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Presentazione ottava stagione Palco off, “Catania on the moon”

La prima scelta quest’anno la farà proprio il pubblico fra i due spettacoli di apertura, che sono stati votati tra i migliori visti nelle stagioni precedenti

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CATANIA – È una stagione dedicata alla luna questa ottava di Palco OFF, in occasione del 50° anniversario dell’allunaggio. La luna come metafora di nuove mete, senza tuttavia perdere il gusto dei piaceri terrestri che ci hanno accompagnato fino ad oggi. Sulla luna mi porterò il pubblico, che sempre e con affetto mi fa da guida, mi suggerisce, mi consiglia. È l’unico mio partner e sta crescendo con me. Accetta benevolo qualche mio inevitabile errore. E spesso mi aiuta a scegliere.

La prima scelta quest’anno la farà proprio il pubblico fra i due spettacoli di apertura, che sono stati votati tra i migliori visti nelle stagioni precedenti. Avete scelto di rivedere l’arguzia della papessa Chiara Mascalzoni in Sic transit gloria mundi e la bravura incontenibile di Elena Dragonetti nei più personaggi di Dieci. I due spettacoli apriranno la stagione. E poi il pubblico, che sempre si affeziona, ci chiede il ritorno di Matthias Martelli: e Matthias sarà per la terza volta a Catania con la sua ultima produzione, Nel nome del Dio Web. Ho aggiunto quest’anno un momento dedicato al teatro fisico, invitando una compagnia già nota a Catania: i Baccalà del nostro Simone Fassari: li ho incontrati vincitori, proprio con Ps Ps, al festival di Adelaide, in Australia. Ero fiera di loro (bravi, poetici, esilaranti) e li ho invitati. C’è un’altra novità, poi, che vuole essere uno stimolo ed un invito a sporgersi un po’ in avanti. Un Avaro in lingua francese (che però tutti comprenderanno), portato in scena con una marionettistica realizzata con i rubinetti, unica al mondo. Ho visto questo spettacolo al Festival di Avignone e ne sono stata letteralmente conquistata. È un concentrato da non perdere di fantasia e virtù. Parleremo poi, come sempre il pubblico mi suggerisce di fare, di tematiche attuali, e ne ho scelte due: la scuola, con Antonello Taurino, che ci consentirà di fare più riflessioni in punta di sorriso con il provocatorio La scuola non serve a nulla, e Non plus Ultras spaccato di notevole valore su un fenomeno – quello degli ultrà del calcio – che, vedremo, non è solo quello che le cronache ci riportano. E poi, viaggeremo nel poetico mondo di Le mille bolle blu, una storia d’amore omosessuale della Palermo degli anni ’60 in cui Filippo Luna raggiunge vette artistiche commoventi.

Per finire, ci sarà come ogni anno lo spettacolo di produzione di Palco OFF. Ve ne parleremo oltre. Dopo la partenza, in fase di allunaggio…Vi anticipo i nomi di tre astronauti: Orofino, Doria, Vitale. Mentre alla sala controlli della nostra “Houston” ci sarà sempre Renato Lombardo.

Ho scelto la luna perché sento il bisogno di volare verso una dimensione di leggerezza: troppa aggressività, troppa poca gentilezza ci circonda. Sentirci simili, per un attimo disarmati, bambini con il naso per aria rivolto ad un palcoscenico ci farà bene. Vi aspetto.

CARTELLONE SPETTACOLI
1) SIC TRANSIT GLORIA MUNDI – LA PAPESSA
con Chiara Mascalzoni e Michele Turrina
scritto e diretto da Alberto Rizzi
produzione Ippogrifo Produzioni (Verona)
Mercoledì 16, Giovedì 17, Venerdì 18, Sabato 19 Ottobre ’19 | ore 21:00
Domenica 20 Ottobre ’19 | ore 18:00
Teatro del Canovaccio | Catania
E se il prossimo papa fosse donna? Un monologo divertente, intelligente e fantasioso, che attraverso l’inventatissima vicenda di Papa Elisabetta I, la prima donna a salire sul soglio di Pietro, affronta il verissimo tema del maschilismo del mondo occidentale. Attraverso una insolita prospettiva, ovvero la storia della Chiesa cattolica, si rilegge il ruolo e la funzione della donna in tutta la storia occidentale. Si ride molto e si pensa altrettanto, soprattutto alla violenza, all’esclusione e alla discriminazione a cui la donna è stata sottoposta fin dai tempi di Eva.
Note di Regia
Una metafora, una risata, una poetica fantasia a volte ci raccontano la realtà in modo più chiaro e sorprendente della realtà stessa. Da tempo volevo scrivere uno spettacolo che parlasse della donna, che fosse poeticamente femminista, senza accusare, senza essere una lotta di parte. L’idea di una donna papa, alla fine è servita proprio a questo: un’immagine chiara, semplice, scenicamente forte che racconta duemila anni di maschilismo. Perché alla fine lo spettacolo dimostra che non c’è altra ragione al mondo per non avere una donna papa se non una infinita serie di pregiudizi maschilisti.

