Sicilia Report
Direttore Paolo Zerbo
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Banned Theatre presenta “Storia di una capinera”, in scena a Segesta e a Catania

Il debutto il 21 agosto, alle ore 19.45 al Teatro Antico di Segesta e di nuovo in scena a Catania il 7 settembre alle ore 21.00 al Cortile del Palazzo della Cultura. Con Giovanna Criscuolo, Micaela De Grandi, Valentina Ferrante, Federico Fiorenza e Massimiliano Geraci

Dall’omonimo romanzo epistolare di Giovanni Verga, con la riduzione teatrale curata da Rosario Minardi e con la regia di Ferrante/De Grandi, Banned Theatre presenta STORIA DI UNA CAPINERA, un recital/mise en espace stilizzato ed onirico ma al tempo stesso intenso e coinvolgente.
Una messinscena particolare, realizzata senza l’ausilio di musiche di scena ma sonorizzata attraverso l’uso di oggetti e delle semplici voci degli interpreti che costituiranno il tappeto sonoro dello spettacolo, sempre presente a sottolineare la temperatura degli avvenimenti.
I cinque interpreti, Giovanna Criscuolo, Micaela De Grandi, Valentina Ferrante, Federico Fiorenza e Massimiliano Geraci, animeranno i momenti salienti del romanzo e attraverso la storia delicata e struggente di Maria, la giovane protagonista, condurranno il pubblico nell’atmosfera siciliana del 1800.
Un progetto di grande valenza culturale, che grazie alla maestria degli attori, si propone come un vero invito alla scoperta di uno dei più famosi romanzieri siciliani attraverso la forma teatrale, facilmente fruibile da un pubblico di tutte le età.
Lo spettacolo STORIA DI UNA CAPINERA debutterà il 21 agosto, alle ore 19.45, al Teatro Antico di Segesta nell’ambito del Festival Dionisiache 2020 e successivamente andrà in scena a Catania il 7 settembre alle ore 21.00 al Cortile del Palazzo della Cultura.

Bottone 980×300

Quando Giovanni Verga vide una piccola capinera, rinchiusa in gabbia, lasciarsi morire per aver perduto la sua libertà, trasse ispirazione per raccontare la propria “storia della capinera”.

Ferrante – De Grandi

Maria, giovane novizia, come un uccellino ferito si vede privata della sua vita e della sua libertà, quando, allontanatasi momentaneamente dal convento a causa di un’epidemia di colera, assapora l’amore verso l’amico di famiglia Nino e per questo motivo viene costretta dalla sua matrigna a tornare tra le sue consorelle e a prendere i voti. Morirà pazza nei sotterranei del convento, dopo il tocco freddo di quelle forbici che le recisero i capelli, con quell’amore in corpo per il suo Nino, che avrà già sposato la di lei sorella Giuditta, sempre per volere dell’algida matrigna.
E’ un romanzo che si snoda nelle lettere che Maria indirizza all’amica fidata Marianna, dove racconta la scoperta di questi nuovi sentimenti per Nino e tutto il suo dolore per aver dovuto rinunciare alla vita. E’ anche una sentita denuncia alla condizione delle donne nella società siciliana dell’800, dove dignità e libertà venivano regolarmente calpestate in un contesto familiare che imponeva loro ogni scelta di vita. Quanto mai attuale nel raccontare l’avvento di un’epidemia e il conseguente stravolgimento della vita dell’epoca, che ha creato così come crea ai giorni nostri, un forte impatto sulle coscienze, a volte risvegliandole, spesso intorpidendole.

Per info e prenotazioni a Segesta:
ingresso a pagamento
09241912533 – 3889590892
[email protected] – www.vivaticket.it

Per prenotazioni al Palazzo della Cultura a Catania:
ingresso libero con prenotazione obbligatoria solo su Whatsapp al 3423360715

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