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La notte di San Lorenzo, Ibla celebra La Lupa di Verga con un grande cast e scenografie surreali

Oggi, 9 agosto alle ore 21.30 il Giardino Ibleo si trasformerà nel contesto campestre, riportando in scena una tra le le novelle più note di Giovanni Verga

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RAGUSA – Oggi, 9 agosto alle ore 21.30 il Giardino Ibleo si trasformerà nel contesto campestre, riportando in scena una tra le le novelle più note di Giovanni Verga nel quartiere tra la Chiesa di San Giacomo e l’antica Sagrestia della S. Vincenzo. Una rielaborazione prodotta dalla Dreamworld Pictures e scritta e diretta dal Lorenzo Muscoso, originario proprio di Vizzini, luogo natio del celebre scrittore. Una rappresentazione con un cast di oltre 30 persone che si alterna tra spazi interni ed esterni e che racconterà gli accadimenti che colpiranno una piccola comunità contadina. Il progetto sostenuto dal Comune di Ragusa e dal Sindaco Peppe Cassi’ e dall’Assessore Ciccio Barrone, narra La storia, introdotta da un vero cantastorie Luciano Busacca, che sopraggiungerà sul luogo. racconta l’emancipazione della Gna Pina (Giuseppina Vivera) che, per il suo carattere e aspetto e modi di fare venne soprannominata “mangiacristiani” o nel termine più noto “La Lupa”. Ella vive questa sua sfrenatezza incurandosi del giudizio del popolo manifestando esplicitamente la sua passione per Nanni Lasca (Adriano Gurrieri) giovane poco incline a lavoro, interessato piuttosto alla roba di Maricchia (Greta D’Antonio) , figlia della Gna Pina che otterrà in sposa. All’interno del dramma si muoverà Malerba (Germano Martorana) altro “lupo” che sfida, a modo suo, le convenzioni arcaiche del luogo, e che vorrebbe accasarsi con la Gna Pina. L’opera si muove su una struttura temporale che narra dei fatti antecedenti al matrimonio a quelli della Settimana di Pasqua in cui avviene il climax finale e in quella che sarà la rivelazione di Bruno (Alessandro Campo) il cui passaggio viene collegato attraverso la voce di un Narratore (Marzio Penna) e la coreografia di Giada Carnemolla e la partitura dei Bellamorea. Un realismo marcato che fa uso di scenografie naturali ad antichi oggetti di scena, figuranti Bidi Folk e Vita che indossano i tradizionali costumi siciliani. Un’opera corale che, grazie a questi artisti, unisce culturalmente Vizzini, Vittoria, Ragusa e San Michele di Ganzaria che dopo la tappa del 17 agosto al Castello di Donnafugata e di Roma, si prepara a rappresentare la Sicilia al V* Festival Verghiano a Matera, Capitale della Cultura Europea.

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