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Le conseguenze sociali del consumismo

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CATANIA – Opporre a quello compulsivo e irresponsabile una nuova forma di consumismo, critico e consapevole, che permetta al cittadino di riorganizzare le proprie abitudini di acquisto e di favorire lo sviluppo sostenibile. Questo è l’auspicio emerso nel corso dell’iniziativa che si è tenuta questa mattina al dipartimento di Scienze politiche e sociali (Dsps) dell’Università di Catania dal titolo “Quale società (irresponsabile) dei consumi?”, promossa nell’ambito del Master di I livello in “Customer Care e Tutela dei Consumatori”, in collaborazione con il Gruppo di Iniziativa Territoriale Sicilia Nord Est di Banca Etica, che del master è anche ente partner.
Ad aprire i lavori sono stati il coordinatore del master Maurizio Avola e il dott. Renato Camarda, coordinatore del Gruppo di Iniziativa Territoriale (Git) Sicilia Nord Est di Banca Etica. “Nella società contemporanea – ha spiegato il prof. Avola – il consumo assume un ruolo cruciale sul piano identitario e del riconoscimento sociale. Il volere simbolico associato ai beni che acquistiamo, infatti, contribuisce a definire la posizione che ognuno di noi assume rispetto agli altri. Tuttavia, non bisogna dimenticare gli aspetti degenerativi che spesso si celano dietro i consumi e che possono assumere una dimensione patologica. Per questo abbiamo pensato di organizzare l’evento odierno e di inserirlo tra le attività del nostro master, un corso post-laurea che da ormai dieci anni si pone come obiettivo la formazione di personale specializzato nella difesa degli interessi collettivi e individuali dei consumatori”.
Banca Etica è un istituto bancario che, come si evince dal nome, lavora seguendo i principi di finanza etica, cioè stabilendo l’allocazione e l’utilizzo di risorse in base anche a valutazioni morali e indipendenti dall’analisi prettamente finanziaria. Opera sul territorio attraverso i Git. Renato Camarda è il coordinatore del Git Sicilia Nord Est.“Il Git Sicilia Nord Est, che include Catania, Enna e Messina, – ha affermato Camarda – è stato creato circa un anno e mezzo fa. In questo periodo ci siamo occupati di diverse attività, soprattutto incontri e conferenze finalizzati a promuovere e veicolare i principi di finanza etica a cui la nostra banca si riconduce. Agiamo da consulenti per attività imprenditoriali e anche per privati, ma non investiamo in armi, né in altro che possa in qualsiasi modo nuocere alle persone. Stiamo organizzando per le prossime settimane uno spettacolo di beneficienza in favore della nave Ionio, l’unica che opera attualmente nel Canale di Sicilia per il soccorso dei migranti”.
Tra le attività promosse dal Git Sicilia Nord Est anche la realizzazione della pièce teatrale “#toomuchmoney”, che dopo avere girato in diverse parti d’Italia è stata messa in scena nel corso dell’iniziativa odierna. Scritta da Luciano Modica, amministratore giudiziario di diverse aziende confiscate alle mafie, per la regia di Erika Barresi, l’opera è un atto unico diviso in quattro scene che vedono i due attori Giorgia D’Acquisto e Giancarlo Latina davanti a un tavolo verde da gioco. Lo spettacolo tocca con tono comico e a volte paradossale argomenti particolarmente delicati quali le conseguenze di un uso irresponsabile del denaro, la propensione al sovraindebitamento, il consumo compulsivo e i pericoli di una società che promuove il gioco d’azzardo.
“Lo spettacolo – ha spiegato l’autore Luciano Modica – nasce da un’idea dei soci di Banca Etica che ha pensato lo scorso anno in occasione del mese della finanza etica di proporre un’iniziativa alternativa di sensibilizzazione a questa tematica. Abbiamo messo in scena i paradossi che sono insiti in alcuni meccanismi di consumo attuali, che attengono sia al gioco d’azzardo, sia al consumo compulsivo”. “L’Italia – ha continuato Modica – è il primo Paese in Europa per l’investimento nel gioco d’azzardo. E’ un problema sociale che ha causato la dipendenza di centinaia di migliaia di persone. Il fatto che in Italia la spesa procapite nel gioco sia di 1.500 euro e quella in libri sia di 60 euro fotografa la realtà di questo Paese”.
La rappresentazione è stata seguita da una tavola rotonda sulle problematiche della società dei consumi. Coordinati dalla prof.ssa Pinella Di Gregorio, ordinario di Storia contemporanea nel Dsps, sono intervenuti, oltre il dott. Modica, anche il presidente della I sezione civile del Tribunale di Catania Maria Rosaria Acagnino, il banchiere ambulante di Banca Etica Gabriele Vaccaro e il vicedirettore della filiale etnea della Banca d’Italia Francesco Garrone.
“A partire dal secondo dopoguerra e soprattutto dagli anni ’70 del Novecento – ha esordito la prof.ssa Di Gregorio – assistiamo nella società occidentale ai fenomeni dell’iperconsumismo nelle economie nazionali e della finanziarizzazione dell’economia internazionale. Si verifica una ipertrofia dell’economia immateriale. L’individuo può acquistare beni di valore senza avere la reale disponibilità economica e senza avere un controllo delle proprie spese. Tutto questo ha portato alla crisi del 2007-2008. Quando si consente l’accesso al finanziamento a chi non può realisticamente pagare il proprio debito si creano situazioni di crisi globale come quella dei mutui subprime”.
“Quello di Catania è stato un tribunale pilota nell’applicazione della Legge 3 del 2012 sul sovraindebitamento – ha poi affermato la dott.ssa Acagnino -. Penso che dare una interpretazione di questa norma in favore del debitore per consentirgli una seconda possibilità rappresenti un beneficio non solo per il diretto interessato, ma anche per l’economia di tutto il territorio perché significa reinserire nel mercato nuove energie e nuovi consumi”. “La Banca d’Italia lavora su due livelli – ha infine spiegato il dott. Garrone -: da un lato punta a sensibilizzare sulle tematiche etiche, attraverso ad esempio un progetto formativo in convenzione con il Miur rivolto a docenti e studenti delle scuole primarie e secondarie, dall’altro opera attivamente nella valutazione della correttezza del rapporto tra gli istituti bancari e la clientela, anche a tutela di quest’ultima”.

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