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Vinimilo 40° edizione “I vini delle sabbie”: degustazione raffinata piena di storia e aneddoti sul vino

Organizzato dalla Fondazione Italiana Sommelier ospite d’eccezione, Federico Curtaz: “Cultura, arte, gastronomia si mescolano all’evocazione dei luoghi dove il vino è prodotto. La viticoltura, l’enologia sono parte di un mestiere che ha al centro l’ambizione dell’uomo della vigna”.

Serata raffinata e piena di scoperte I vini delle sabbie a conclusione della rassegna ViniMilo 40° 2020 organizzata dalla Fondazione Italiana Sommelier con Agata Arancio Vicepresidente Fondazione Italiana Sommelier, una lectio magistralis di Federico Curtaz, produttore di vino in Sicilia nonché esperto enologo, Orazio Consolo sommelier della Fis. Dopo i saluti del sindaco di Milo Alfio Cosentino, e l’introduzione di Agata Arancio, Francesco Curtaz ci ha raccontato i caratteri dei vini delle sabbie: eleganza, tannino dolce, longevità, colori meno intensi (in relazione alla genetica varietale), concentrazione e potenza limitate”.

Anche i produttori presenti hanno raccontato le loro storie di produzione di difficoltà con il suolo particolare da cui i vini ricavano le loro caratteristiche ma anche il grande amore di scelte di vita e di grandi e piccole sfide come ben dice Federico Curtaz, nel suo sito:
“Il vino nel tempo è stato prima di tutto alimento e oggetto cerimoniale, per arrivare dopo un lungo viaggio a essere il bene edonistico che è oggi. La viticoltura, l’enologia sono parte di un mestiere che ha al centro l’ambizione dell’uomo della vigna. Il nostro mestiere è di far sì che gli slanci, i progetti, gli sforzi economici di queste persone abbiano, laddove serve, conoscenza, strumenti, direzione. Ogni qualvolta il vino è sulla tavola, nel bicchiere, diventa per chi ne è appassionato un tramite per lunghi e appassionati discorsi. Cultura, arte, gastronomia si mescolano all’evocazione dei luoghi dove il vino è prodotto, un viaggio virtuale che si estende per ore. Il tempo e lo spazio confondono, si arrotolano intorno a sapori colori e aromi, evocando emozioni che arrivano da terre sovente sconosciute”.

Presenti sei aziende provenienti da diverse regioni italiane.
Azienda Les Cretes Fleur Valle d’ Aosta DOP- Petite Arvine 2018, la Petite Arvine è un vitigno tradizionale a maturazione tardiva. Il suo nome deriva dalla varietà – Arvine – e dalla piccola taglia (petite in Francese) dei suoi acini. Questo vino è caratterizzato da un’intensa mineralità e salinità tipiche dei vini di montagna, dal colore brillante, giallo paglierino. Profumi floreali (gelsomino, peonia), con note di mela, susina e agrumi. Al gusto sapido, equilibrato, con nuances minerali.
Azienda Federico Curtaz- Gamma Carricante 2018, prodotto sulle rocce e sabbie di origine vulcanica Gamma è un vino bianco, di grande finezza, asciutto e verticale come i vini Etnei sanno essere, longevo, equilibrato nel gioco tra acidità e corpo del vino. Ha colore paglierino e profumo di erbe selvatiche e fiori di altitudine. Federico Curtaz: “Gamma: in fisica, Gamma è la notazione del fattore di Lorenz, un’equazione che mette in relazione la dilatazione del tempo alla contrazione delle grandezze fisiche, scoperte a suo tempo da Einstein. Il vino fa parlare, unisce le persone, dilata la percezione del tempo. Chiunque si appassioni sperimenterà le lunghe chiacchierate intorno ai dettagli emotivi che regala il vino. Ore nelle quali, emozione e passione distorcono con grazia la realtà, trasformando le discussioni intorno al vino in piacevoli viaggi nella storia, nella cultura nei luoghi, senza muoversi dal tavolo”.
Azienda Barraco- Grillo 2019, colore profondo, intensi profumi di spezie, mandorla e nocciola tostate, agrumi in confettura e colatura di alici; in bocca acidità e sapidità con persistenza prolungata.
Azienda Agricola Colle Santa Mustiola- Poggio ai Chiari IGT Sangiovese Toscano 2010, Il Poggio ai Chiari è un vino che esprime l’eleganza tipica dei grandi Sangiovesi toscani, il particolare sito dove è ubicato il vigneto e le attente pratiche di vinificazione permettono di ottenere un vino fine, elegante e capace di affinarsi per molti anni migliorando e acquisendo un bouquet di rara complessità. Le note tipiche di frutta rossa vengono nel tempo rese più complesse da una serie di aromi terziari quali spezie, cuoio, cannella e noce moscata che fanno da supporto ad una bocca di rara eleganza in cui la trama tannica esprime una setosità che è tipica solo dei grandi vini rossi provenienti da zone altamente vocate per la viticoltura come lo è la zona di Santa Mustiola a Chiusi.
Cantine Barbera- La Vota Cabernet Sauvignon 2014. Ci racconta Marilena Barbera: “Al confine occidentale della Tenuta Belicello il Fiume Belìce scorre pigro verso il Mediterraneo disegnando ampie volute, bordate di rovi e canneti ed abitate da falchi, aironi e uccelli di passaggio. I terreni sabbiosi e profondi sull’argine vengono periodicamente invasi dalle acque del fiume che, straripando, vi depositano sedimenti limosi e li arricchiscono di una consistente componente minerale. All’interno di un’ansa, che noi da sempre chiamiamo La Vota, vive il nostro Cabernet Sauvignon: figlio del Fiume, del mare e delle sabbie, intessuto dei fiori e delle erbe del greto, di minerali e di salmastro. La Vota è una vecchia ansa del Fiume Belice, una volta interamente costituita da paludi e canneti, oggi bonificata e fertilissima. La vigna di Cabernet Sauvignon è stata piantata proprio sull’argine in un terreno profondo, dalla prevalente composizione sabbiosa, ricco di importanti frazioni limose e argillose. L’area è soggetta ad un fenomeno davvero particolare: durante gli inverni molto piovosi il fiume straripa, invadendo completamente la vigna, che rimane sott’acqua anche per un paio di metri. I suoli sabbiosi sono però in grado di drenare l’acqua molto velocemente, e si giovano del limo e dei sedimenti ricchi di elementi nutritivi che il fiume ha strappato ai fertili terreni di montagna, più a nord. Sono condizioni eccezionali che si verificano due o tre volte in un decennio e rendono il terroir dove vive questa vigna davvero unico: il risultato è un vino straordinariamente fresco, quasi balsamico, e dalla personalità inconfondibile.
Azienda Vitivinicola Paolo Calì- Mandragola DOC Vittoria Frappato 2017. Ci racconta lo stesso Paolo Calì: “I vigneti sulle sabbie. Le vigne sono coltivate su delle sabbie di mare, plasmate dal vento e dalla pioggia come dune, arroventate dal sole estivo fino a diventare inaccessibili. Ho deciso di impiantare e coltivare solo vitigni autoctoni siciliani, come il Frappato, il Nero d’Avola e il Grillo, e di vinificarli esaltando le peculiarità del suolo e del clima, che garantisce importanti escursioni termiche Mandragola Vittoria Frappato DOC. Mandragola è il sapore che si sposa con l’estasi, è le virtù magiche della terra, il profumo di bacche e di aromi, è un vino magico. L’ispirazione del Mandragola nasce dalle virtù esoteriche di una pianta antica, come i sogni nascosti di un uomo”.

 

 

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