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Biodiversità siculo-maltese a rischio, un progetto europeo per contrastare le specie aliene

Continuano le azioni del progetto “Fast” che vede coinvolto il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’ateneo catanese

Contrastare l’introduzione, la naturalizzazione e la diffusione di specie esotiche invasive che danneggiano la biodiversità in Sicilia e nell’arcipelago maltese grazie alla collaborazione di vari prestigiosi partner siciliani e maltesi fra cui l’Università di Catania e l’Università di Malta.
Sono gli obiettivi del progetto “Fast – Fight Alien Species Transborder, nell’ambito dell’Interreg V-A Italia-Malta 2014-2020, che in linea con la strategia dell’Unione Europea, ha avviato una serie di azioni per affrontare la perdita di biodiversità e il degrado dei servizi ecosistemici, nonché il loro ripristino, entro i limiti possibili, sul territorio dell’Ue.
Tra queste è stata già avviata l’indagine sulla vegetazione aliena utilizzando un drone all’interno di un sito di intervento Natura 2000 maltese in collaborazione col partner “The Plant Protection Directorate” e anche un intervento di intrappolamento di calabroni orientali (Vespa orientalis) a Malta in sinergia con il prof. Denis Jaffrè dell’Università di Parigi.
«Sebbene questa specie sia presente da tempo nelle isole maltesi, dall’anno scorso è diventata anche un alieno in Francia – spiega il prof. Giorgio Sabella, del Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Università di Catania, responsabile scientifico del progetto di cui l’ateneo catanese è capofila del partenariato -. La ricerca sul suo comportamento sarà utilizzata per limitarne la proliferazione in Francia e nel resto d’Europa».

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Sono state svolte, inoltre, numerose attività di comunicazione rivolte ai docenti italiani di scienze dell’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali, conferenze in occasione della Giornata della Biodiversità in numerose scuole secondarie catanesi e anche al “Malta AgriFair 2022”, evento pubblico visitato da diverse migliaia di partecipanti, in cui sono stati discussi gli scopi e gli obiettivi del progetto.
Nei giorni scorsi si è tenuto a Malta un workshop formativo dedicato a gestori di riserve naturali con seminari e attività in campo.
«Le invasioni biologiche sono attualmente il secondo fattore più importante che minaccia la biodiversità, uno degli obiettivi di questo progetto è proprio quello di combattere tali introduzioni accidentali, la naturalizzazione di specie esotiche invasive e patogeni vegetali dannosi per le piante indigene – aggiunge il prof. Giorgio Sabella, presente a Malta insieme con il prof. Oscar Lisi, responsabile della comunicazione per il progetto -. È più evidente che mai che la questione degli IAS deve essere affrontata su larga scala e utilizzando metodologie comuni nelle zone transfrontaliere. Ciò è di particolare rilevanza per facilitare lo scambio di informazioni all’interno dei territori collegati e richiede azioni tempestive e urgenti».

 

Le Azioni per il controllo/eradicazione e il ripristino sono in corso nelle aree protette della rete Natura 2000 Oasi del Simeto, Fiume Fiumefreddo, Macchia Foresta del Fiume Irminio e Pineta di Vittoria in Sicilia e L-Inħawi tal-Buskett u tal-Girgenti, L-Inħawi tax-Xlendi u tà Wied Kantra e Il-Magħluq ta’ Marsaskala a Malta.
I risultati del progetto saranno presentati ai referenti delle istituzioni e agli stakeholders il prossimo 1° luglio nella Sala Erin Serracino Inglott dell’Università di Malta.
Apriranno i lavori il prof. Joseph Cacciatolo (prorettore per gli Affari Accademici dell’Università di Malta) e il prof. Giorgio Sabella dell’Università di Catania.
A seguire interverranno il prof. David Mifsud, Project Manager per Fast per l’Università di Malta, Sharlo Camilleri, segretario permanente del Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dei Diritti degli Animali, Umberto Troja della Città Metropolitana di Catania e Roberto Cundari del Libero Consorzio Comunale di Ragusa.

I risultati finora raggiunti saranno presentati dai docenti Vera D’Urso, Oscar Lisi e Pietro Minissale (Università di Catania), Gaetano Torrisi (Città Metropolitana di Catania), Maria Di Maio (Libero Consorzio Comunale di Ragusa), Immanuel Grima (Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dei Diritti degli Animali) e dal prof. D. Mifsud e dai dott. Simone Cutajar, Stephen Mifsud, Thomas Cassar e Arthur Lamoliere (Università di Malta).

L’ evento è aperto a tutti. Per registrarsi, cliccare sul link:
https://www.eventbrite.com/e/fast-project-intermediate-event-evento-intermedio-tickets-337287856057

Per informazioni e aggiornamenti sull’evento e sul progetto:
Sito web: fast.unict.it

 

 

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