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Il team Eco-Hybrid Katane presenta “Vulcan-Fury”

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Cittadella universitaria, anche il presidente della Regione Musumeci alla presentazione del prototipo di auto ibrida che parteciperà alla “Shell Eco Marathon”

CATANIA – L’hanno denominata “Vulcan-Fury”, il prototipo di auto ibrida del futuro che potrebbe rivoluzionare la mobilità sostenibile, soprattutto nelle aree urbane. A realizzarla il team etneo “Eco Hybrid Katane” composto da 30 studenti dei dipartimenti di Ingegneria dell’Università di Catania dopo quattro anni di progettazione e sviluppo.
“Vulcan-Fury” – come ha spiegato il team manager Antonio Gurgone – è una «monoposto a trazione interamente elettrica che può arrivare fino a un massimo di 62 chilometri all’ora grazie al sistema di alimentazione “Ibrido Serie”, una tecnologia che trasforma l’energia meccanica di un motore a combustione interna in elettricità immagazzinata in super condensatori».
Il progetto è stato finanziato dall’Università di Catania, l’unico ateneo in tutto il mondo ad avere sviluppato questa tecnologia che consente alla vettura – finalizzata all’utilizzo urbano con tergicristalli, sospensioni, freni a disco e sistemi di sicurezza – di percorrere tra i 100 e i 300 chilometri con un litro di benzina.
Il prototipo è stato presentato stamattina nell’aula magna dell’Edificio della Didattica della Cittadella universitaria dal prof. Rosario Lanzafame, responsabile scientifico del progetto, dal team manager Antonio Gurgone, dal technical manager Giuseppe Faranda e dal presidente di Futuro Solare onlus Enzo Di Bella ed è ormai pronto per approdare al Queen Elizabeth Park di Londra dove nel mese di luglio si svolgerà la “Shell EcoMarathon Europe”, la manifestazione internazionale che prevede la partecipazione di 300 squadre “universitarie” provenienti da tutto il mondo.
Presenti anche il presidente della Regione, Nello Musumeci, il direttore generale dell’Università di Catania, Candeloro Bellantoni, il direttore del Dipartimento di Ingegneria civile e architettura, prof. Enrico Foti, il direttore del Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Elettronica e Informatica, prof. Giovanni Muscato, il presidente del corso di laurea magistrale in Ingegneria meccanica, prof. Rosario Sinatra, e il deputato regionale Luca Sammartino, presidente della V Commissione Cultura, Formazione e Lavoro all’Ars.
E proprio Musumeci, nel corso del suo intervento, alla presenza di numerosi studenti dell’Istituto Tecnico Aeronautico “Ferrarin” di Catania, ha mostrato il proprio apprezzamento nei confronti del «team che, con la consulenza dei docenti dell’Università di Catania, è riuscito a mettere su su un’idea innovativa, l’auto elettrica che rappresenta un primo concreto passo, oltre che la testimonianza di quanto sia importante riuscire a valorizzare maggiormente i nostri atenei e metterli in sintonia col sistema delle imprese e del mondo del lavoro». «Non è vero che i nostri atenei non possano competere con le altre università italiane – ha aggiunto Musumeci -. La Regione è intervenuta finanziando borse di studio, dottorandi, con una nuova legge sul diritto allo studio e sul trasporto affinché gli studenti migrati fuori dalla Sicilia ritornino nei nostri atenei, perché perderli sarebbe un grave danno per la nostra terra».
Il presidente della Regione, inoltre, ha aggiunto che «nei giorni scorsi ha chiesto ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico di riqualificare il sito industriale di Termini Imerese, area d’eccellenza per la produzione di automobili naufragata dopo 40 anni di presenza della Fiat». «Ho chiesto di destinarlo alla produzione di auto elettriche che saranno le protagoniste del nostro prossimo futuro, un’industria leggera, compatibile con l’ambiente e con un alto tasso occupazionale – ha aggiunto Musumeci -. Da parte del governo regionale ancora un apprezzamento ai giovani studenti dell’Università di Catania che hanno dimostrato con la loro tenacia e competenza di poter essere all’avanguardia nel mondo della ricerca e della sperimentazione».
Parole riprese anche dal prof. Lanzafame che ha sottolineato come «i nostri studenti abbiano competenze tecnico-scientifiche non inferiori a quelle di nessun altro e lo dimostra il fatto che, nonostante le poche risorse, l’Ateneo di Catania è uno dei quattro team italiani che parteciperanno Shell EcoMarathon Europe».
Un’iniziativa che, come ha evidenziato il direttore generale dell’Ateneo, dott. Bellantoni, «l’Università ha finanziato perché in linea con le nostre strategie di mobilità sostenibile che stiamo perseguendo da tempo insieme con una serie di servizi rivolti agli studenti come il trasporto gratuito sui mezzi pubblici, le case dell’acqua al fine di non utilizzare più le bottiglie di plastica o gli sconti per le iniziative culturali e artistiche della nostra città».
Nel corso della cerimonia il direttore del dipartimento di Ingegneria civile e Architettura, prof. Enrico Foti, ha rilevato «l’importanza dell’iniziativa che mette insieme le attività dell’Ateneo nel campo della didattica, ricerca e terza missione e le imprese», mentre il direttore del dipartimento di Ingegneria elettrica, elettronica e informatica, prof. Giovanni Muscato, ha puntato l’attenzione «sul lavoro in team dei dipartimenti di Ingegneria dell’Ateneo di Catania con la speranza di un maggior coinvolgimento di tutti in attività sempre più concrete per il nostro futuro».
In chiusura il presidente del corso di laurea magistrale in Ingegneria meccanica, prof. Rosario Sinatra, si è congratulato con gli studenti «veri protagonisti di questa iniziativa che rappresenta il frutto del lavoro in aula e nei laboratori del nostro ateneo sempre più impegnato nel migliorare la propria presenza in campo internazionale», mentre il team manager Antonio Gurgone ha ringraziato «le istituzioni che da tre anni sostengono quest’avventura che consentirà di far crescere gli studenti che vi partecipano a testimonianza dell’eccellenze che rappresentano in Italia e all’estero» e ha chiesto «un sostegno maggiore da parte delle istituzioni alla ricerca e alla formazione in questo settore che potrebbe rappresentare il futuro dei giovani siciliani».