Sicilia Report
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Società: rapporto Migrantes, “Calabria, Sicilia e Sardegna le meno attrattive per i nuovi italiani”

A livello provinciale Bolzano è la più attrattiva

Roma, 27 ott. – Il Rapporto Migrantes sugli italiani nel mondo dedica un focus anche alla mobilità interna degli italiani e dei ‘nuovi’ cittadini italiani. Dal 2009 al 2018, il numero degli spostamenti di cittadini italiani all’interno dei confini nazionali è sceso sensibilmente (-6,3%). Questo calo si registra per tutte le tipologie di movimento, ma è più accentuato per i trasferimenti tra regioni diverse.

“La crisi economica, che ha avuto effetto in tutte le regioni italiane, – spiega il Rapporto – ha causato da un lato una diminuzione dei flussi tra Mezzogiorno e Centro-Nord, e dall’altro, ha generato un incremento significativo delle migrazioni internazionali in uscita dalPaese. La novità rispetto al decennio precedente è che negli anni recenti sono le regioni settentrionali, sia in valore assoluto sia in valore relativo, che guidano la graduatoria delle ripartizioni da cui hanno origine i flussi in uscita dal Paese. Se si considerano solo i movimenti tra Mezzogiorno e Centro-Nord, a una generale riduzione dei movimenti in entrambe le direzioni, si accompagna un aumento consistente della percentuale di emigrati con una laurea, segno evidente che la crisi ha frenato soprattutto i cittadini meno qualificati”.

Con riferimento alla fascia di età 20-34 anni, nel decennio considerato, si sono spostati, dal Mezzogiorno al Centro Nord, circa 478 giovani contro i 166 mila che, invece, hanno seguito il percorso inverso. Il saldo migratorio del periodo, dunque, mette in evidenza una perdita netta di 312 mila unità di cui -121 mila i laureati e -131 mila diplomati. I saldi migratori interregionali, calcolati per questa fascia d’età, evidenziano consistenti perdite in tutte le regioni meridionali. In valore assoluto, la perdita di giovani residenti in Campania, Puglia, Sicilia e Calabria, nei dieci anni considerati, è di quasi 283 mila giovani, di cui 107 mila in possesso di almeno la laurea.

Al contrario, le regioni del Centro-Nord guadagnano in termini di capitale umano: la Lombardia e l’Emilia-Romagna attraggono oltre 181 mila giovani provenienti da altre regioni d’Italia, con un guadagno di92 mila unità se si considerano solo i giovani con titolo di studio alto. Se negli anni successivi al Secondo dopoguerra i flussi migratori verso le regioni centro settentrionali erano prevalentemente costituiti da manodopera proveniente dalle aree rurali del Mezzogiorno, nell’ultimo decennio mediamente circa un emigrato su tre proveniente dalle regioni meridionali e insulari e diretto verso il Centro-Nord è in possesso di almeno la laurea; in notevole contrazione, invece, le partenze dei giovani migranti con almeno la licenza media.

I “nuovi” italiani che si spostano lo fanno principalmente in età lavorativa (il 55% ha un’età compresa tra i 18 e i 44 anni) e con figli minori al seguito (26%). Due “nuovi” italiani su tre si spostano all’interno della provincia di residenza, mentre i trasferimenti di lungo raggio sono meno numerosi (32% del totale). Le regioni che più attraggono i flussi dei nuovi cittadini italiani sono quasi tutte quelle del Centro-Nord: il Trentino-Alto Adige e il Friuli-Venezia Giulia sono le più attrattive, con un numero di iscrizioni pari al doppio rispetto a quello delle cancellazioni. Seguono la Lombardia e l’Emilia-Romagna, caratterizzate altresì da una certa vivacità migratoria anche all’interno della regione.

D’altro canto, le regioni del Mezzogiorno fanno registrare un numero di cancellazioni di gran lunga superiore al numero delle iscrizioni: la Calabria (con un numero di cancellati pari al triplo degli iscritti), la Sicilia e la Sardegna (il cui numero di “nuovi” italiani cancellati è pari al doppio degli iscritti) si confermano, anche per inuovi cittadini italiani, le regioni meno attrattive. A livello provinciale, Bolzano è la provincia più attrattiva (con un numero di iscrizioni pari a oltre il triplo dei cancellati, +228,6%), seguita daPordenone (+142%) e da Gorizia (+100%), mentre Caltanissetta e Crotone guidano la graduatoria negativa con un numero di cancellati pari a oltre quattro volte quello degli iscritti.
(Adnkronos)

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