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Teatro Massimo città di Siracusa, 2 e 3 marzo: La lupa di G. Verga, regia di Donatella Finocchiaro

Coprodotto dal Teatro Stabile di Catania e dal Teatro della Città – Centro di Produzionale Teatrale, La Lupa di Giovanni Verga, per la regia di Donatella Finocchiaro con il progetto drammaturgico e la collaborazione alla regia di Luana Rondinelli

Coprodotto dal Teatro Stabile di Catania e dal Teatro della Città – Centro di Produzionale Teatrale, La Lupa di Giovanni Verga, per la regia di Donatella Finocchiaro con il progetto drammaturgico e la collaborazione alla regia di Luana Rondinelli e i movimenti di scena di Sabino Civilleri arriva sabato 2 (ore 21) e domenica 3 (ore17,30) al Teatro Massino Città di Siracusa.
Quella che arriva in scena con questa produzione, quindi, è una Gna Pina libera, rivoluzionaria e che si batte contro il concetto di vergogna e per affermare la propria condizione di donna autodeterminata.

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“La mia Lupa – dice Donatella Finocchiaro – è la donna che non si vergogna della sua sensualità e viene per questo additata dal contesto sociale perché libera, strana, diversa. Lei, che di quella tentazione amorosa e carnale per Nanni si considerava la vittima e che, in fondo, Nanni considera carnefice perché non riesce a liberarsi dalla sua tentazione. Il gioco tra vittima e carnefice è un gioco al massacro. Insieme vivono nel “peccato”, e nella follia. Forse solo la morte potrà salvarli”.
Nel testo, viene quindi amplificato il punto di vista della donna e della possibilità di vivere la propria vita sentimentale e sessuale liberamente, a dispetto di un ambiente retrogrado sempre pronto a puntare il dito contro quello che succede nelle vite e nelle case degli altri. Una lettura al femminile, quindi che esalta alcuni aspetti dell’opera verghiana.

 

“E’ una Lupa tridimensionale – spiega Luana Rondinelli – in cui abbiamo dato spessore ai personaggi e soprattutto a Gna Pina con il suo carattere rivoluzionario e libero. Donatella ha voluto sottolineare questo aspetto anche con un’ambientazione diversa, spostata in avanti, ovvero nella campagna siciliana degli anni ’50, quando la rivoluzione femminile e la libertà sessuale era ormai alle porte. L’idea è quella che passionalità e alchimia siano cose naturali per qualunque essere umano e quindi anche per le donne”.

 

 

Sarà interessante vedere una delle novelle più coinvolgenti della produzione verghiana rilette scenicamente dalla Finocchiaro insieme a Bruno Di Chiara (Nanni Lasca), Chiara Stassi (Mara) e con Ivan Giambirtone (Malerba), Cosimo Coltraro (Janu/Prete), Alice Ferlito (Filomena), Laura Giordani (Prefica), Raniela Ragonese (Nela), Giorgia D’acquisto (Rosa), Federica D’Amore (Lia), Roberta Amato (Grazia), Giuseppe Innocente (Bruno), Gianmarco Arcadipane (Cardillo).

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