di un Paese vengano isolate, senza rapporti né collaborazioni con gli atenei degli altri Paesi perché questa condizione consente al peggiore dei poteri di controllare le università, di comprimere la cultura e di impedire la sua spinta di libertà.”;
  • ribadisce che in ossequio all’art. 33 della Costituzione italiana, la ricerca e la circolazione delle idee all’interno dell’Università di Catania sono libere;
  • si impegna – nel rispetto dell’art.28 comma 4 del proprio Statuto – a “escludere da ogni accordo negoziale attività che fanno riferimento a tecniche direttamente o indirettamente connesse ad attività di tipo bellico e/o ad alto impatto ambientale”. Verrà pertanto istituita una Commissione che valuti attentamente il rispetto del nostro codice etico e del nostro Statuto nella ricerca e nei rapporti interistituzionali;
  • si impegna, coerentemente con le azioni intraprese in relazione ad altri conflitti, a destinare risorse finalizzate all’accoglienza di docenti, studenti e studentesse delle Università palestinesi distrutte a causa del conflitto e a tal proposito si propone di stanziare sin da subito 100.000 Euro a tale scopo».

 

 

 

In risposta a specifiche richieste di studenti e studentesse, il rettore Priolo ha precisato inoltre:

  • che i testi degli accordi di cooperazione internazionale con altri atenei, presenti nel sito internet dell’Università, saranno resi disponibili entro breve tempo e sarà dato mandato agli uffici di uniformare le modalità di rinnovo degli accordi, in modo che non sia più previsto il rinnovo automatico;
  • che le aule dell’ateneo sono e rimarranno sempre aperte per ospitare confronti di natura didattica e scientifica, entro i termini stabiliti dal regolamento per l’utilizzo delle stesse;
  • che a seguito di una ricognizione dei progetti, non risulta nessuna richiesta di partecipazione al bando 2024 Maeci/Crui di cooperazione con Israele.

 

 

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