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CEASEFIRE: primo studio al mondo comparato sui prodotti alternativi al fumo di sigaretta

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Catania e del Centro di Ricerca CoEHAR ha condotto il primo studio al mondo per valutare i prodotti alternativi al fumo di sigaretta

Affrontare la dipendenza e l’attaccamento alla sigaretta è una delle sfide più difficili per un fumatore: la gratificazione psicofisica, la ritualistica e la gestualità dell’accendersi una sigaretta rendono la scelta di smettere estremamente difficile da raggiungere e mantenere.

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Non solo, i tassi di ricaduta dipingono un quadro scoraggiante: l’80% di chi prova a dire addio al fumo senza alcun tipo di supporto ritorna a fumare dopo il primo mese, una percentuale che scende al 50% per chi invece è assistito con percorsi e trattamenti specifici.

I prodotti a tabacco riscaldato e le sigarette elettroniche di nuova generazione rappresentano una classe di prodotti emergente, le cui possibilità in campo di supporto ai fumatori, soprattutto se non motivati a smettere, sono incoraggianti, ma i dubbi sull’efficacia e la sicurezza di questi strumenti a volte impediscono ai tabagisti di compiere un passo definitivo fuori dalla dipendenza, mettendo a rischio la propria salute. Per fornire risposte scientifiche chiare e complete, un gruppo di ricercatori dell’Università di Catania e del Centro di Ricerca CoEHAR ha deciso di rispondere a questi interrogativi conducendo il primo studio al mondo a valutare questi prodotti alternativi al fumo di sigaretta, comparandone efficacia, tollerabilità e sicurezza di, in un gruppo di 220 fumatori che non avevano intenzione di smettere.

Lo studio intitolato “Comparing Effectiveness, tolerability, and Acceptability of Heated Tobacco ProductS vs. refillable Electronic cigarettes For cIgaREttes substitution: CEASEFIRE randomized controlled trial” è iniziato nel 2018 su iniziativa del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Ateneo catanese, e negli anni ha coinvolto vari ricercatori appartenenti al Centro di Ricerca CoEHAR. Conclusosi nel 2022, lo studio ha valutato i tassi di astinenza e di riduzione del numero di sigarette fumate all’interno di un percorso di switching assistito, basato sull’esperienza di professionisti della riduzione del danno e del counseling psicologico motivazionale.

Oltre il 95% dei partecipanti ha completato gli step previsti dallo studio nel corso di dodici settimane. Conferme anche sulla riduzione del numero di sigarette fumate: percentuale diminuita di almeno il 50% rispetto a quanto dichiarato dai partecipanti all’inizio dello studio (46,4% per il gruppo che ha utilizzato i prodotti a tabacco riscaldato e 39.3% per quello delle e-cig).

“Fornendo ai partecipanti un approccio combinato di supporto psicologico motivazionale minimo e prodotti tecnologicamente innovativi ma facili da usare, abbiamo confermato per la prima volta in un trial randomizzato l’efficacia dei prodotti senza combustione nell’aiutare i fumatori non motivati a smettere e confermato, a distanza di 10 anni, quanto il nostro gruppo di ricerca aveva mostrato con il primo studio al mondo su efficacia e tollerabilità delle sigarette elettroniche attraverso il glorioso studio ECLAT” – ha dichiarato il prof. Pasquale Caponnetto, professore di psicologia clinica del Dipartimento di Scienze della Formazione di Catania e membro del CoEHAR.

Lo studio dimostra che un’esperienza psicosensoriale positiva, attraverso strumenti che mimano la gestualità e la ritualità del fumo di sigaretta e che risultino piacevoli sia al tatto che al gusto, aumenta l’efficacia dei percorsi di cessazione. Un’attestazione, inoltre, della teoria per cui questi strumenti siano validi alleati per le strategie di riduzione del danno.

“Abbiamo osservato un miglioramento nella resistenza allo sforzo fisico nei partecipanti allo studio rispetto ai livelli iniziali, infatti molti pazienti già dal primo mese dichiaravano di avere più fiato e di provare meno fatica nelle piccole ma importanti attività quotidiane come fare le scale o le faccende domestiche” ha commentato il prof. Davide Campagna, ricercatore di Medicina Interna presso il Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Catania e membro del CoEHAR.

LO STUDIO

I ricercatori dell’Ateneo catanese hanno arruolato 220 fumatori che fumavano più di dieci sigarette al giorno e che non avevano intenzione di smettere, e li hanno divisi in due gruppi in maniera randomizzata: nel primo gruppo, 110 fumatori passavano all’uso di prodotti a tabacco riscaldato; nel secondo gruppo, i restanti 110 passavano all’uso di sigarette elettroniche, L’età media dei partecipanti era di 41 anni, e circa il 57.3% erano uomini, con un passato di fumatori da almeno un pacchetto al giorno e in media due tentativi di cessazione falliti alle spalle.

Lo studio ha avuto una durata di dodici settimane complessive più un follow up a 6 mesi. Ai partecipanti è stata data la possibilità di scegliere tra 3 diversi aromi per prodotto, offrendo anche un supporto professionale durante tutta la durata dello studio.

Tra gli elementi che hanno favorito queste alte percentuali di successo, sono da annoverare le caratteristiche dei prodotti di alta qualità, l’assistenza offerta da professionisti della cessazione e della riduzione del danno, la fornitura di prodotti dalle caratteristiche accattivanti e soddisfacenti, la percezione che questi fossero meno dannosi del fumo convenzionale e la gestualità simile al fumo di sigaretta.

Gli stessi fattori sono anche alla base del progressivo abbandono dell’uso duale, ossia uso combinato di sigaretta elettronica o prodotto a tabacco riscaldato e sigaretta convenzionale, a favore di un uso esclusivo di sola sigaretta elettronica o prodotto a tabacco riscaldato o nessun uso di alcun prodotto.

 

“I dati confermano l’efficacia e la tollerabilità delle sigarette elettroniche e dei prodotti a tabacco riscaldato per i fumatori che non intendono smettere. Ulteriori dati di approfondimento saranno pubblicati nei prossimi mesi.” – ha concluso il Principal Investigator del progetto, prof.ssa Maria Signorelli, associato di Psichiatria presso il Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Catania e membro del CoEHAR.

Foto: prof. Pasquale Caponnetto

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