2) DIECI
con Elena Dragonetti
dal testo di Andrej Longo
regia Elena Dragonetti e Raffaella Tagliabue
produzione Narramondo (Genova)

Mercoledì 23, Giovedì 24, Venerdì 25, Sabato 26 Ottobre ’19 | ore 21:00
Domenica 27 Ottobre ’19 | ore 18:00
Teatro del Canovaccio | Catania
10 comandamenti, 10 vite diverse disegnano quell’universo denso e variegato che è Napoli
Dieci personaggi si raccontano in dieci monologhi. Dieci vite diverse disegnano quell’universo denso e variegato che è Napoli. Non un’area geografica circoscritta ma una realtà universale che racchiude pieghe nascoste dell’animo umano. DIECI come i comandamenti, a cui ogni monologo è intitolato, e a cui ogni personaggio è legato, a suggerire una rilettura delle vicende umane sotto lo sguardo assente di un Dio che è altrove.

3) LE MILLE BOLLE BLU
con Filippo Luna
testo Salvatore Rizzo
regia Filippo Luna

Sabato 9 Novembre ’19 | ore 21:00
Domenica 10 Novembre ’19 | ore 18:00
MUST Musco Teatro | Catania
Una storia d’amore omosessuale, clandestina per 30 anni, nella Palermo degli anni ‘60.

“Se tu chiudi gli occhi e mi baci, tu non ci crederai, ma vedo le mille bolle blu”, cantava Mina nel 1961.
Una storia d’amore omosessuale, clandestina, nata nella Palermo degli anni Sessanta che va avanti, parallela ad una vita cosiddetta “normale”, per trent’anni.
Le mille bolle blu racconta la storia di Nardino e Manuele, barbiere di borgata il primo, avvocato il secondo: si conoscono, giovanissimi, nel salone da barba dove Nardino fa l’apprendista sotto lo sguardo del padre e Manuele è figlio di un cliente facoltoso. È l’inizio degli anni Sessanta, quello, per l’appunto, in cui Mina impazza con “Le mille bolle blu”. Destinati a ruoli sociali e familiari prestabiliti (quelli di mariti irreprensibili e di padri premurosi) i due portano avanti per trent’anni una storia di sentimento e passione che si nutre anche della clandestinità in cui viene vissuta, che ne è linfa e tormento al tempo stesso. La morte di Manuele, per malattia, diventa il pretesto perché Nardino, nell’impossibilità di piangere apertamente l’uomo che ha amato e di gridare a tutti il proprio dolore, ripercorra alcune tappe di quei trent’anni, tra nostalgia e amarezza, rabbia e dolcezza. Un altare di ricordi che sancisce l’universalità di quel sentimento al di là di ogni barriera e di ogni preconcetto.

LA STAMPA
«Filippo Luna ci regala un’eccellente prova d’interprete evitando tutti i rischi di un facile coinvolgimento esteriore facendoci partecipi con la misura dell’attore di razza della sua trascorsa felicità e della sua tristezza senza fine» (Guido Valdini, “la Repubblica” – Palermo).
“Con sorprendente, multiforme talento Luna, spezza l’epos in due: a sinistra la pedana che sembra ripercorrere la lunghezza del “tabùtu”, a destra invece il salone da barbiere in cui l’amore tra Nardino e Manuè si fa carne, sangue e spirito”. (Carmelita Celi, “La Sicilia”).
“Solitario protagonista è un superlativo Filippo Luna che ci fa conoscere i due protagonisti, le loro anime, il loro segreto”. (Gigi Giacobbe, “Hystrio”).
“Un testo gonfio, veloce, sincero, spesso molto forte e Luna ci si cala a capofitto, padrone della scena, mai un silenzio, mai una sbavatura, una corsa contro l’emozione” (Simonetta Trovato, “Giornale di Sicilia”).
“Arriva come un pugno questo spettacolo piccolo e privato ma che pure urla di problemi brucianti e coinvolgenti con l’intensità di un attore solo, Filippo Luna, in un racconto che, senza rifiutare l’ombra goduriosa del melò, con un procedimento quasi fassbinderiano rinvia senza prediche agli aspetti drammatici che nascono dall’attrito di tanta passione con la realtà del tempo”. (Gianfranco Capitta, “Il manifesto”).

