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Feduf, educazione finanziaria e al risparmio fondamentale per ripartire

Feduf, educazione finanziaria e al risparmio fondamentale per ripartire

ROMA (ITALPRESS) – Cittadinanza economica, sviluppo sostenibile e circolarità sono stati i temi al centro della prima Assemblea pubblica di FEduF, Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio. L’evento, che ha rappresentato un’occasione di confronto e riflessione, si è svolto in modalità digitale.
“Il cambiamento è l’eredità che questo periodo ci lascia”, ha affermato Stefano Lucchini, presidente di FEduF. Per Lucchini, di fronte alle difficoltà della pandemia, “nella piattaforma della ripartenza deve avere un ruolo importante e vitale, più di quanto siamo riusciti a fare prima, anche l’educazione finanziaria e al risparmio. Sta a noi – ha spiegato – trasformare la consapevolezza di un ruolo in programma operativo che si integri con le sfide che il governo Draghi ha posto sul tavolo nella seconda ricostruzione italiana e le supporti perchè l’educazione finanziaria per i giovani e meno giovani, alla vigilia dell’avvento ad esempio delle valute digitali, è l’equivalente della lingua italiana che a suo tempo fu insegnata dal maestro Manzi all’indomani della ricostruzione post-bellica. Nessuno nè a parole nè nei fatti – ha proseguito – può negare o contestare la necessità dell’educazione finanziaria come fattore trasversale di crescita sia del vecchio mondo analogico sia del nuovo mondo digitale”. Per Lucchini, quindi, “siamo davanti a un’occasione unica di crescita e sviluppo con condizioni irripetibili” e “la Feduf deve fare per intero la sua parte e inserirsi tra i protagonisti di questa fase decisiva”.
Tra gli obiettivi della Fondazione creata da ABI, c’è anche la diffusione di competenze di cittadinanza economica nelle scuole italiane, per sviluppare la consapevolezza dell’importanza dell’uso del denaro sin dall’infanzia e in stretto collegamento con i valori della sostenibilità.
Per Antonio Patuelli, presidente di ABI, l’idea della “seconda ricostruzione” rappresenta “un principio molto giusto”. “Dobbiamo perseguire – ha spiegato – un nuovo boom economico, un nuovo miracolo economico. Se 70 anni fa il piano Marshall ne fu un presupposto, ora il Recovery ne è il nuovo moltiplicatore, molto più solido dimensionalmente e non finalizzato all’alimentazione com’era il piano Marshall. Ora invece abbiamo la necessità di investimenti”, ha aggiunto, parlando anche di quelli “in educazione, in crescita morale, civile e sociale e a questo fine l’educazione al risparmio è fondamentale”.
Secondo la ricerca realizzata dal Museo del Risparmio di Intesa Sanpaolo, i giovani tra i 13 e i 18 anni sono sempre più attenti al tema sostenibilità, intesa con un significato più ampio che comprende anche il punto di vista economico. In base allo studio, oltre l’85% dei giovani intervistati dichiara di pensare abitualmente a come gestire il proprio denaro e circa tre giovani su quattro ammettono di risparmiare denaro in vista della realizzazione di un progetto personale. Emerge, quindi, che i giovani attenti all’ambiente sono anche attenti all’uso del denaro e, viceversa, coloro che mostrano una gestione matura delle risorse sono anche più impegnati nella difesa dell’ambiente.
Durante l’evento online, Andrew Morlet, ceo The Ellen MacArthur Foundation, da parte sua, ha sottolineato come l’economia circolare sia “da molti punti di vista un modello economico per la prosperità nel lungo termine” e ha ricordato le “opportunità che abbiamo davanti per fare in modo che ci sia un nuovo stimolo per l’economia”.
“Le crisi economiche e finanziarie – ha detto Annamaria Lusardi, direttrice del Comitato per il coordinamento dell’educazione finanziaria – aiutano molto l’educazione finanziaria, che però non è una risposta alla crisi ma al mondo che cambia. Le crisi rendono l’educazione finanziaria più urgente perchè rendono evidenti a tutti i costi della scarsa conoscenza finanziaria”. “Crediamo che sia venuto il momento di investire sui giovani – ha poi aggiunto – e dobbiamo farlo partendo dalla scuola perchè solo la scuola può raggiungere tutti gli studenti e ridurre le differenze che esistono”.
(ITALPRESS).

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