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Magie Barocche dal 4 ottobre al 30 novembre al Teatro Machiavelli di Catania

Venerdì 11 ottobre (preceduto dalla prima matinée per le scuole), un altro caposaldo della letteratura musicale di tutti i tempi, le Variazioni dette Goldberg del grande contemporaneo di Vivaldi, e parliamo naturalmente di Johann Sebastian Bach

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CATANIA – È stata presentata ieri la nona edizione del Festival Internazionale del Val di Noto “Magie Barocche”, evento internazionale fortemente voluto dal Presidente il Prof. Antonio Marcellino e dal Direttore artistico il Prof. Agostino Ziino dell’Università Tor Vergata di Roma. Magie Barocche con il contributo del MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) e della Regione Siciliana-Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo e con il patrocinio della città metropolitana di Catania, del Comune di Catania e del CUneS (Comuni Unesco Sicilia), offre alla città di Catania una prestigiosa stagione concertistica. La IX edizione del Festival propone 12 concerti di alta qualità, che coinvolgeranno interpreti nazionali e internazionali attinti dal repertorio barocco con felici contaminazioni con il jazz ed esecuzioni moderne. Non mancheranno delle “connessioni” jazzistiche (fuori abbonamento) che contrappunteranno alcuni concerti del mese di ottobre, in particolare gli appuntamenti al Circolo Monk del Paolo Fresu Trio (tromba, contrabbasso, pianoforte), previste per venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 ottobre.

L’esordio del programma generale di “Magie Barocche” (4 ottobre) prevede le celeberrime Quattro Stagioni di Vivaldi che saranno precedute dalla proiezione di un cortometraggio con nuovi sonetti dedicati, a cura di Donatella Di Pietrantonio e Dacia Maraini. Venerdì 11 ottobre (preceduto dalla prima matinée per le scuole), un altro caposaldo della letteratura musicale di tutti i tempi, le Variazioni dette Goldberg del grande contemporaneo di Vivaldi, e parliamo naturalmente di Johann Sebastian Bach. Il capolavoro sarà eseguito dal pianista Alessandro Deljavan, giovane abruzzese (di padre persiano). La settimana successiva ascolteremo J.S. Bach con due delle sue 6 Suites à violoncello interpretate dal giovane violoncellista russo Gleb Stepànov, mentre sabato 19, unitamente all’Orchestra da camera del Teatro Machiavelli diretta dal già noto volto del direttore Claudia Patanè, con il baroccheggiante Concerto per violoncello e orchestra in do maggiore n. 1 di Haydn e la Sinfonia n. 29 di Mozart. La domenica 20 ottobre sarà la volta di Claudia Patanè con la sua orchestra che insieme faranno risuonare le note della Sinfonia n. 45 di Haydn, detta degli addii, e la Sinfonia n. 25 di Mozart. Nell’ultimo concerto di ottobre, il 25 si esibirà il giovane ma già acclamato pianista paternese Giacomo Scinardo, che affronterà alcune sonate di Muzio Clementi, quest’ultimo denominato non a caso “padre del pianoforte”(di cui il nostro virtuoso ha realizzato l’edizione discografica completa delle Sonate).

A novembre Magie Barocche propone le performances jazzistiche di una prima esecuzione assoluta, “Suite barocca” di Alessandro Presti, che dirigerà la propria creazione alla guida del Sicily Jazz Ensemble. Venerdì 8 novembre il pianista catanese Francesco Zappalà suonerà musiche di Bach, Liszt e CésarFranck .
Ed ancora il 15 novembre il Festival Internazionale del Val di Noto offre uno spettacolo corredato dalla regia di Massimiliano Giusto e dall’apporto di luci, fonica e proiezioni di Giuliano Lo Faro che, insieme al Coro “DoulceMémoire”, il direttore Bruna D’Amico, flauti, percussioni e il clavicembalo di Luca Ambrosio, daranno vita al carnascialesco e spassosissimo Festino nella sera del giovedì grasso avanti cena (1608) di Adriano Banchieri. Il concerto di venerdì 22 novembre pone al centro il pianoforte di Enrico Pieranunzi alla ricerca di ‘suggestioni e improvvisazioni’ su musiche di Domenico Scarlatti. Gli ultimi due appuntamenti novembrini con la regia di Piera Puglisi e la direzione al clavicembalo di Milo Longo saranno rispettivamente, L’ammalato immaginario, alias Erighetta e don Chilone, tre intermezzi comici di Leonardo Vinci (il 29) e Delbo e Lucilla, scene buffe da Il prigioniero fortunato di Alessandro Scarlatti (il 30).

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