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A Scienze Politiche presentato il “Dossier statistico immigrazione IDOS” 2018

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CATANIA – Ieri, 26 marzo, il terzo ciclo di seminari dal titolo “Sociologia: Leggere (le) Mutazioni” ha proposto come secondo evento la presentazione del Dossier statistico immigrazione IDOS 2018. Come avevamo già preannunciato, la terza edizione vede una successione di eventi promossi dal Dsps e dal Laboratorio di Progettazione, Sperimentazione ed Analisi di Politiche Pubbliche e Servizi alle Persone (LaPoss). Ha aperto i lavori come suo solito il Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali il prof. Giuseppe Vecchio ordinario di Diritto privato che pone l’attenzione del proprio intervento proprio sulla necessità di dati ed informazioni sviluppati da esperti che, possono essere di ausilio non solo agli addetti ai lavori, ma, anche alle Istituzioni e alla popolazione. Dal canto suo, il Prorettore prof. Giancarlo Magnano San Lio Professore ordinario di Storia della filosofia che porta i saluti dell’Ateneo, concentra la sua attenzione proprio sulla necessità di riflessione rispetto ai cambiamenti, ormai oggi, velocissimi che producono certi effetti sulle mutazioni. Sono intervenuti alla presentazione a nome dell’Università di Catania, coordinati dalla prof.ssa M. Teresa Consoli, il prof. Carlo Pennisi, Presidente CdL interclasse Sociologia e Servizio Sociale, il prof. Carlo Colloca, Presidente CdL Magistrale in Politiche e Servizi Sociali. Intervenuti al dibattito il dott. Luca Di Sciullo, Presidente IDOS che ha presentato i risultati dello studio, il dott. Elio Tozzi, ricercatore Istituto di Formazione Politica “P. Arrupe” e il dott. Roberto Foderà che hanno stilato una vera e propria presentazione dell’osservatorio sulle migrazioni in Sicilia. Ha concluso con i suoi commenti e alcune riflessioni il prof. Maurizio Ambrosini docente di Sociologia dei processi migratori e Sociologia urbana all’Università degli studi di Milano e responsabile scientifico del centro studi sulle migrazioni nel mediterraneo di Genova, dove dirige la rivista “Mondi Migranti”. Si discute sulla disinformazione degli italiani rispetto alle letture dei dati statistici che, di fatto, non rilevano nessuna invasione straniera; sulla retorica dominante che può essere contraddetta da un’analisi dei dati approfondita. L’importanza dei concetti di emigrazione, de-migrazione, immigrazione, che dal punto di vista empirico, storiografico e sociologico hanno fatto la differenza nella Storia del nostro Pianeta, hanno creato economie e società, le hanno rinforzate, le hanno rigenerate, le hanno incrinate secondo percorsi non sempre lineari e coerenti e senza alcun fondamento complottista. In alcuni casi, ad esempio, e questo lo dice la storia, le immigrazioni hanno contribuito a mutare eventi economici catastrofici come la grande crisi del 1929 negli Stati Uniti d’America dove i lavoratori immigrati da Italia, Polonia, Grecia, Russia ecc. hanno cooperato a ridefinire una nuova riconfigurazione produttiva insieme al New Deal. Oggi, è un fenomeno globale, la mobilità planetaria è comunque uno di quegli elementi che ad ogni modo fornisce un senso proprio al significato di libertà dell’uomo. In una Terra dove i conflitti attivi ad alta pericolosità sono circa 36 e altri focolai più o meno indefiniti che darebbero una stima allarmante numerica di circa 370 guerre potenziali in tutto il Pianeta, lo spostamento per il diritto alla vita diventa palese. Proprio a causa dell’aumento in tutto il globo di operazioni belliche è tout court la mobilità personale che ne risente, di fatto l’esito è proprio la diminuzione di emigrazione-immigrazione totale che subisce un calo sostanziale dal 2017. Il prof. Ambrosini parla di immigrazione oltre i luoghi comuni e di un sorprendente neologismo chiamato: la “questione sbianca”. Ci parla di una riflessione del significato di immigrato oltre i luoghi comuni e sfata il mito dell’alterità rispetto agli stranieri poveri che poveri non sono e che sono motivati dall’azione del ricongiungimento familiare. E ancora, in Italia ed Europa la percentuale maggiore di componente immigrata è di etnia europea, mentre i tassi percentuali di immigrati irregolari rimane pressoché uguale dal 2002 ad oggi. “Esiste – dice ancora Ambrosini – una percezione della povertà e del pregiudizio che ci permette di allontanarci dalla stigmatizzazione riflessiva, in modo da sfuggire le etichette. Il pregiudizio ha vinto prima di tutto nelle menti… più che nelle urne”. Ricordiamo che il prof. Ambrosini oltre a far parte del Comitato scientifico del Centro Studi e Ricerche IDOS ha scritto nel 2018 un libro dal titolo: “Irregular Immigration in Southern Europe: Actors, Dynamics and Governance”. Conclude la presentazione del dossier il prof. Carlo Colloca che a tal proposito dice: “Il Dossier immigrazione 2018, curato da Idos, ci ricorda l’importanza di un uso rigoroso, articolato e approfondito del dato statistico. Siamo in presenza di istituzioni di governo che fanno un uso politico dei dati in tema di immigrazione, ad esempio non dando conto degli sbarchi quotidiani, enfatizzando il tema dei ‘porti chiusi’ e confondendo la riflessione sui ‘nuovi italiani’, ovvero gli stranieri regolarmente residenti, con i ‘nuovi arrivati’ che sbarcano sulle nostre coste”.
Per una documentazione completa del Dossier statistico immigrazione visita il sito web: www.dossierimmigrazione.it o scrivere a idos@dossierimmigrazione.it

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