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CUS Catania e Progetto Aita Onlus, l’importanza dell’inclusione

È entrato ormai nel vivo il Campus estivo del CUS Catania. Cominciato lo scorso 14 giugno proseguirà fino alla fine del mese di luglio. I bambini e le bambine vengono avviati allo sport, provando svariate discipline nel corso della mattinata e delle settimane. Un “percorso” divertente che per molti si rivela decisivo anche nella scelta di uno sport che li accompagnerà nell’adolescenza e, perché no, per la vita. Ma il Campus del CUS Catania, non è solo questo, è anche e soprattutto inclusione, grazie alla collaborazione ormai pluriennale con l’associazione “Progetto Aita” Onlus, viva da tre anni anche nel progetto S.A.D. “Sport ability in disability”.
L’associazione Progetto Aita Onlus nasce per fornire un sostegno ai bambini e agli adolescenti affetti da disturbi del neurosviluppo il cui esordio è frequente in età evolutiva. Obiettivo di Progetto Aita Onlus è supportare le strutture specializzate in Neuropsichiatria Infantile e proporre iniziative ludico-sociali, per consentire di migliorare la qualità della vita e i percorsi terapeutici dei bimbi e delle loro famiglie.

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L’impegno è rivolto alla realizzazione di progetti che incentivano la socializzazione e l’integrazione, la scienza e la conoscenza, la sensibilizzazione sul territorio, in tema di disabilità infantile.

Siamo arrivati alla diciassettesima edizione del Summer Camp Aita, organizzata insieme ad Accademia Scherma Lia. Fra le varie città sede del Camp: Catania (CUS Catania e Ekipe), Roma (Nuoto Belle Arti e Stella Azzurra), Catanzaro, Bari e Firenze.

“Lo sport può essere una palestra di inclusione. Il progetto Aita – spiega Luigi Mazzone, presidente del CUS Catania e dell’Associazione progetto Aita Onlus – nasce diciassette anni fa al CUS Catania. Abbiamo cercato di coinvolgere, in un summer camp già esistente, bambini con diverse abilità e con disturbi dello spettro autistico, affiancandogli un tutor. Abbiamo poi standardizzato il metodo del Summer Camp Aita, anche attraverso la pubblicazione di un libro. Lo sport non è una terapia per l’autismo, ma assume un’importanza fondamentale. È un momento di svago che serve ai ragazzi e anche alle famiglie per ridurre lo stress, la preoccupazione quotidiana della condizione del proprio figlio. Il feedback che arriva è sempre positivo, ma i progetti sociali di questo tipo non sono mai abbastanza. Noi ne abbiamo diversi. Il 2 aprile abbiamo anche celebrato la Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, ma questa è una data che va vissuta, con analoghi propositi, per tutto l’anno. In questi giorni i Summer Camp Aita sparsi per l’Italia offrono a tanti bambini autistici la possibilità di trascorrere un avvio di estate divertendosi e praticando sport in estrema sicurezza. Una società matura deve includere, dando l’opportunità a chi è meno inserito nel sistema di ritenere che lo sport possa essere accessibile a tutti”.­ 

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