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Malattie dell’apparato respiratorio, ricercatori e studiosi a confronto a Erice

Tenutasi dal 9 al 12 dicembre, nei locali della Fondazione “Ettore Majorana” e del “Centro per la Cultura Scientifica” (Emfcsf) di Erice (Tp), la III edizione del Summit internazionale biennale per le Malattie interstiziali del Polmone

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ERICE (TP) – Si è svolta dal 9 al 12 dicembre, nei locali della Fondazione “Ettore Majorana” e del “Centro per la Cultura Scientifica” (Emfcsf) di Erice (Tp), la III edizione del Summit internazionale biennale per le Malattie interstiziali del Polmone, organizzato, come le precedenti edizioni, dal prof. Carlo Vancheri, ordinario di Malattie dell’apparato respiratorio nel dipartimento di Medicina clinica e sperimentale (Medclin) dell’Università di Catania e responsabile dell’Unità operativa e del Centro di riferimento per le Malattie rare dell’apparato respiratorio nell’Azienza ospedaliero-universitaria “Policlinico-San Marco” di Catania.

Per quest’edizione, il gruppo di esperti che ha organizzato l’evento, si è avvalso anche della collaborazione di due colleghi, Luca Richeldi di Roma e Athol Umfrey Wells di Londra. Anche quest’anno, il summit ha avuto luogo all’interno dei locali di uno dei quattro complessi monastici del Centro di Cultura scientifica di Erice, che dal 1962 hanno ospitato oltre 127 scuole internazionali in tutti i campi della scienza, alle quali hanno partecipato 49 premi Nobel e 76 studiosi che hanno poi ricevuto il Premio Nobel durante la loro carriera.

Numerosi gli ospiti che hanno partecipato al summit, provenienti dalle principali università Italiane e dai Centri universitari per le Malattie rare del polmone di Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Olanda, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, e Turchia.
Le sessioni plenarie e le numerose riunioni dei gruppi di ricerca interdisciplinari internazionali, durante i tre giorni e mezzo del summit, hanno visto protagonisti gli scienziati italiani e stranieri, impegnati in letture plenarie e meeting durante i quali sono stati condivisi i progetti in corso in Europa e America. Gli studiosi e gli studenti, i dottorandi e i post-doc coinvolti nei gruppi traslazionali di ricerca di base, clinica e terapeutica, hanno avuto modo di confrontarsi e, ancora una volta, come già accaduto nelle precedenti edizioni, ritornare nelle proprie sedi di lavoro, con un bagaglio di nuove idee, di progetti conclusi e di progetti aperti e incrociati.

Come da tradizione consolidata all’interno dei gruppi di lavoro e della Società per lo studio delle interstiziopatie polmonari, ogni partecipante ha avuto la possibilità di intervenire e di interagire con esperti in vari settori delle malattie polmonari, quali ricercatori e scienziati di base, clinici, radiologi, e altri esperti di patologie respiratorie. I ruoli peculiari dei protagonisti di questo summit comprendono le attività di moderatori, “Debaters”, “Discussants”, “Reporters” e “Writers”, cioè coloro che, prendono nota di quanto detto durante le sessioni di discussione e condivisione di progetti, lo traducono poi in reports e messaggi per la comunità scientifica.

L’esperienza internazionale del prof. Vancheri, nell’avere ideato, coordinato e organizzato questa enorme rete nazionale e internazionale di esperti di Malattie dell’apparato respiratorio e di Malattie rare del polmone, ha permesso, anche quest’anno, un confronto molto importante, favorito da un’alta partecipazione al summit. Il prof. Vancheri, che da anni dirige l’Unità di malattie rare del polmone, è tra i pochi a far parte, da numerosi anni, della Rete europea per le malattie rare dell’apparato respiratorio (European Rare Network/Ern), riconoscimento che egli ha ottenuto grazie al lungo lavoro e alla stima che gode in campo nazionale e internazionale da parte delle persone che soffrono di queste patologie e dai numerosi colleghi italiani e stranieri. Ciò è testimoniato dagli innumerevoli studi clinici e protocolli internazionali di cura (consolidati e sperimentali) con nuovi farmaci, che vengono attuati dal prof. Vancheri e dai suoi collaboratori nelle strutture cliniche e di terapia dell’Ateneo di Catania.

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