4) NEL NOME DEL DIO WEB
di e con Matthias Martelli
Testo e Regia Matthias Martelli in collaborazione con Alessia Donadio
Produzione Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani

Sabato 30 Novembre ’19 | ore 21:00
Domenica 1 Dicembre ’19 | ore 18:00
Centro ZO | Catania
Il Web è oggi venerato come un nuovo Dio. Ma con questa connessione, siamo davvero più liberi?
Oggi il Web è ormai venerato come un nuovo Dio, qualcosa di irrinunciabile senza cui la vita dell’uomo contemporaneo è totalmente impensabile. Ma la connessione continua è davvero così indispensabile? E cosa perdiamo chiudendo le nostre vite nel mondo virtuale? E poi, siamo davvero più connessi fra noi? Siamo davvero più liberi?

5) PSS PSS
di e con Camilla Pessi e Simone Fassari
regia Louis Spagna
Produzione Compagnia BACCALA’

Sabato 25 Gennaio ’20 | ore 21:00
Domenica 26 Gennaio ’20 | ore 18:00
Centro ZO | Catania
Vincitore di 12 premi internazionali, con due clown contemporanei, virtuosi e divertenti. Festival di Adelaide 2019 vincitore teatro fisico.
Vincitore di 12 premi internazionali, unico, incantevole, virtuoso e molto divertente, Pss Pss è uno spettacolo che mette in scena due clown contemporanei attraverso il linguaggio universale del corpo e dello sguardo.
Pss pss è stato eseguito più di 600 volte, in oltre 50 paesi, e in tutti 5 i continenti, con grande successo.
6) NON PLUS ULTRAS
con Adriano Pantaleo
di Adriano Pantaleo e Gianni Spezzano
drammaturgia e regia Gianni Spezzano
produzione Argot produzioni / Teatro Eliseo / Nest
in collaborazione con La Corte Ospitale (Napoli/Roma)

Sabato 29 Febbraio ’20 | ore 21:00
Domenica 1 marzo ’20 | ore 18:00
Centro ZO | Catania
Cosa vuol dire essere un Ultras? Qual è la mentalità, il modello di vita del movimento degli Ultras?
«Il modello di vita dell’Italia non può essere e non sarà mai quello degli ultras violenti degli stadi di calcio, estremisti travestiti da tifosi. Lo sport è un’altra cosa». Sergio Mattarella (durante Il Messaggio del Presidente della Repubblica agli Italiani del 2018)

7) LA SCUOLA NON SERVE A NULLA
di e con Antonello Taurino
scritto con Carlo Turati
Prodotto dal Teatro della Cooperativa – Milano
Spettacolo selezionato per il bando “rifugio d’artista 2016″

Sabato 21 Marzo ’20 | ore 21:00
Domenica 22 Marzo ’20 | ore 18:00
MUST Musco Teatro | Catania
Un viaggio tragicomico tra i paradossi della Scuola di ieri e della “Buona Scuola” di oggi.
“Del film L’Attimo Fuggente con Robin Williams, tutti voi ricordate il professor Keating e la passione dei suoi innovativi metodi didattici. Nessuno ricorda mai che alla fine, a causa di quei metodi, il professore viene licenziato…”

8) L’AVARE: d’après Molière
Interpretazione versione francese: Olivier Benoit e Alexandre Jean
Idea originale: Jordi Bertran
Creazione: Olivier Benoit, Miquel Gallardo
produzione Tabola Rassa (Spagna-Francia)

Sabato 18 Aprile ’20 | ore 21:00
Domenica 19 Aprile ’20 | ore 18:00
Centro ZO | Catania
Un grande classico come lo avete mai visto, dove l’oro è l’acqua e i personaggi dei rubinetti. Teatro degli oggetti in lingua Francese ma d’immediata comprensione.
Un adattamento del grande classico in cui l’oro viene sostituito dall’acqua e dove i personaggi sono “incarnati” dai rubinetti? Un nuovo e sorprendente TEATRO DEGLI OGGETTI.
L’AVARE: d’après Molière è stato recitato in circa trenta paesi, in diverse lingue (catalano, spagnolo, francese, inglese e portoghese).

9) NUOVA PRODUZIONE PALCO OFF – DA DEFINIRE
Maggio 2019
REGIA NICOLA ALBERTO OROFINO
CON EGLE DORIA E FRANCESCA VITALE

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