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Domenica 2 aprile visite alla dimora nobiliare di Palazzo Francavilla

PALERMO – Insieme alla cooperativa turistica Terradamare sarà possibile ammirare una delle strutture nobiliari più interessanti del panorama artistico siciliano; il cui ingresso si trova nell’attuale via Ruggero Settimo e si affaccia su Piazza Verdi, a fianco al tempio lirico della città, l’imponente Teatro Massimo. Luogo emblematico di una città che si trasforma, esce dalle sue mura, divenendo eterea e immensa.
Le visite si svolgeranno all’interno dei suoi tanti saloli, la splendida biblioteca Liberty, il giardino d’inverno capolavoro di Giuseppe Enea, tra mobili Ducrot le lettighe del Settecento e dell’Ottocento, pregiati arredi, opere del Patania, ceramiche di Capodimonte, scenografici lampadari.

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Palazzo Francavilla, via Ruggero Settimo 8, Palermo
Turni disponibili: uno ogni ora dalle 10 alle 20
Durata visita: un’ora. Ticket: € 15 (bimbi 5/10 anni €8)
Prenotazione obbligatoria. Info: 320.7672134 – 347.8948459 [email protected]https://terradamare.org/visite-palazzo-francavilla/

 

Palazzo Francavilla sorgeva nel 1783, in una città oggi inimmaginabile, in quella che era la campagna palermitana; acquistato poi nel 1801 da Saverio Oneto e Gravina Duca di Sperlinga.
La dimora ebbe grandi vantaggi dall’ampliamento della città avvenuto nel 1778, divenendo, così, da modesta abitazione di campagna, una delle strutture nobiliari più interessanti del panorama artistico siciliano.
Il suo ingresso si trova nell’attuale via Ruggero Settimo e si affaccia su Piazza Verdi, a fianco al tempio lirico della città, l’imponente Teatro Massimo.
Nel 1893 Luigi Majorca e Mortillaro Conte di Francavilla erede dei Duchi di Sperlinga incaricò il Basile di riformulare il palazzo, seguendo i canoni del tempo.
Si impegnò, quindi, a ridisegnare la facciata e i due grandi atri, disegnò i mobili della sala d’ingresso e le vetrine dove sono esposti i vestiti delle dame e dei nobiluomini della famiglia.
Vi collaborarono anche artisti come Rocco Lentini, che inserì, nel salone che fungeva da sala da ballo, una fascia di medaglioni di teste muliebri e maschili; Luigi Di Giovanni, con pitture di paesaggio e Giuseppe Enea con diversi affreschi. Al suo interno si trovano anche i mobili della ditta Ducrot, le lettighe del Settecento e dell’Ottocento, pregiati arredi, opere del Patania, trionfali monetari, vasi giapponesi, ceramiche di Capodimonte, scenografici lampadari.
Percorrendo il piano nobile, ci si lascia avvolgere immediatamente dal calore della biblioteca, splendido esempio di arte liberty, scrigno nel quale sono raccolti ex libris, dove sono incise le armi dei Duchi di Sperlinga e dei Marchesi di Villarena, con dettagli eleganti e raffinati.

 

Luogo in cui respirare decisamente un’atmosfera da favola, incantarsi dalla meraviglia dei colori leggiadri, è il giardino d’inverno, decorato interamente a trompe l’oeil, dando, così, l’illusione di trovarsi in un lussureggiante giardino della flora mediterranea, capolavoro di Giuseppe Enea.
Il susseguirsi dei saloni, le loro delicate caratteristiche ornamentali variegate, sono l’emblema di una città che si trasforma, che omaggia la natura, attraverso decorazioni floreali, tralci che si nascondono tra i dettagli di splendidi manufatti, di una città che esce dalle sue mura, divenendo eterea e immensa.

 

 

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